‘Un servizio nazionale per la prevenzione’
Mozione a Berna di Fonio (Centro) con esponenti di tutti i partiti: ‘Un numero telefonico per chi avverte impulsi, per ascolto e percorsi terapeutici’
Di Jacopo Scarinci
Reati di pedofilia, non basta punire. Serve prevenire, ancor più e ancor meglio di quanto si fa già adesso. Per questo motivo, il consigliere nazionale del Centro Giorgio Fonio, assieme a esponenti di tutti i partiti rappresentati alla Camera del popolo, con una mozione sprona il Consiglio federale: occorre istituire un servizio nazionale anonimo per la prevenzione dei reati sessuali su minori.
L’incarico conferito al governo è quello di garantire l’esistenza, appunto, di un servizio nazionale di prevenzione “anonimo e gratuito, accessibile in particolare mediante un numero telefonico dedicato, destinato a persone che avvertono impulsi a rischio di natura sessuale nei confronti di minori. Il servizio dovrà garantire ascolto, orientamento e accesso a percorsi terapeutici. Il Consiglio federale è inoltre incaricato di assicurare la disponibilità del servizio in tutte le lingue nazionali valorizzando, coordinando o rafforzando le offerte già esistenti”. La motivazione di tale richiesta, per Fonio, è lampante: “A livello internazionale, recenti meta-analisi stimano che fino al 18% delle ragazze e all’8% dei ragazzi possono essere stati esposti a forme di abuso – scrive nella sua mozione –. Studi basati su autodichiarazioni indicano inoltre che la reale portata del fenomeno è ampiamente sottostimata”. Insomma, “la pedofilia è scientificamente riconosciuta come una condizione psichiatrica complessa che coinvolge componenti cognitive, emotive e comportamentali. Sebbene ciò non giustifichi l’atto, esiste una dimensione clinica che può e deve essere affrontata preventivamente”.
‘Una politica pubblica non può limitarsi alla giusta repressione’
Senza dimenticare che sul piano etico “la priorità assoluta resta la tutela dei minori”. Tuttavia, per il consigliere nazionale centrista, “una politica pubblica non può limitarsi alla repressione dopo un fatto: è necessario intervenire prima che il reato venga commesso, offrendo strumenti a chi è a rischio. È infatti internazionalmente dimostrato che persone consapevoli della propria condizione cercano aiuto”. Dal punto di vista economico, “l’approccio esclusivamente repressivo comporta costi elevatissimi: procedimenti penali, detenzione, e costi sanitari e sociali legati al trauma delle vittime. Investire nella prevenzione significa ridurre tali oneri, intervenendo a monte”. Per questi motivi, si diceva, nella mozione “si propone il rafforzamento e il coordinamento a livello federale di un servizio nazionale anonimo e gratuito destinato a persone che avvertono impulsi a rischio, accessibile in particolare mediante un numero telefonico dedicato. Il servizio, gestito da professionisti qualificati, offrirebbe ascolto, orientamento e accesso a percorsi terapeutici”. Esso, infine, “potrebbe essere sviluppato sfruttando, coordinando o rafforzando le offerte già esistenti, garantendo tuttavia un accesso uniforme e disponibile in tutte le regioni linguistiche del Paese. Una simile misura rafforzerebbe la protezione dei minori, intervenendo prima che il danno si verifichi”.
«Il tema degli abusi sui minori impegna da sempre il nostro partito», spiega Fonio a ‘laRegione’. «Non solo a livello federale ma anche a livello cantonale. Sono infatti numerose le iniziative presentate, per esempio, per inasprire le pene nei confronti dei pedofili. In questo caso invece si è voluto concentrarsi sulla prevenzione. Abbiamo voluto affrontare il tema da una prospettiva diversa. Questo perché prevenzione e repressione non sono in contrasto. Anzi, siamo convinti che la capacità di impedire un abuso prima che si verifichi rappresenti uno degli strumenti più efficaci di tutela dei minori».
Il dibattito pubblico, riprende Fonio, «si concentra spesso, comprensibilmente, su ciò che accade dopo un reato. Con questa proposta abbiamo voluto porre l’attenzione anche su ciò che può essere fatto prima. Se esistono persone che sono disposte a cercare un sostegno specialistico, le istituzioni devono interrogarsi su come favorire questo percorso in modo responsabile e sicuro. L’obiettivo non è spostare l’attenzione dagli autori dei reati, né attenuare la gravità delle loro responsabilità, ma rafforzare gli strumenti a disposizione della società per ridurre il rischio che vi siano nuove vittime. Una politica efficace deve saper unire fermezza, protezione e capacità di intervenire tempestivamente».
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2026-06-22T07:00:00.0000000Z
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