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Sempre meno infermieri Nonostante gli incentivi

Lo scorso anno, rispetto al 2024, il numero degli infermieri in Lombardia è sceso del 3%. Un Calo che è stato ancora più marcato in provincia di Como. E non potrebbe essere diversamente considerato che la fuga verso il Ticino e i suoi impieghi meglio retribuiti continua: in presenza di un calo (peraltro contenuto) di permessi G, quelli riferiti al personale sanitario continuano a crescere. Verso nord, ma non solo. C’è anche una fuga verso il sud Italia di infermieri che per il costo della vita più alto tornano nelle regioni d’origine, soprattutto in Calabria. Altro dato allarmante, da qualche anno la professione infermieristica non è più attrattiva per i giovani. I corsi universitari lo confermano. In Lombardia sul versante del personale infermieristico andrà sempre peggio: le proiezioni vedono acuirsi il vuoto anche nei prossimi 25 anni. Solo dopo il 2050 ci sarà la tanto attesa inversione di tendenza. La Regione Lombardia per tamponare una situazione sempre più drammatica sta cercando di formare e inserire 3’500 infermieri dell’Uzbekistan entro il 2027. Infermieri stranieri continuano ad arrivare dal Sud America e dall’India, ma sono poco più di una goccia nell’oceano.

Il Pirellone torna a parlare di un bonus mensile lordo di 350 euro (poco più di 200 euro netti) per infermieri impiegati nelle strutture sanitarie pubbliche di Como, Sondrio e Varese. Un bonus di cui si parla da anni, ma che continua ad essere una promessa non mantenuta, anche perché ora come ora non ci sono le risorse. Dovrebbero arrivare dalla “tassa sulla salute” di cui si è parlato molto in queste settimane. A conti fatti Regione Lombardia grazie al balzello che va a colpire i vecchi frontalieri, stima di incassare annualmente 100-120 milioni di euro l’anno. Una somma consistente. Più che sufficiente per finanziare il bonus frontiera per frenare la fuga verso nord.

Nel frattempo si è anche parlato di ampliare il nuovo ospedale Sant’Anna di Como, in funzione dall’ottobre 2010, costato 260 milioni di euro, con 650 posti letto rispetto ai 766 della vecchia struttura. È quanto prevede una recente delibera della Giunta regionale della Lombardia, 100 milioni di euro lo stanziamento previsto, che fissa anche un arco temporale entro il quale deve essere realizzato l’ampliamento. Ovviamente la “realizzazione di un quinto padiglione” non è dietro l’angolo. L’arrivo in riva al Lario dei fondi regionali è prevista fra il 2029 e il 2030, mentre i lavori dovrebbero terminare entro il 2031. Scadenze che sembrano lontane nel tempo, ma non così tanto se si considerano i tempi della burocrazia. Attualmente al Sant’Anna è in corso l’ingrandimento del Pronto Soccorso, mentre è stata ampliata Psichiatria.

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2026-03-04T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281582362119381

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