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Dal ‘campanilismo’ al sogno universitario

Inaugurati i nuovi piani del Cardiocentro. Sanvido (Eoc): ‘Abbiamo messo un progetto sul tavolo del governo, speriamo di poterlo approfondire’

Di Giacomo Agosta

«In Ticino siamo pochi, ma le opinioni non mancano mai. La nascita del Cardiocentro è stata accompagnata da resistenze, polemiche e quel pizzico di campanilismo che tutti conosciamo». Riavvolge il nastro dei ricordi il consigliere federale Ignazio Cassis , a Lugano per poi passare a un altro nastro, quello tagliato in occasione dell’inaugurazione dei nuovi piani del centro specializzato nella cura del cuore, e non solo. «Quando il progetto ha preso il via – continua Cassis – ero medico cantonale. Il mio ruolo era verificare che ciò che si progettava era coerente, sostenibile e soprattutto sicuro». Ebbene, «Ora abbiamo le risposte. Anni fa la miglior cura era semplice da dare a un paziente: tre ore di treno per Zurigo. Oggi, invece, quelle cure vengono offerte anche qui». Altro tema che ai tempi ha fatto discutere: il “modello Cardiocentro”. «Si trattava di una questione ancora più profonda: il rapporto tra pubblico e privato nel settore della sanità. Quello del Cardiocentro fu un modello ibrido, per alcuni innovativo per altri più difficile da accettare. Eppure questo modello ha permesso di andare avanti in quei primi anni».

E il treno non vuole fermarsi. «Il Cardiocentro continuerà a crescere, il suo sviluppo non è ancora terminato», mette in chiaro il presidente del consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) Paolo

Sanvido. «All’orizzonte – aggiunge – c’è però un altro grande progetto: dare al Ticino un ospedale universitario cantonale. Con un concetto nuovo rispetto a quello a cui siamo abituati in Svizzera. Vogliamo infatti avere un ospedale universitario diffuso. Ora il progetto è sul tavolo del Consiglio di Stato. Speriamo di ricevere presto il via libera per approfondire ulteriormente questa possibilità». Di progetti parla anche il direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa: «La crescita del Cardiocentro è un impulso per tutto il settore medico. Un settore che vuole aumentare ancora la sua qualità. Il contesto resta però complicato, lo sappiamo, serve un equilibrio tra offerta e necessità per limitare l’aumento dei costi che poi si riflettono sui premi di cassa malati».

‘Il futuro si trova nell’ambulatoriale’

Futuro per il quale sarà necessario rendere più moderne, come sta accadendo, le strutture ospedaliere. «Dobbiamo fare in modo che il contenitore, l’ospedale appunto, sia pronto a ospitare il nuovo contenuto». E per il direttore generale dell’Eoc Glauco Martinetti il contenuto del futuro «sarà sempre di più la medicina ambulatoriale, anche gli spazi devono quindi adattarsi di conseguenza». A occuparsi dei lavori è stata l’architetto Guya Camponovo. «Si è trattato di un lavoro particolarmente complesso. Abbiamo dovuto costruire sopra a un ospedale in funzione. Si è cercato, nel limite del possibile, di prefabbricare tutto quanto era possibile». Il risultato, per volontà dello stesso Cardiocentro, è una struttura dove il paziente si possa sentire il più possibile a suo agio. Un esempio? «Le finestre sono state abbassate, in modo che anche dal letto si possa ammirare il paesaggio del lago».

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2026-05-05T07:00:00.0000000Z

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