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Omicidio Mazzotti, fermato uno dei condannati

È durata pochi giorni la libertà per il 76enne, conosciuto come ’u Dutturicchiu avendo frequentato la facoltà di Medicina, condannato mercoledì dai giudici della Corte d’Assiste di Como all’ergastolo per l’omicidio di Cristina Mazzotti. Il 76enne nella notte tra venerdì e sabato scorsi è stato fermato e portato in carcere dai poliziotti della squadra mobile di Milano “perché concreto è il pericolo di fuga”. La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha disposto il fermo non solo per il rischio che possa fuggire, ma anche per il pericolo di reiterazione del reato: secondo la Procura milanese, l’arrestato continuerebbe a svolgere un ruolo di mediazione tra famiglie di ’ndrangheta nella gestione dei ricavi illeciti legati allo stadio, rendendosi disponibile anche al ricorso alla violenza. Come è successo il 4 settembre 2024 a Cernusco, dove con sette coltellate è stato ucciso Antonio Bellocco, erede di una delle più potenti cosche di ’ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, che all’epoca aveva interessi anche in Ticino (era solito viaggiare con autovetture con targa ticinese). Nel fermo, firmato dai sostituti procuratori Pasquale Addesso, Stefano Ammendola e Paolo Storari, non solo si fa riferimento alla condanna e al ruolo che – in base alla sentenza della Corte d’Assise di Como – il 76enne ebbe nel rapimento a Eupilio e nell’omicidio della giovane Cristina Mazzotti, 18enne sequestrata la notte del 30 giugno 1975 e uccisa dai carcerieri, ma anche all’indagine sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nelle curve di Inter e Milan per la gestione degli affari allo stadio San Siro.

Il 76enne sabato mattina alle 8.35 avrebbe dovuto prendere un volo che da Milano l’avrebbe portato a Reggio Calabria, dove secondo i magistrati della Dda guidata da Alessandra Dolce, con l’aiuto della ’ndrangheta avrebbe cercato di sottrarsi al carcere a vita. Ma non solo: il tentativo di fuga sarebbe stato “prodromico a una richiesta cautelare” nell’ambito della vicenda sul ruolo della ’ndrangheta nelle vicende inerenti al Meazza di Milano. Insomma, dopo la condanna all’ergastolo, scrivono i magistrati della Dda, il giudice delle indagini preliminari di Milano che la prossima settimana sentirà l’arrestato nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia deve rivalutare le esigenze cautelari dell’indagine in corso per l’inchiesta sugli affari della ’ndrangheta con gli ambienti ultras di Inter e Milan.

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2026-02-09T08:00:00.0000000Z

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