Anziani e solitudine, ‘prematuro un piano cantonale specifico’
Il governo replica a una mozione di Caverzasio (Lega)
Un piano cantonale specifico di prevenzione e intervento precoce contro la solitudine nella terza età è prematuro. O almeno è ciò che indica il governo prendendo posizione sulla proposta del deputato (dimissionario) della Lega dei ticinesi Daniele Caverzasio e cofirmatari. Pur accogliendo “con favore e attenzione ogni misura volta ad arginare la solitudine e l’isolamento sociale della popolazione anziana ticinese” e “tenuto conto delle risorse disponibili e delle innumerevoli misure già attive sul territorio ticinese”, il Consiglio di Stato propone di accogliere la mozione solo parzialmente. Tradotto: tre delle sei proposte vanno secondo il governo ritenute evase, due respinte, mentre una soltanto accolta.
‘Ma si mappi il fenomeno’
Punto per punto. La prima richiesta al Consiglio di
Stato di Caverzasio e cofirmatari suggerisce, appunto, l’elaborazione di un piano cantonale per il contrasto alla solitudine degli anziani, in collaborazione con i Comuni, i servizi Spitex, le case anziani, Pro Senectute, le parrocchie, le associazioni di volontariato e le organizzazioni attive nell’ambito sociosanitario. Al riguardo il governo replica che “il territorio cantonale dispone già di un ventaglio di prestazioni che contribuisce all’inclusione sociale e al benessere delle persone anziane”. E aggiunge: “Prima di definire ulteriori strategie è necessario disporre di un quadro conoscitivo accurato del fenomeno e delle sue manifestazioni, che va messo a confronto con le risorse già attive e la loro efficacia”. In altri termini, per il governo “la strategia delineata dalla Pianificazione integrata 20212030 permette già oggi di sostenere adeguatamente un numero importante di enti preposti a prevenire e contrastare la solitudine delle persone anziane in Ticino”, aspetto di cui anche i futuri aggiornamenti terranno conto.
I mozionanti auspicano in secondo luogo la creazione di una rete coordinata di ‘prossimità sociale’. Una posizione condivisa dal governo che fa però notare come “sul territorio cantonale siano già attive diverse iniziative in questa direzione”, tra cui i Centri diurni socio-assistenziali (Cdsa).
A ciò si aggiunge l’istituzione di una linea telefonica amica cantonale per gli over 65, operativa almeno cinque giorni alla settimana, gestita da personale formato o da volontari supervisionati, con funzione di ascolto, compagnia e orientamento. “In Ticino – segnala tuttavia il governo – è già attivo in tutto il Cantone il servizio ‘Telefono Amico’”. Una prestazione “raggiungibile al numero di telefono 143 che offre ascolto, accoglienza e orientamento alla popolazione della Svizzera italiana, compresa la fascia anziana, accessibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno” anche via chat. Ragione per cui “l’attivazione di un ulteriore canale di ascolto non è al momento prioritaria”. Caverzasio insiste poi anche sulla promozione di progetti locali di socializzazione, per esempio cene comunitarie, laboratori o attività intergenerazionali, con particolare attenzione ai Comuni più periferici e ai contesti urbani fragili. Dal Consiglio di Stato la richiesta è “considerata soddisfatta”, proprio perché “trova già un’ampia risposta nel panorama ticinese, grazie alle numerose iniziative consolidate e diffuse sul territorio”.
Altro punto, l’istituzione di un fondo cantonale specifico. Auspicio bocciato dal Consiglio di Stato, vista “la disponibilità limitata delle risorse pubbliche”. Infine, l’unica indicazione accolta dal governo riguarda lo sviluppo di strumenti di valutazione e monitoraggio, anche in collaborazione con enti accademici, per identificare precocemente situazioni a rischio. “Un approfondimento efficace dei fenomeni di isolamento sociale e solitudine tra la popolazione anziana – scrive il Consiglio di Stato – richiede innanzitutto una mappatura sistematica. Tale analisi consentirebbe di individuare le lacune esistenti, valutare l’adeguatezza delle risposte attive sul territorio e stabilire quali misure meritano di essere rafforzate”. Contestualmente, conclude il governo, “nella prossima Pianificazione integrata 2030-2040 sarà introdotto un capitolo dedicato ai fenomeni di solitudine e isolamento sociale, che fungerà da base metodologica per l’elaborazione delle misure future”. L’ultima parola spetta comunque al Gran Consiglio.
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2026-01-20T08:00:00.0000000Z
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