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‘Illuminiamo i Comuni contro questa piaga’

In vista dei ‘16 giorni di attivismo’ Faftplus invita gli Enti locali a tingere di rosso un luogo emblematico sul loro territorio per mostrare vicinanza alle vittime

Di Vittoria De Feo info@faftplus.ch,

«Perché non tingere di rosso il Ticino quale simbolo di impegno collettivo per mettere fine a una piaga sociale che ancora troppo spesso è al centro delle cronache»? A porre la domanda ai Comuni ticinesi in vista dei ‘16 giorni di attivismo contro la violenza di genere’, che si tengono ogni anno in tutta la Svizzera dal 25 novembre al 10 dicembre, è la Federazione delle associazioni femminili Ticino Faftplus. Un’iniziativa che prende spunto dalla prossimità tra gli Enti locali e la cittadinanza, come spiega la copresidente di Faftplus Gina La Mantia: «Tra le antenne sparse sul territorio che per prime possono intuire se qualcosa non stia funzionando ci sono i Comuni. Tutti noi viviamo in un Comune e sono tra gli enti più vicini alla popolazione. Possono quindi essere uno dei primi interlocutori per indirizzare le persone verso i servizi d’aiuto».

Una richiesta non soltanto simbolica

La proposta, come detto, si inserisce nella campagna di prevenzione ‘16 giorni contro la violenza di genere’ che inizia sempre il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e si conclude il 10 dicembre, Giornata dei diritti umani. Durante questo periodo vengono quindi organizzati eventi, discussioni, spettacoli teatrali, workshop, manifestazioni e campagne d’informazione digitale e di sensibilizzazione in tutta la Svizzera. Anche nel nostro Paese, come nel resto del mondo, la violenza fondata sul genere viene infatti ancora troppo spesso minimizzata e continua a essere un tabù. «Illuminare di rosso un edificio, un luogo, una piazza o un qualche monumento del proprio territorio – rileva La Mantia – rappresenta per i Comuni un gesto simbolico di presa di coscienza dell’ampiezza del problema della violenza, sia di genere sia domestica». Un gesto che però, rimarca la copresidente di Faftplus, non deve solo restare simbolico: «Auspichiamo un cambio di mentalità. Ancora troppo spesso il fenomeno della violenza viene minimizzato. Anche se se ne parla molto di più rispetto a dieci-quindici anni fa, è necessario rompere il silenzio. Non è più possibile voltarsi dall’altra parte, bisogna guardare in faccia una realtà che è diventata insostenibile». Come noto, l’ampiezza del fenomeno resta allarmante, come lo dimostra il numero delle vittime di violenza domestica in Svizzera: una ogni due settimane, in media. Per La Mantia è quindi fondamentale che le «persone possano conoscere il problema e sapere come comportarsi in caso di violenza subita o a cui si assiste».

‘Serve un cambiamento culturale profondo’

Tornando alla richiesta ai Comuni di illuminare di rosso un luogo del proprio territorio, riprende La Mantia, «ci sono colori che, nel tempo, sono diventati messaggi. Il rosa che illumina monumenti e luoghi simbolici in occasione del passaggio del Giro d’Italia in Ticino. Il blu scelto per richiamare l’attenzione sull’autismo. Colori che trasformano, anche solo per una sera, edifici, piazze e monumenti in strumenti di comunicazione e sensibilizzazione». Le donne, evidenzia ancora, «continuano a essere vittime di violenza e continuano a morire». A dirlo sono i numeri, e «niente di quanto fatto finora sembra bastare.

Serve fare luce, serve un cambiamento culturale profondo», ribadisce.

La proposta dell’iniziativa ‘Illuminiamo di rosso i Comuni ticinesi’, aggiunge la copresidente di Faftplus, è semplice ma di forte impatto visivo: «Illuminare di rosso un edificio pubblico, un monumento, una piazza o un altro luogo significativo del proprio Comune, almeno nella giornata del 25 novembre e, dove possibile, anche durante i sedici giorni di attivismo. Un gesto simbolico per affermare che occorre combattere ogni giorno. Una presa di posizione chiara quale segno di solidarietà e di impegno verso una società più consapevole e rispettosa».

Al momento, oltre a qualche altro Comune, ha aderito alla proposta tutta la Valle di Blenio, domicilio della donna uccisa in luglio dall’ex marito nei dintorni della clinica riabilitativa di Faido. «Ci aspettiamo che si aggiungano numerosi altri Comuni. Aspettiamo che i vari Municipi si esprimano», dice La Mantia. Faftplus intende in tal senso dare visibilità ai Comuni aderenti attraverso i propri canali di comunicazione, «contribuendo a trasformare tante singole luci in un unico messaggio che attraversa il Ticino: insieme contro la violenza sulle donne». L’invito è di comunicare la propria adesione entro il 23 ottobre a indicando l’oggetto che si intende illuminare.

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2026-10-12T07:00:00.0000000Z

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