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Malattia della lingua blu, primi casi in Ticino

Dopo diversi cantoni a nord delle Alpi, dove la febbre catarrale ovina è stata individuata dallo scorso 29 agosto, la cosiddetta malattia della lingua blu è stata riscontrata anche in Ticino. Il laboratorio dell’Istituto di virologia e immunologia dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha validato positivamente otto campioni provenienti da cinque aziende del Mendrisiotto. Si tratta, come specificato in una nota stampa del Dipartimento cantonale della sanità e socialità (Dss), di allevamenti di ovini e di bovini, e annota come “la febbre catarrale ovina sia una malattia di origine virale che colpisce i ruminanti ma non è pericolosa per le persone”.

Il virus, come specificato dal Dss, si trasmette tramite piccoli moscerini (Culicoides) e può provocare sintomi anche gravi come febbre, emorragie, infiammazione delle mucose, edema e zoppia soprattutto negli ovini, con una mortalità che può essere molto elevata a dipendenza del sierotipo coinvolto. Spesso la malattia ha un decorso più lieve nei bovini, in alcuni casi possono però presentare sintomi gravi e un calo della produzione di latte. La febbre catarrale ovina è stata rilevata per la prima volta in Svizzera nel 2007, causata del sierotipo 8 (Btv-8) con sintomatologia lieve e bassa mortalità, a essere colpiti erano principalmente gli ovini. A suo tempo la Svizzera ha attuato un vasto programma di vaccinazione tra il 2008 e il 2010. Attualmente in Svizzera sono presenti il sierotipo 3 (Btv-3), che può causare sintomatologia grave anche nei bovini e una elevata mortalità, e il sierotipo 8 (Btv-8) che causa apparentemente sintomi più lievi e bassa mortalità.

Per quanto riguarda i casi diagnosticati in Ticino, le analisi per determinare il sierotipo sono ancora in corso e saranno disponibili verosimilmente a inizio settimana. In quanto epizoozia da combattere, la febbre catarrale ovina è soggetta all’obbligo di notifica. Se i detentori di animali notano sintomi sospetti, devono immediatamente rivolgersi al loro veterinario di condotta. L’agente patogeno non è pericoloso per l’essere umano e i prodotti a base di latte o carne possono essere consumati senza riserve. In questo momento le misure di prevenzione consistono nel proteggere gli animali dalle punture di questi insetti con l’uso di repellenti e insetticidi topici e la rimozione o copertura dei siti di riproduzione (cumuli di letame e acque stagnanti).

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2024-09-16T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281582361015509

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