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‘Il 2025 è tra i migliori cinque esercizi di sempre’

Per l’Istituto è tra i cinque migliori esercizi di sempre. Cieslakiewicz: ‘Con questi quasi 60 milioni, in dieci anni abbiamo versato al Cantone ben 465 milioni’

Di Jacopo Scarinci e Giacomo Agosta

I risultati mostrano una tendenza in crescita. In dieci anni l’Istituto ha versato 465 milioni di franchi nelle casse del Cantone. Cieslakiewicz: ‘Siamo fieri di questi numeri’.

L’ennesima buona annata di BancaStato non può che rendere soddisfatti i propri vertici. Risultati, quelli del 2025, di cui per il presidente della Direzione generale Fabrizio Cieslakiewicz «bisogna andare fieri».

«Sono risultati solidi che confermano un’evoluzione pluriennale per tracciare la quale occorre, per l’appunto, esulare dal 2024 e dal 2023, ovvero due annate che si sono contraddistinte da condizioni macroeconomiche tali da innescare volumi reddituali eccezionali e probabilmente irripetibili – spiega a ‘laRegione’ Cieslakiewicz –. Il 2025 entra a ogni modo a pieno titolo nei migliori cinque esercizi di sempre, con risultati ottenuti in condizioni di mercato deteriorate. L’anno scorso, infatti, il progressivo calo del tasso direttore sino all’attuale soglia dello 0% ha man mano eroso il nostro margine commerciale, e l’aumento dei volumi creditizi, l’attuazione di un’opportuna politica di rifinanziamento e a diversificazione delle fonti di ricavo hanno permesso di compensare, seppur solo parzialmente, questa erosione. Sono dunque risultati che si rivelano importanti e degni della nostra soddisfazione».

Molte voci soddisfano Cieslakiewicz, a partire dall’evoluzione dei crediti ipotecari a bilancio, che sono «un’importante cartina al tornasole dell’andamento dell’Istituto. Siamo una Banca universale e in quanto tale offriamo una vasta paletta di prodotti e servizi, ma l’ambito ipotecario continua a costituire il nostro fulcro degli affari. Ebbene – sottolinea il presidente della Direzione generale –, nel 2025 sono cresciuti di 444 milioni, raggiungendo i 12,8 miliardi. È per l’appunto tale crescita lusinghiera che ha concorso a mitigare l’impatto dei bassi tassi di riferimento sui ricavi da interessi, che rappresentano la nostra maggiore fonte reddituale». Complessivamente, e anche grazie alle altre fonti di guadagno, «i ricavi netti hanno raggiunto i 321 milioni, vale a dire un livello alto e capace, a fronte di costi di esercizio in aumento, di consentire alla Banca di attribuire ben 47 milioni a riserve per rischi bancari generali e conseguire un utile di esercizio di 60,1 milioni. Insomma: nonostante il contesto sia più difficile, i risultati sono certamente solidi».

Importante, anche quest’anno, è stato il versamento al Cantone: circa 60 milioni di franchi. «Aver potuto versare al Cantone, e dunque a tutti i ticinesi, un importo sostanzialmente analogo all’anno precedente nonostante l’utile si sia ridimensionato, rappresenta per noi un vero e proprio punto di orgoglio. E a questi quasi 60 milioni vanno concettualmente aggiunti gli oltre cinque milioni e mezzo che destiniamo alle sponsorizzazioni sportive, culturali o benefiche sul territorio. Anche per il versamento al Cantone è interessante adottare una visione pluriennale: negli ultimi dieci anni l’importo cumulato è di ben 465 milioni».

Lo sguardo è già rivolto all’anno in corso, però. Perché, rileva Cieslakiewicz, «per un Istituto come il nostro, che come detto si rivela universale ma che rimane legato a doppio filo con il comparto immobiliare, l’evoluzione dei tassi di riferimento ha un’innegabile centralità. Al momento, nonostante la situazione geopolitica internazionale, non riteniamo probabili per il 2026 cambiamenti di politica monetaria da parte della Banca Nazionale Svizzera, e dunque una delle sfide più contingenti per l’anno in corso sarà quella di continuare a operare con margini commerciali ridotti ai minimi termini, continuando ad adottare di riflesso una particolare attenzione ai costi, malgrado le esigenze in termini di adeguamento della struttura organizzativa e di gestione del rischio, e alla diversificazione delle fonti di reddito».

