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‘Il dialogo è avviato, ci faremo trovare pronti’

La canicola tiene stretta la sua morsa sul Ticino e la politica, su spinta dei sindacati, è pronta a cercare di cambiare le regole, che in questo settore sono soprattutto federali, per quanto riguarda il lavoro durante i periodi di allerta. Del tema si è parlato mercoledì a Palazzo delle Orsoline quando una delegazione del Consiglio di Stato, presenti Marina Carobbio, Christian Vitta e Raffaele De Rosa, ha incontrato le principali sigle sindacali: Ocst, Unia, Vpod e Uss. “Abbiamo convenuto di ulteriormente approfondire le questioni che riguardano le condizioni di lavoro durante le ondate di calore attraverso il rafforzamento di un dialogo regolare fra tutte le parti interessate, per individuare margini per possibili ulteriori misure, tenendo conto del quadro giuridico vigente, che in questo ambito rientra prevalentemente nelle competenze federali” scrive il governo in un comunicato stampa. “Oltre all’avvio di una serie di incontri regolari con i partner sociali per il tramite del Gruppo operativo salute e ambiente (Gosa), il Consiglio di Stato intende discutere la questione con la Deputazione ticinese alle Camere federali per la parte che concerne le leggi federali di riferimento”, afferma il governo che intende anche rafforzare la sensibilizzazione con gli attori coinvolti.

Le richieste messe sul tavolo da parte dei sindacati si dividono in due categorie: interventi urgenti e un cambio di paradigma. «Siamo soddisfatti a metà», afferma a ‘laRegione’ il segretario di Unia Ticino e Moesa Giangiorgio Gargantini. «Non usciamo da questo incontro con misure immediate, ed è peccato perché il caldo non mollerà nemmeno nelle prossime settimane». In prospettiva, però, «i segnali sono incoraggianti. Potremo arrivare l’anno prossimo con cambiamenti concreti. Anche il coinvolgimento del Gosa, quindi di chi si occupa della salute pubblica, è un passo avanti».

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2026-08-07T07:00:00.0000000Z

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