Il Plr: ‘Riforma Laps priorità del 2026’
Con un’interrogazione di Rusconi e cofirmatari i liberali radicali tornano all’attacco: ‘Ci sono molti spazi di miglioramento per contenere i costi’
Di Jacopo Scarinci
Il Plr torna alla carica sulla revisione della Laps, la Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali. Lo fa con un’interrogazione con primo firmatario il deputato Patrick
Rusconi e cofirmata da Alessandro Cedraschi, Alex Gianella e dal capogruppo in Gran Consiglio Matteo Quadranti, dal titolo eloquente: “Riformare la Laps, è giunto il momento”.
I liberali radicali – storia del 30 settembre, due giorni dopo le votazioni sui premi di cassa malati che hanno visto massicciamente passare le due proposte di Ps e Lega – già avevano chiesto con la mozione del democentrista Alain Bühler, del presidente Plr Alessandro Speziali e del vicecoordinatore leghista Alessandro Mazzoleni, di “avviare senza indugio un’analisi approfondita, interdisciplinare e indipendente dell’attuale sistema sociale cantonale, che valuti in maniera sistemica l’efficacia delle singole prestazioni nel raggiungere i loro obiettivi dichiarati, l’efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e la loro sostenibilità finanziaria a medio e lungo termine, l’equità nell’accesso e nella distribuzione dei benefici, anche in rapporto alla durata della residenza e della contribuzione”. Non solo, la valutazione dovrà estendersi anche a “un confronto con i sistemi in vigore in altri Cantoni, al fine di verificare se e in quale misura il modello ticinese risulti più oneroso, meno selettivo o meno orientato alla responsabilizzazione dei beneficiari”. E questa analisi “dovrà fornire un quadro completo e trasparente, accompagnato da dati quantitativi e qualitativi, idoneo a costruire la base per una revisione legislativa strutturale”. Una volta fatto questo, il governo dovrà presentare una proposta di revisione complessiva della Laps al parlamento.
Per ora il cartellino è ‘arancione’
Pochi mesi dopo, il Plr adesso aumenta di qualche giro il motore. Nell’interrogazione, infatti, si legge come nel contesto ticinese attuale che “necessita riforme”, è ritenuto “opportuno porre una riflessione sulla Laps, un sistema fondamentale per garantire un supporto alle persone vulnerabili, ma che presenta numerosi spazi di miglioramento per renderlo più efficiente e sostenibile, riducendo al contempo i costi per le casse cantonali”. Il Plr sventola il cosiddetto cartellino ‘arancione’, nei confronti della Laps. Uno strumento che certamente “regola i sussidi sociali a favore delle persone in difficoltà economiche”, ma che per Rusconi e cofirmatari “si caratterizza per una complessità burocratica che può rallentare l’accesso ai sussidi, una sovrapposizione di misure di assistenza che crea inefficienze, e una mancanza di incentivi al reinserimento lavorativo, che talvolta disincentivano il ritorno nel mercato del lavoro stesso”. Insomma, “riteniamo necessario affrontare la questione della Laps e delle sue criticità”, scrivono Rusconi e cofirmatari.
Che snocciolano le domande. A partire dalla valutazione che il governo fa “sull’attuale struttura e funzionamento della Laps, alla luce delle sue criticità come la burocrazia e la sovrapposizione di sussidi tra i vari livelli di assistenza sociale”. Al Consiglio di Stato viene chiesto se sia disposto “a prendere in considerazione una riforma della Laps che vada verso una semplificazione burocratica e una maggiore efficienza nella distribuzione dei sussidi, con l’introduzione di un sistema digitale centralizzato” e se “considerando l’importanza di incentivare il reinserimento nel mercato del lavoro, sia il governo favorevole a modificare la Laps per includere misure per favorirlo, come programmi di formazione o incentivi per chi accetta offerte lavorative a tempo parziale”. Al governo viene pure chiesto “quali azioni intende intraprendere per evitare sovrapposizioni tra i sussidi della Laps e altre forme di assistenza pubblica (come l’Ai, l’Ac o i sussidi di disoccupazione)” e se, e siamo al punto, “esiste un piano concreto per rivedere i criteri di accesso alla Laps, in modo da focalizzare l’assistenza esclusivamente sulle persone che si trovano in condizioni di reale necessità evitando che il sistema diventi una forma di sostegno stabile per chi potrebbe avere altre risorse a disposizione”. Guardando all’anno appena iniziato, viene chiesto se nel contesto delle riforme annunciate per il 2026 “quella della Laps possa essere inserita tra le priorità” mentre, volgendo lo sguardo al futuro, i liberali radicali domandano al Consiglio di Stato quale sia l’approccio “rispetto alla sostenibilità a lungo termine della Laps, considerando l’aumento dei costi legati a questa forma di assistenza sociale e l’impatto sulle finanze cantonali, e se sia prevista una valutazione in ottica di risparmio e riorientamento delle risorse”.
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2026-01-09T08:00:00.0000000Z
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