Oltre mille controlli per 118 infrazioni
È di circa mezzo milione, 412’478 franchi per la precisione, l’ammontare delle sanzioni emesse nel 2025 alle ditte estere sulla base dell’attività dell’Associazione interprofessionale di controllo (Aic). L’organo specializzato nella sorveglianza delle ditte e dei lavoratori esteri, attivi in Ticino attraverso distaccati o indipendenti, indica il suo ispettore capo Mattia Rizza, ha effettuato lo scorso anno 1’160 controlli riscontrando 118 infrazioni della procedura di notifica. «Ancora una volta il Ticino è largamente in testa alla classifica nazionale per quanto concerne i controlli. Questo dimostra che il modello costruito è vincente. Non posso che esprimere soddisfazione per il lavoro svolto», commenta durante l’annuale conferenza stampa di bilancio il presidente dell’Aic Renzo
Ambrosetti. Rilevante per l’attività dell’Aic il fatto che negli ultimi anni il numero delle notifiche, soprattutto dei cosiddetti ‘padroncini’ (i lavoratori indipendenti), sia fortemente calato. Un dato positivo per il segretario Nicola
Bagnovini che però rimarca: «Gli abusi restano, abbassare la guardia sarebbe un grave errore». Guardando ai prossimi mesi, e anche ai prossimi anni, l’Aic mette in guardia contro la «scellerata e irresponsabile» iniziativa dell’Udc che vuole plafonare la popolazione residente in Svizzera a un massimo di 10 milioni – «un pericolosissimo boomerang per il Ticino, anche perché i frontalieri non sarebbero toccati e continuerebbero a poter accedere al mercato del lavoro», avverte Ambrosetti – e osserva i lavori parlamentari sui «fondamentali» accordi Bilaterali III con l’Unione europea.
CANTONE
it-ch
2026-04-28T07:00:00.0000000Z
2026-04-28T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281582362229040
Regiopress SA