Educare senza violenza, nasce un’associazione
Dal nuovo quadro legale svizzero ai bisogni delle famiglie: formazione, incontri e strumenti concreti per sostenere genitori, scuole ed educatori
Di Katiuscia Cidali
Nessuno schiaffo è più tollerato: la violenza nell’educazione dei minori è fuori legge. Non è solo un principio morale, ma una realtà giuridica sempre più chiara e vincolante. Dal prossimo 1° luglio, questo divieto sarà esplicitamente sancito nel Codice civile svizzero, segnando un passaggio decisivo verso un modello educativo fondato sul rispetto. In realtà, l’uso della forza contro i figli è già vietato dal diritto vigente: sia il diritto penale sia quello civile, nell’ambito della protezione dei minori, tutelano da tempo bambini e ragazzi anche tra le mura domestiche. La nuova disposizione funge però da principio guida e lancia un chiaro segnale: la violenza nell’educazione, punizioni corporali o altri trattamenti degradanti sui bambini non sono tollerati. Mentre il Codice penale parlava di violenza reiterata, la nuova modifica del Codice civile definisce che anche un unico atto non è legittimo. La riforma però non si limita a vietare, ma costruisce anche alternative. I Cantoni saranno infatti chiamati a garantire a genitori e figli un accesso concreto e adeguato a servizi di consulenza e sostegno, da attivare insieme o separatamente in caso di difficoltà.
Proprio in questa direzione si inserisce la nascita, a Serravalle, dell’Associazione educazione non violenta (Env), che si propone di accompagnare le famiglie con strumenti pratici, riflessioni e percorsi di supporto. L’educazione non violenta non è né permissivismo né autoritarismo: è un approccio che rafforza il ruolo degli adulti rendendoli più presenti, più solidi e meno reattivi. Si fonda sulla relazione, sulla capacità di gestire i conflitti senza escalation e sulla scelta consapevole di escludere la violenza fisica, verbale o psicologica. Si tratta di un approccio che offre strumenti concreti per affrontare situazioni educative complesse senza ricorrere alla minaccia, all’umiliazione o allo scontro continuo. Perché dire addio alle sberle non significa rinunciare alle regole. Gli esperti ricordano che limiti chiari, coerenza e dialogo sono strumenti educativi efficaci e privi di violenza: mettere confini non richiede punizioni, ma presenza, ascolto e responsabilità condivisa.
Già prima della costituzione formale dell’associazione, un gruppo di persone formate secondo i principi dell’educazione non violenta si era attivato sul territorio, proponendo lo scorso anno un percorso formativo per i docenti della Scuola elementare di Serravalle. Un’iniziativa pensata per sostenere gli adulti nello sviluppo di una presenza educativa più solida, calma e consapevole, capace di affrontare i conflitti senza irrigidirsi né rinunciare al proprio ruolo. «In collaborazione con le assemblee dei genitori di Serravalle, Acquarossa e Blenio abbiamo inoltre avviato un ciclo di cinque incontri gratuiti, ormai in fase di conclusione», spiega Marijana Jufer, vicepresidente dell’associazione. «Durante questi momenti è emerso chiaramente quanto, per gli adulti coinvolti nell’educazione in diversi ambiti, sia prezioso non solo ricevere sostegno, ma anche disporre di strumenti concreti e di uno spazio di riflessione sulle difficoltà quotidiane».
Le serate organizzate finora hanno registrato una partecipazione significativa. L’obiettivo dell’associazione è ora ampliare il raggio d’azione, coinvolgendo altri Comuni, nuove sedi scolastiche e un numero crescente di genitori, per arrivare in futuro anche alle Scuole medie e post-obbligatorie.
Strumenti utili nella quotidianità
Tra i temi affrontati nel ciclo di incontri, grande attenzione è stata dedicata alla presenza educativa e all’autocontrollo: l’adulto chiamato a “resistere” senza prevaricare, mantenendo fermezza e lucidità anche nelle situazioni più tese. Sono stati proposti strumenti concreti per evitare l’escalation dei conflitti e dei litigi, restare presenti nei momenti di crisi e trasmettere sicurezza e coerenza attraverso quella che viene definita una fermezza gentile. Ampio spazio è stato dato anche al tema della responsabilità: come educare senza punire, favorendo invece processi di riparazione, aiutando i bambini a comprendere il senso delle conseguenze delle proprie azioni senza ricorrere a misure punitive. Nel terzo incontro si è lavorato su come affrontare i comportamenti problematici in modo condiviso costruendo un’alleanza con gli insegnanti, così da garantire messaggi coerenti tra scuola e famiglia. Il quarto appuntamento ha invece approfondito la gestione dei conflitti per evitare di entrare in dinamiche di scontro, agire con maggiore calma e consapevolezza, prendendosi il tempo necessario per non reagire in modo impulsivo o moralizzante. L’ultimo incontro, previsto per il 20 aprile, sarà dedicato al tema della vergogna costruttiva, della stima e del potere delle parole: un’occasione per riflettere su come separare la persona dal comportamento e utilizzare messaggi capaci di attivare la parte migliore del bambino. Sul sito dell’associazione www.educazione-non-violenta.ch saranno inoltre presto disponibili materiali informativi e strumenti pratici pensati per accompagnare genitori, scuole ed educatori nei primi passi di approfondimento.
Violenza in ambito educativo in cifre
Uno studio dell’Università di Friburgo (2024) sull’uso della violenza in ambito educativo evidenzia numeri significativi: il 30% dei genitori ammette di aggredire verbalmente i propri figli – il 7% in modo ripetuto – mentre il 25% ricorre a minacce di percosse. Il 15% utilizza la privazione dell’affetto come forma di pressione e circa il 20% dei bambini è esposto regolarmente a violenza psicologica. Uno su tre ha già assistito ad atti di violenza psicologica tra i genitori. A livello europeo un minore su cinque è vittima di una qualche forma di violenza sessuale. Nel 2024, sono stati 2’084 i bambini e gli adolescenti ricoverati in ospedale per maltrattamenti, un dato che restituisce con forza la dimensione concreta e non più ignorabile del fenomeno.
BELLINZONA E VALLI
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2026-04-01T07:00:00.0000000Z
2026-04-01T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281578067208554
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