Ferrari-Testa: ‘Siamo una realtà solida’

Di «realtà solida» ci parla invece la presidente del Consiglio d’amministrazione Michela Ferrari-Testa, alla sua Prima il giorno della presentazione dei conti. Perché «al di là delle singole annate, BancaStato si conferma un vero e proprio gioiello che appartiene a tutti i ticinesi e che sa rispondere con competenza e responsabilità alle sfaccettate esigenze della clientela presente in Ticino. L’Istituto è all’altezza dei suoi proprietari, che altri non sono che lo Stato e dunque tutti i cittadini, e dunque, per risponderle, credo che stia andando molto bene».

Essere una banca cantonale oggi, per Ferrari-Testa, «è un aspetto complesso, ma direi che innanzitutto significa restituire da molti punti di vista vera ricchezza e vero valore al territorio in cui opera. Lavorare per il Ticino e per i ticinesi implica prima di tutto una grande lucidità nell’allestire e mantenere un modello di affari coerente con il nostro mandato pubblico. Siamo una Banca e in quanto tale gli aspetti finanziari sono determinanti, in primis il versamento al Cantone, ma per noi è ad esempio cruciale la maniera con cui raggiungiamo i nostri obiettivi finanziari. In altri termini, i risultati conseguiti sono una risultanza di un modello che brilla per vicinanza e attenzione al territorio, per prodotti e servizi di qualità, per un insieme di valori aziendali sani e genuini, nonché per una fittissima politica di sostegno a enti, associazioni ed eventi sul territorio. Sono tutti aspetti che contraddistinguono il nostro operato. Essere Banca cantonale – prosegue Ferrari-Testa – significa sostanzialmente mantenere salda la barra verso queste stelle polari, continuando sempre e comunque a coniugare un’accorta gestione di sfide importanti e complesse, a cui BancaStato non sfugge, con la necessità di mantenere un focus locale».

E il futuro, cosa promette? «Da qualche anno i contesti macroeconomici e geopolitici mutano in maniera più repentina e inaspettata. Ecco che a livello di strategie aziendali occorre ad esempio poter gestire le variabili esterne in maniera opportuna, affinché siano valorizzate o mitigate a livello di bilancio e di conto economico. Ciò avviene – rimarca la Presidente del Cda – in un quadro di cambiamenti pluriennali, come l’evoluzione della normativa di settore, la digitalizzazione o ancora l’intelligenza artificiale. Sono sfide che richiedono al Consiglio di amministrazione di BancaStato particolare capacità di anticipazione e prontezza per capirle e gestirle al meglio, affinché l’Istituto continui nel suo percorso di crescita nel lungo termine».

Vitta: ‘Contributo benvenuto e utile’

«Il contributo di BancaStato è benvenuto, utile, necessario», afferma il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta a proposito del versamento di 57,4 milioni nelle casse cantonali. «Il contesto nel quale ci muoviamo è incerto. Sono state quindi dimostrate solidità e capacità di adattamento. Questo istituto, lo dice anche il nome, è la banca dello Stato. Ma non bisogna dimenticare che – aggiunge Vitta – oltre a svolgere il suo mandato pubblico, resta una banca. In quanto tale deve rispettare norme e criteri ben precisi. Si tratta di una convivenza che richiede un impegno particolare». Si conferma una solida realtà anche Axion Swiss Bank Sa, la “figlia” di BancaStato. «I numeri del 2023 e del 2024 sono stati eccezionali e, a mio avviso, irripetibili. Si è goduto di un allineamento di fattori, penso ad esempio alla situazione del dollaro, che sarà difficile ripetere», spiega Marco Tini, presidente della Direzione generale di Axion, che lascerà l’incarico nella seconda metà del 2026. «Il nostro utile veleggia ora intorno ai 17 milioni di franchi, il triplo di quello che era nel 2021. Tutto questo – aggiunge Tini – confrontandoci con un contesto e dei competitor che non ci rendono certamente facile il lavoro».

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2026-03-14T07:00:00.0000000Z

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