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Licenziamento Nurnberg, le precisazioni della Rsi

“Contrariamente a quanto può essere lasciato intendere da Unia e Paola Nurnberg, il licenziamento non è legato alle accuse di mobbing formulate dall’ex collaboratrice”. E: “Si tratta di una vertenza distinta, fondata su presupposti giuridici diversi affrontata tempestivamente a tutela anche del rispetto delle regole professionali e della credibilità dell’azienda”. Dopo la comunicazione da parte del sindacato Unia lo scorso venerdì sulla chiusura della vertenza riguardante l’ex giornalista della Rsi, la stessa azienda tiene a fare alcune precisazioni. In tal senso, rimarca l’ente radiotelevisivo, “è errato affermare o lasciare intendere che il pagamento rappresenti una conferma della fondatezza delle accuse rivolte alla Rsi o equivalga a un’ammissione di responsabilità o a una conferma delle tesi sostenute dalla controparte”. E aggiunge: “Il versamento effettuato dalla Rsi non costituisce in alcun modo un riconoscimento di licenziamento abusivo”. Ma anzi: “Il pagamento della pretesa avanzata in causa è avvenuto senza riconoscimento di responsabilità e senza che ciò possa essere inteso come un’ammissione rispetto alle argomentazioni della ex dipendente”. L’azienda, viene ancora spiegato nella relativa nota, “ha ritenuto che il valore monetario della causa non giustificasse le spese che avrebbe dovuto in ogni caso affrontare, potenzialmente superiori al valore litigioso stesso”. Ragione per cui, “d’intesa con il legale esterno incaricato, si è ritenuto di versare quanto richiesto al fine di chiudere la vertenza”. Non da ultimo, “la Rsi respinge l’accusa che il licenziamento abbia qualsiasi legame con la segnalazione disciplinare fatta da Paola Nurnberg, che era stata riconosciuta e aveva portato alla sanzione di un collega. A prova di questo, in seguito a quell’episodio l’azienda si è adoperata per recuperare pienamente l’inserimento di Paola Nurnberg in azienda, coinvolgendo anche la direzione generale della Ssr, e il sindacato Ssm”.

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2026-06-02T07:00:00.0000000Z

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