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Almeno 69 morti e si continua a scavare tra i rottami

Rabbia dopo lo scontro fra treni. Governo sotto pressione

Ansa/red

La Francia è senza notizie di diversi connazionali potenzialmente coinvolti nel disastro ferroviario di mercoledì in Spagna fra due treni ad alta velocità. Di due donne italiane disperse nel disastro non si hanno ancora notizie. E di tanti altri viaggiatori. Il bilancio provvisorio è di 69 morti. Almeno 54 i feriti ancora ricoverati. A Toledo il dolore ha il volto di chi aspetta una telefonata, un nome, una conferma. Nella città sono state trasferite 52 salme, troppe per l’obitorio, per cui l’esercito ha dovuto allestire tende e container refrigerati. Venti esperti forensi lavorano per l’identificazione delle vittime, mentre i soccorritori continuano giorno e notte a cercare resti umani fra i rottami con unità cinofile, droni termici, che si muovono fra le ruspe giganti per sollevare le tonnellate di lamiere dei quattro vagoni ribaltati nel tremendo impatto fra i due treni dell’alta velocità. Dovuto, secondo i primi risultati dell’inchiesta riferiti dal governo, a una sequenza di guasti al sistema di Lzb di controllo automatico dei convogli, culminata in un errore umano al centro di controllo Adif, il gestore delle infrastrutture, a Madrid.

Si cercano ancora 64 passeggeri

Le famiglie dei 64 passeggeri che ancora mancano all’appello, nei centri di assistenza allestiti fra Toledo, Santa Justa a Siviglia e Madrid, sono sospese tra la speranza e il timore di ricevere la notizia peggiore. “Vi prego, aiutatemi a trovare mio fratello Pepe. Era sul treno con il suo cane Trece e non sappiamo nulla di lui”. È l’appello disperato di Esther Sanemeterio, che attraverso i social e le tv cerca di ottenere notizie del fratello José Ángel, detto Pepe, 54 anni, scomparso dopo lo scontro ferroviario. Il cane Trece è stato ritrovato vivo e restituito ai familiari. Ma di Pepe, i fratelli Esther e Manolo, cui è stato prelevato il Dna per le verifiche incrociate sui resti recuperati, restano in attesa di una risposta. Come i fa

miliari di Carmen, Tamara, José Angel, altri passeggeri dispersi, che diffondono sui social le loro foto e le descrizioni nella speranza che possano aiutare a identificarli.

Il premier Pedro Sánchez ha promesso che le cause saranno chiarite “fino all’ultimo dettaglio” e che “sarà rafforzata la sicurezza, perché non accada di nuovo”. Parole che – dopo la precedente strage ferroviaria ad Adamuz (Cordoba) sulla stessa linea Tav, costata a gennaio 46 vittime – ora il Paese attende di vedere tradotte in fatti. La rabbia monta. Il governo sotto pressione ha comunque confermato la fiducia a Oscar Puente, il ministro dei Trasporti al centro delle critiche, che riferirà la prossima settimana in Parlamento.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-10-30T07:00:00.0000000Z

2026-10-30T07:00:00.0000000Z

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