Nessuna azienda pronta a costruire nuove centrali
I gruppi energetici svizzeri accolgono con favore la revoca del divieto di costruzione di centrali nucleari decisa a Berna. Ma allo stato attuale delle cose nessuna azienda appare disposta a impegnarsi in un progetto atomico.
Un nuovo impianto nucleare non è realistico nel breve e medio termine, fa sapere la società Bkw. Pure per i due maggiori gruppi energetici svizzeri, Alpiq e Axpo, la questione non è attualmente all’ordine del giorno. Se in Svizzera dovessero essere costruite nuove centrali nucleari sarebbero necessarie condizioni quadro politiche, normative ed economiche stabili, argomenta Alpiq. “Un sostegno statale sarebbe quindi indispensabile”. Lo Stato dovrebbe assumersi interamente i “rischi politici, normativi e finanziari”, fa eco Axpo.
Uno studio pubblicato di recente dal Politecnico federale di Zurigo dall’Istituto Paul Scherrer giunge alla conclusione che, nelle attuali condizioni quadro, la costruzione di nuovi impianti nucleari non è redditizia. La competitività sarebbe raggiungibile solo se vi fosse il sostegno dello Stato e se l’ente pubblico si assumesse una parte dei rischi.
In Svizzera la costruzione di una nuova centrale nucleare è attualmente vietata, ma secondo il Consiglio federale e il parlamento dovrebbe tornare a essere consentita. Alla fine di giugno un’ampia coalizione di oppositori ha però lanciato un referendum contro questa decisione: probabilmente nel febbraio 2027 il popolo potrà decidere se abolire il divieto. Nel 2017 la popolazione si era espressa contro la costruzione di nuove centrali approvando la revisione della legge sull’energia con il 58% dei voti.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-07-10T07:00:00.0000000Z
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https://epaper.laregione.ch/article/281578067412537
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