Denatalità, poker bocciato dalla Gestione
La maggioranza Plr, Lega e Udc preavvisa negativamente le proposte di Isabella e Corti: ‘Il Cantone fa già molto, e il deficit dei conti è altissimo’
Di Jacopo Scarinci e Andrea Manna
Alla luce del Preventivo 2026 e in particolare degli “esiti” e delle “conseguenze” sulle finanze del Cantone delle votazioni popolari del 28 settembre, con il massiccio sì delle urne alle proposte della sinistra e della Lega in materia di premi di cassa malati, “il preavviso commissionale è che le iniziative vadano respinte”. Il preavviso – allestito dal liberale radicale Matteo Quadranti – è quello della maggioranza (Plr, Lega e Udc) della commissione parlamentare della Gestione. E le iniziative sono quelle parlamentari depositate nel febbraio del 2024 dal Centro. Il famoso poker a favore della natalità. Formulato all’indirizzo del plenum del Gran Consiglio, il preavviso negativo concerne in particolare tre iniziative del poker centrista. Quelle aventi per oggetto: il sostegno alle famiglie, la conciliabilità lavoro-famiglia, giovani e alloggio. Che, a differenza dell’iniziativa sul cambio culturale (a costo zero), prevedono esborsi da parte dello Stato.
In ‘Sanità e sicurezza sociale’ sì solo a quella a costo zero
A metà maggio la commissione parlamentare ‘Sanità e sicurezza sociale’ aveva emesso il suo verdetto. La maggioranza, composta sempre da Plr, Udc e Lega, aderendo al rapporto del liberale radicale Patrick Rusconi è stata chiara: il sostegno si limita all’unica iniziativa del poker che non costa un franco, quella che chiede la definizione di un Dipartimento all’interno del governo che abbia la responsabilità delle politiche di sostegno allo sviluppo demografico, e che il valore della famiglia e della società aperta alla genitorialità sia incluso in ogni tema della politica cantonale. Finita lì. Semaforo rosso, infatti, alle richieste di aumentare il sostegno economico alle famiglie aumentando gli assegni, dare un’accelerata alle iniziative per conciliare lavoro e famiglia, ridurre la tassa del registro fondiario e quella sull’emissione delle cartelle ipotecarie per i giovani che intendono acquistare una casa. Allora come adesso, il discorso non cambia: da un lato per la maggioranza molto è stato già fatto, dall’altro il costo è insostenibile. L’impatto sarebbe di circa 90 milioni l’anno, considerando i 65 per l’aumento dell’assegno per i figli e i 25 per quelli di formazione.
Di diverso avviso la minoranza composta da Centro, Ps e Verdi. Nel rapporto del socialista Maurizio Canetta e di Tamara Merlo (Più donne), si accoglie la stessa unica iniziativa approvata dalla maggioranza, ma pure quella per maggiori misure da dedicare alla conciliabilità lavoro-famiglia. Accolta parzialmente, invece, quella sugli assegni: limitatamente al complemento all’assegno famigliare, in modo che sommato all’assegno vero e proprio ammonti a 300 franchi e quello di formazione a 350 franchi.
‘Si investe già molto nella socialità’
Numeri alla mano, “sostenere che il Cantone non faccia nulla o non abbia fatto abbastanza appare non corretto”, si afferma nel preavviso della Gestione. Un Cantone, il Ticino, che “investe già molto nella socialità e a favore di enti terzi attivi in ambito sociale: il tutto per quasi 2,2 miliardi, aumentati notevolmente negli ultimi anni di circa 100 milioni”. In merito alla conciliabilità lavoro-famiglia, dal 2019, con l’entrata in vigore della Riforma cantonale fiscale e sociale, le aziende “partecipano al 50% dei costi” attraverso “un prelievo dello 0,15% sulla loro massa salariale”, si rammenta nel preavviso in cui si richiamano anche dati contenuti nelle risposte del Consiglio di Stato a precedenti atti parlamentari, come l’interrogazione di Cristina Zanini Barzaghi (Ps) e Simona Genini (Plr). Questo prelievo “confluisce in un fondo appositamente destinato al finanziamento del settore: a titolo di esempio, nel 2023 i prelievi a carico delle aziende ammontavano a 22,5 milioni di franchi, pertanto la copertura del maggior onere di circa 26,8 milioni per rendere gratuite le strutture equivarrebbe indicativamente a un raddoppio dell’aliquota prelevata alle aziende”.
