‘Il governo avvii i passi per attuare la riforma’
Prende atto “con piacere” che il legame con il progetto ‘Ticino 2020’, voluto a suo tempo dal Consiglio di Stato, sia stato tolto dal Gran Consiglio, seguendo l’indicazione della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’. Comprende “la necessità di un periodo transitorio, stabilito in due anni, pensando agli aspetti procedurali, logistici, informatici e di risorse umane necessari al funzionamento delle Preture di protezione”. Ritiene questo periodo comunque “vincolante”. E invita il Consiglio di Stato “ad avviare con solerzia tutti i passi necessari per attuare la riforma”. Così scrive l’Act, l’Associazione dei comuni ticinesi, a proposito del finanziamento – al termine dei due anni i costi saranno a carico solo del Cantone – della nuova organizzazione, nel settore tutele e curatele, delle autorità di protezione in Ticino. Riorganizzazione cui ha dato di recente luce verde il Gran Consiglio e che una volta implementata vedrà l’entrata in funzione di Preture ad hoc. Le Preture di protezione. Si passerà quindi a tutti gli effetti dall’attuale modello amministrativo – incentrato sulle sedici Arp (Autorità regionali di protezione), dipendenti dai Comuni – a quello giudiziario, con la conseguente ‘cantonalizzazione’ del sistema.
L’Act giudica positivamente il passo compiuto dal parlamento. “La riforma – ricorda l’associazione – era infatti attesa da diversi anni e l’Act si era più volte espressa portando la voce dei Comuni ticinesi. Di attualità quindi il passaggio delle competenze in materia di protezione dei minori e degli adulti dalle attuali sedici autorità amministrative di livello comunale a un’autorità giudiziaria cantonale specializzata nel diritto di protezione”. Un passo, si evidenzia nel comunicato, “naturale e necessario per migliorare la risposta dello Stato a tutela delle fasce più fragili della popolazione”. Tornando al capitolo finanziario, l’Act “prende atto che la Commissione giustizia e diritti auspica che si possa trovare una soluzione politica condivisa tra Cantone e Comuni per neutralizzare gli effetti finanziari derivanti dalla riforma delle autorità di protezione”. Al riguardo l’Associazione dei comuni sottolinea il fatto che “trattandosi di un compito esclusivamente del Cantone compete a quest’ultimo, che già oggi provvede alla copertura di tutti gli altri oneri della Giustizia, assumersi anche i costi legati a questa riforma”. Il messaggio è piuttosto chiaro...
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2026-02-09T08:00:00.0000000Z
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