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‘Se il lupo si avvicina ai centri deve essere subito abbattuto’

Il Centro, primo firmatario Alessio Ghisla, con membri di Plr, Udc, Lega e Ps chiede al governo di attivarsi: ‘Troppi casi, la popolazione è molto preoccupata’

Di Jacopo Scarinci

Lo chiede una mozione sostenuta da un’ampia alleanza interpartitica. ‘Ci sono stati troppi casi, la popolazione è preoccupata: bisogna dare delle risposte concrete’.

“Basta, è ora di procedere con l’abbattimento immediato dei lupi avvistati vicini ai centri abitati”. Il nuovo caso di Faido, registrato il 19 aprile, e l’avvistamento a Rodi-Fiesso non si sa se dello stesso esemplare sempre quella domenica, ha fatto superare la misura e – con una mozione che vede primi firmatari i tre deputati del Centro Alessio Ghisla, Alessandro Corti e Claudio Isabella, ma il sostegno trasversale, oltre al loro partito, di esponenti di Plr, Udc, Lega, e Ps – il messaggio al Consiglio di Stato è netto. La richiesta, appunto, è che il governo “adotti una linea chiara e immediata: disporre l’abbattimento mirato degli esemplari di lupo quando è accertata la loro presenza all’interno dei centri abitati o nelle immediate vicinanze (500 m), con priorità assoluta per le zone sensibili quali scuole elementari, scuole dell’infanzia, aree di gioco e luoghi frequentati da bambini”. Di fatto, la mozione chiede “di applicare in modo rigoroso gli strumenti già messi a disposizione dalla Confederazione, che consentono ai Cantoni di intervenire quando il lupo si avvicina agli insediamenti – che non costituiscono il suo habitat naturale – mostrando un comportamento poco timoroso: il Ticino ha quindi le basi per agire e deve farlo in modo coerente e tempestivo, mettendo al primo posto la prevenzione dei rischi e la sicurezza della popolazione”.

Un po’ di contesto

Giocando facile, il Ticino non è il Parco di Yellowstone dove “circa 100 lupi vivono su oltre 9’000 km², lontano da centri abitati e con una presenza umana molto limitata. Da noi la realtà è diversa – rilevano i mozionanti –. Un numero simile di lupi si concentra su circa 2’800 km², in un territorio dove vivono persone, ci sono paesi, scuole, strade e attività. Qui la convivenza è diretta, quotidiana e sempre più ravvicinata”. Ebbene, guardando i numeri è chiaro che oggi la presenza del lupo in Ticino “non è più in una fase di ritorno della specie, ma una situazione consolidata e con una presenza di quasi 100 Lupi sul territorio (incluse le cucciolate in arrivo), è legittimo pensare che il numero sia ampiamente oltre rispetto all’obiettivo di protezione”. Ghisla, Corti e Isabella ricordano anche come “negli ultimi anni la popolazione sta crescendo in modo costante, come confermano i dati dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), della fondazione Kora e dell’Ufficio della caccia e della pesca del Cantone. La volontà popolare di proteggere il lupo dall’estinzione può quindi dirsi raggiunta: la specie è oggi stabile e diffusa sul territorio”. Però non è tutta festa, anzi. Perché “alla crescita della popolazione corrisponde un aumento delle predazioni, come mostrano i rapporti Ufam e i dati cantonali, con attacchi non più limitati a ovini e caprini ma, in diversi contesti svizzeri, anche a bovini, sempre come indicato nelle comunicazioni ufficiali. Questo segna un cambiamento importante e aumenta la pressione sul settore agricolo. Parallelamente – si legge nel testo della mozione –, si registrano numerosi avvistamenti in prossimità dei centri abitati: come ricordato, a Faido (19 aprile 2026) – tra le scuole e la casa per anziani; Vergeletto (24 marzo 2026) – presso lo stand di tiro con carcassa di cinghiale; Ronchini-Maggia (marzo 2026) – presenza segnalata a ridosso delle abitazioni; Ponte Brolla (febbraio 2026) – quattro avvistamenti in quindici giorni tra le abitazioni; Arosio (gennaio 2026) – incontro ravvicinato con un residente; Vergeletto (22 novembre 2025) – nel pieno centro del nucleo; Artore (ottobre 2025) – presenza ripetuta vicino alle abitazioni”.

‘Limiti dell’approccio’

Questi casi, per Ghisla, Corti, Isabella e cofirmatari, “mostrano una presenza sempre più frequente vicino alle persone, spesso ripetuta e in prossimità di scuole, abitazioni e luoghi frequentati dalla popolazione, segno di una progressiva e pericolosa perdita di diffidenza verso l’uomo”. Sia come sia, “l’attuale gestione si basa soprattutto sul monitoraggio e su interventi puntuali, come i tiri di dissuasione, che avvengono spesso quando l’animale si sta già allontanando e risultano quindi poco efficaci”. Di fatto, quindi, “si interviene tardi e senza incidere sul comportamento del lupo, come dimostra il caso di Faido, con avvistamenti in zone sensibili che hanno generato forte preoccupazione tra la popolazione. In Ticino, gli interventi di abbattimento sono rimasti rari e limitati a singoli casi, tra cui quello noto di Artore a Bellinzona. In molte altre situazioni, anche a fronte di segnalazioni ripetute sul territorio, non si è invece proceduto con misure analoghe. Questo contribuisce a una percezione di intervento tardivo e non uniforme sul territorio”. Quindi, “anche alla luce delle recenti modifiche della legislazione federale sulla caccia, che vanno verso una gestione più attiva del lupo, è necessario cambiare approccio”.

‘I margini cantonali ci sono eccome’

Ghisla, a ‘laRegione’, aggiunge che «l’Ordinanza federale sulla caccia conferma che, quando si parla di centri abitati, l’abbattimento è giustificato. È quindi solo una questione di volontà, e non si va contro il diritto superiore». Ed è un problema sentito: «Noi deputati firmatari, di regioni periferiche e di valle, riceviamo segnalazioni e preoccupazioni, il tema del lupo è ricorrente con diversi alpeggi predati ma adesso riguarda da vicino anche i centri abitati e veniamo molto sollecitati da una popolazione che è arrabbiata per l’inazione del governo davanti a un lupo che, ormai, si manifesta tranquillo anche nelle ore del giorno e non solo di notte». L’Ufficio della caccia e della pesca «fa qualcosa, monitora... ma il monitoraggio oggi non è più sufficiente, ed è necessario agire adesso prima che la situazione scappi di mano e per prevenire assicurandoci che non avvengano fatti gravi». E comunque, «nessuno vuole l’abbattimento indiscriminato del lupo, ma la Legge federale dà possibilità ai singoli cantoni di migliorare la situazione sul proprio territorio».

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2026-04-27T07:00:00.0000000Z

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