La vicenda passa alla Corte europea
La condanna all’ergastolo inappellabile in Italia
Di Marco Marelli
La vicenda di Olindo Romano e Rosa Bazzi continuerà oltre i confini nazionali, anche perché la giurisdizione italiana, con la decisione della Suprema Corte che ha rigettato anche l’ultimo ricorso presentato dai difensori dei coniugi, la condanna all’ergastolo è diventata definitivamente inappellabile. Della mattanza si tornerà a parlare in quanto gli avvocati di Rosa e Olindo, hanno già fatto sapere che ricorreranno alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. A loro dire nei numerosi procedimenti che nel corso degli anni si sono succeduti non sarebbero stati riconosciuti i diritti dei coniugi erbesi. Stesso atteggiamento pregiudizievole dei diritti di Rosa e Olindo, stando alla difesa, sarebbe stato tenuto nel corso di pronunciamenti da parte della Corte Costituzionale, che aveva respinto la remissione del processo ad altro giudice e la ricusazione dei giudici della Corte d’Assise di Como, per supposta parzialità e non serenità di giudizio. Dal 2015 a ieri ci sono state altre pronunce, tutte connotate da un comune denominatore, in quanto sfavorevoli per gli imputati. Una quarantina i giudici togati che nel corso di quasi venti anni si sono chinati sulla strage di Erba. Gli ultimi giudici che si sono pronunciati sulla mattanza erbese sono gli Ermellini della V sezione penale della Suprema che negli scorsi giorni hanno respinto l’istanza di revisione del processo così come il 10 luglio 2025 avevano sentenziato i giudici della Corte d’Appello di Brescia. La decisione è arrivata dopo la richiesta in tal senso del sostituto pg di Cassazione Giulio Monferini, per il quale “quelle che secondo la difesa sarebbero le ‘prove nuove’ non possono in alcun modo smontare i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna di Rosa e Olindo, e cioè le dichiarazioni del sopravvissuto, le confessioni e le tracce ematiche”. Ragione per cui, aveva sottolineato nella requisitoria,“le cosiddette ‘prove nuove’ sono mere congetture, astratte”. Rosa e Olindo sono stati condannati all’ergastolo per aver ucciso con spranghe e coltelli, il 16 dicembre 2006, nella casa di cortile di via Diaz, Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Youssef era stato ucciso con un colpo di coltello alla fronte sferrato da Rosa. “Sono semplicemente felice”, ha affermato Giuseppe Castagna, figlio, fratello e zio di tre delle quattro vittime della mattanza.
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2025-03-29T07:00:00.0000000Z
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