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L’avvocato: ‘Abominio giuridico, va abolita’

Non ha dubbi Enrico Bianchi, sindaco di Luino: “Qui non siamo più davanti a un semplice disaccordo, ma all’ennesimo scontro politico sulla pelle dei frontalieri” e quindi “se gli accordi vengono modificati unilateralmente per fare cassa o consenso, si mina la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini. Per evitare che “a pagare il conto sia chi lavora” la Regione Lombardia, “che continua a restare muta e a proseguire imperterrita”, deve abolire il balzello. Sul tema che da giorni tiene banco, ovvero la ‘tassa sulla salute’ e il blocco dei ristorni, interviene anche l’avvocato Furio Artoni, consigliere comunale a Luino, esperto di lavoro transfrontaliero: “Quello che sta accadendo nei rapporti tra Italia e Svizzera non è un normale contenzioso fiscale tra burocrazie vicine. È qualcosa di più grave: è la progressiva erosione di un sistema di convivenza costruito in decenni, compromesso oggi, con sconcertante leggerezza, per una questione che si potrebbe risolvere abrogando una norma sbagliata”. Vale a dire “la ‘tassa sulla salute’ che è un abominio giuridico: un prelievo incostituzionale, incompatibile con i trattati internazionali vigenti, e destinato inevitabilmente a innescare una reazione della controparte svizzera”. Artoni si riferisce alla mozione presentata da Plr, Centro, Udc e Lega dei ticinesi che “chiede al governo cantonale di agire ‘immediatamente’ per sospendere, totalmente o parzialmente, il riversamento all’Italia della quota dell’imposta alla fonte prelevata sui frontalieri, invocando la violazione dell’articolo 9 dell’accordo fiscale bilaterale da parte italiana”. Le osservazioni di Artoni mettono in discussione anche gli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea. Accordi che “sono legati tra loro dalla cosiddetta clausola ghigliottina: se uno degli accordi viene denunciato o decade, l’intero pacchetto degli accordi bilaterali rischia di essere travolto. Nessuno la nomina perché fa paura. Ma esiste, è vincolante e va presa sul serio”. E questo perché questa clausola tocca aspetti fondamentali, quali la libera circolazione delle persone, i trasporti terrestri, il traffico aereo o la ricerca. Secondo Artoni, “questo ping pong tra Stati non fa onore a nessuno dei due giocatori. E chi ci rimette sono i lavoratori frontalieri e le comunità di frontiera”. E, quindi, come se ne esce? Artoni è fermo: “Innanzitutto la ‘tassa sulla salute’ va abolita”. E anzi, “se le regole esistono, vanno rispettate. Da Roma come da Berna”.

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2026-02-23T08:00:00.0000000Z

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