E ancora: oggi “circa il 43% dei bambini in età prescolastica frequenta un asilo nido”. Il Cantone, si evidenzia nel documento stilato da Quadranti, “non solo si posiziona sopra la media nazionale per l’offerta di posti, ma si distingue anche per il sostegno finanziario alle strutture e alle famiglie, risultando tra i primi in Svizzera per generosità delle misure fiscali legate all’affidamento dei figli a terzi”. Un’impostazione che “ha permesso una notevole riduzione del peso economico per le famiglie e ha reso possibile l’attivazione di diverse misure sociali, tra cui assegni parentali, aiuti per la retta, servizi di accoglienza e sostegno ai familiari curanti”. Dal 2019 al 2024 le risorse “investite nelle politiche sociali sono cresciute del 190%, passando da 9 milioni a 26,1 milioni di franchi”.
‘Condividiamo il principio, ma i conti sono sotto pressione’
Anche la commissione ‘Gestione’ “condivide il principio delle iniziative parlamentari ed è sensibile al tema della denatalità, così come è consapevole delle grandi sfide future che tuttavia toccano anche il buon funzionamento dei conti pubblici per poter assolvere tutti gli altri compiti già esistenti”. E a proposito di finanze statali, nel preavviso si ricorda che il Preventivo 2026 del Cantone contempla “sin da ora un disavanzo di circa 100 milioni, senza tener conto da un lato di eventuali introiti della Banca nazionale svizzera, dall’altro dei maggiori costi scaricati dalla Confederazione al Cantone (circa 40 milioni) e delle misure di risparmio (per circa 120 milioni) che se non dovessero essere accolte dal parlamento accrescerebbero il disavanzo preventivato per il 2026”. Ma soprattutto “si tratta di tener conto anche dell’esito delle votazioni cantonali del 28 settembre a seguito del quale tra Cantone e Comuni, nel breve termine, le finanze pubbliche dovranno considerare circa 100 milioni di minor gettito a causa dell’aumento degli importi di deducibilità, tra altri, dei premi di cassa malati (iniziativa della Lega), nonché maggiori uscite per circa 300 milioni a seguito dell’iniziativa della sinistra (detta del 10%), oltre alle conseguenze sul voto sul valore locativo e sull’imposizione delle case secondarie”. In breve, “una situazione tutt’altro che rosea tenuto conto che a oggi non vi è maggioranza assoluta certa su quali misure compensative (maggiori tagli alla spesa, aumento di imposte e tasse) potranno essere adottate, e quando, per rispettare comunque i seguenti principi e dettati costituzionali”. In considerazione di tutto questo, la maggioranza della ‘Gestione’ “non può che preavvisare negativamente, dal profilo finanziario, tutte le iniziative a eccezione dell’iniziativa ‘Cambio culturale’, la quale non comporta costi e fermo restando che il tema potrà essere sviscerato nel contesto della trattazione tuttora in corso – nella commissione ‘Costituzione e leggi’ – dell’iniziativa parlamentare elaborata ‘Per l’aggiunta di un nuovo articolo 7a nella Costituzione cantonale (Per la conciliazione tra famiglia e lavoro)’”, inoltrata nel dicembre 2022 dall’allora deputato socialista Raoul Ghisletta.
Isabella: ‘Non si vuole guardare oltre l’immediato’
Amara la reazione dell’iniziativista Claudio Isabella (Centro), che assieme al collega di partito Alessandro Corti aveva presentato l’ormai mitologico poker. «Non si vuole guardare oltre l’immediato – commenta infatti a ‘laRegione’ il deputato e sindacalista Ocst –. Ci sono tante cose di cui lo Stato deve occuparsi, certo, ma la natalità a nostro modo di vedere è una priorità». Nel senso che «non si può più temporeggiare, i risultati di oggi li vedremo tra 20/30 anni. Mentre sempre oggi paghiamo l’immobilismo di 20/30 anni fa. Quindi – continua Isabella – meno si farà, peggio sarà». Non si scappa, «il borsellino è vuoto, d’accordo». Però c’è un però. «Se non si investe sul futuro di tutta la società sarà tutta la società a pagare ancora di più... Chi si curerà di noi quando saremo anziani? Chi pagherà l’Avs? Per chi stiamo costruendo le scuole ora in cantiere? La manodopera dove la si reperirà?». Insomma, «continueremo a combattere in Gran Consiglio. Anche perché Paesi che hanno investito massicciamente per contrastare la denatalità hanno già osservato dei risultati positivi».
CANTONE
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2025-12-10T08:00:00.0000000Z
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