Saleggina ed ex Lati, ‘rischio allagamenti’
Carta dei pericoli alla mano, il consigliere Grisetti solleva il problema, riceve dal Cantone il menavia e quindi sollecita i Comuni di Bellinzona e Sant’Antonino
Di Marino Molinaro
Si può accettare un rischio allagamento laddove si costruisce un ospedale o una caserma dei pompieri, servizi preposti ad assicurare costantemente l’operatività a favore dei cittadini? La logica induce a rispondere no. Eppure emerge ora che la Saleggina di Giubiasco, comparto preposto ad accogliere il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, e l’ex Lati di Sant’Antonino dove il Municipio di Bellinzona vorrebbe inserire la caserma del Corpo pompieri e della Protezione civile, come pure il sedime dell’ex Birreria a Carasso che rappresenta al momento la sola alternativa praticabile all’ex Lati, figurano nella Carta dei pericoli elaborata dalla Confederazione e dal Cantone. In tutti e tre i casi la minaccia di possibile allagamento – dovuto a eventi meteorologici secolari o alla rottura della diga del Luzzone – va da bassa (colore giallo) a media (blu). «Basso o medio non conta, il rischio c’è comunque e in ogni caso la situazione deve preoccupare le autorità», rileva il consigliere comunale Brenno Grisetti (Lega/Udc) attivatosi per approfondire la questione. Oggi in pensione, vanta 21 anni di comando dei Pompieri di Mendrisio e... «so bene ciò che dico e scrivo». In effetti nelle scorse settimane ha inviato due missive al Dipartimento delle istituzioni (Servizio protezione della popolazione) e a quello del territorio (Sezione sviluppo territoriale) sollevando la questione. Le risposte ricevute «sono un bel menavia, prive di una benché minima riflessione critica su quello che mostrano le carte dei pericoli consultabili sul sito del Cantone».
‘Collocazioni da evitare o riesaminare’
“Il Piano allarme acqua del Cantone Ticino che interessa i comuni di Bellinzona e Sant’Antonino – premette Grisetti nelle lettere inviate a Dt e Di – è stato allestito sulla base di precise e rigorose direttive dell’Ufficio federale dell’energia. Il Dipartimento delle istituzioni ha concluso nel 2017 i piani di evacuazione per le zone situate a valle degli impianti di accumulazione e le relative informazioni sono consultabili sul sito del Cantone”. Le disposizioni e gli obblighi dei Cantoni e dei Comuni, prosegue, sono definiti nella Legge federale sugli impianti di accumulazione e relativa ordinanza, “che prevedono la responsabilità della pianificazione e dell’attuazione in caso di allarme acqua”.
Andando al nocciolo della questione, il Piano allarme acqua “dovrebbe per sua natura indurre a evitare l’ubicazione di nuove strutture di servizio essenziali all’interno della zona di pericolo interessata, anche per quanto riguarda le difficoltà d’accesso”, le quali nei tre casi specifici sono pure in zona blu e gialla. Da qui la richiesta per sapere “se le collocazioni previste per ospedale e pompieri debbano essere evitate o riesaminate, poiché magari incompatibili con le esigenze di sicurezza territoriale”. Grisetti conclude chiedendo se i rispettivi Piani regolatori prevedano tali strutture in aree interessate dal Piano di allarme acqua o se sia necessaria una loro modifica. Oppure ancora, in ultima analisi, un rafforzamento delle strutture contro le inondazioni; o l’abbandono dei due progetti in quei siti e la ricerca di sedimi alternativi a zero rischio, «sebbene si possa ritenere che all’ex Birreria una costruzione ex novo sopraelevata rispetto al livello del terreno potrebbe risolvere del tutto il problema».
Le non risposte di Dt e Di
Mentre la Sezione del militare e della protezione della popolazione liquida in due righe le richieste di Grisetti (“Non è compito nostro esprimerci in materia”), la Sezione dello sviluppo territoriale scrive di non potersi pronunciare al di fuori della procedura edilizia relativa alla nuova caserma dei pompieri, procedura “che costituisce la sede formale per la valutazione del progetto”. Infatti “non è questa la sede per fornire risposte e pareri legati a procedure edilizie o pianificatorie che ne determinano l’esito”. Per tutto il resto invita il consigliere a rivolgersi al Municipio, “quale autorità competente nel fornire informazioni sullo stato di diritto del proprio Piano regolatore come pure nel promuovere eventuali modifiche”. Perciò Grisetti ha nel frattempo esposto le proprie riserve anche al Municipio di Sant’Antonino, dal quale attende risposta.
CRITICITÀ
‘Troppo decentrata e troppi milioni’
In gennaio le aveva già sottoposte via email al sindaco di Bellinzona, sollevando anche la questione relativa al posizionamento della centrale dei pompieri a Sant’Antonino e all’investimento finanziario la cui portata sta spaccando la politica turrita: «Dapprima – ci spiega Grisetti – se consideriamo che non vi sono informazioni sull’eventuale dismissione delle sedi dei pompieri di Cadenazzo e Gambarogno i cui Corpi sono stati integrati l’anno scorso in quello cittadino, temo che si andrebbe a spostare troppo a sud il baricentro di intervento rispetto a quello odierno, complicando così la vita ai militi volontari che dovranno sobbarcarsi chilometri e tempo di trasferimento in più». Si tratta di una questione «a mio avviso centrale, ben presente nel Concetto pompieri 2030 vincolante dal profilo legale». Questione sollevata peraltro in una lettera anonima diffusa recentemente da un presunto gruppo di militi volontari nel tentativo di sensibilizzare i consiglieri comunali chiamati a stanziare dapprima un doppio credito di 14 milioni e 700mila franchi per acquistare l’ex Lati e rispettivamente progettarne la conversione in caserma dei pompieri con un investimento stimato in circa 20 milioni. «Cifre da capogiro – obietta infine Grisetti – se pensiamo che la centrale multiservizi di Mendrisio progettata da Mario Botta e inaugurata nel 2016 ha richiesto complessivi 24 milioni, di cui solo 8,6 per la parte pompieri. Evidentemente dal profilo finanziario nei progetti di Sant’Antonino (35 milioni) e Carasso (43 milioni) c’è qualcosa che non va».
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-06T07:00:00.0000000Z
2026-06-06T07:00:00.0000000Z
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