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All’Acb serve un miracolo, ma adesso sul serio

Martedì si attendono chiarimenti da parte della società, ma per saldare tutte le pendenze occorrono oltre due milioni di franchi. La palla al patron Trujillo

Di Sebastiano Storelli

Mentre la situazione finanziaria crea sempre più patemi, le cose non vanno meglio sul campo per i granata: dopo il kappaò di Losanna, la salvezza è a sei punti a due giornate dalla fine.

Il direttore generale dell’Ac Bellinzona Shpetim Krasniqi ha convocato per martedì un incontro con la stampa nel corso del quale verrà affrontato anche (e soprattutto) il tema legato alla situazione finanziaria della società anonima granata. Un incontro durante il quale si spera di poter avere indicazioni chiare sul futuro societario, perché c’è una bella differenza tra il ricominciare dalla Promotion League (per retrocessione diretta o mancata concessione della licenza) e il dover raccogliere i cocci di un nuovo fallimento in Quinta Lega. Inutile negarlo, il grande timore che circola in questi giorni in casa granata è rappresentato da una situazione debitoria sempre più insostenibile, capace di portare alle estreme conseguenze (leggasi deposito dei bilanci in Pretura).

Servono parecchi soldi

Ed è giunto il momento che la proprietà, vale a dire il colombiano Juan Carlos Trujillo, giochi finalmente a carte scoperte, in quanto soltanto un suo intervento immediato e chiarificatore potrà modificare la situazione. In caso contrario il rischio è che il macigno del fallimento inizi a rotolare su un piano sempre più inclinato, senza la possibilità di arrestarne la corsa. Di cifre relative alla situazione debitoria dell’Acb ne girano parecchie, ma tutte sembrano concordare su un buco che supera i due milioni e mezzo di franchi. E senza la possibilità di far capo ai 600’000 franchi di garanzia depositati alla Swiss Football League, in quanto già prelevati a spizzichi e bocconi per saldare gli stipendi degli ultimi mesi. La voce più importante è quella relativa alla stagione sul viale del tramonto, stagione che alla fine dovrebbe far segnare un debito di circa 1,3 milioni. A questi vanno aggiunti 800’000 franchi, in due tranche da 400’000 l’una (la prima già scaduta, la seconda dovuta a giugno) a saldo della somma pattuita per il passaggio delle azioni da Pablo Bentancur e Juan Carlos Trujillo e della quale, al momento, è stato versato poco più della metà. Sui primi 400’000 franchi è stato emesso un precetto esecutivo, contro il quale la nuova dirigenza bellinzonese ha fatto opposizione. A fine aprile, Bentancur, tramite il suo legale Luca Trisconi, ha presentato un’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione.

L’inghippo dei diritti di formazione

Come se non bastasse, l’Acebe deve far fronte a un altro pesante debito: quello legato al trasferimento di tre giocatori (Brandon Churi, Jhonatan Mayorga e Jhildrey Lasso) dal club colombiano del Llaneros, pure di proprietà della famiglia Trujillo. Il club granata, infatti, non avrebbe inserito nel sistema Tms della Fifa, l’apposita piattaforma elettronica usata per gestire e controllare i trasferimenti internazionali, la dichiarazione di rinuncia al diritto di formazione da parte del club d’origine dei giocatori. Una dimenticanza da 850’000 franchi che contribuisce a far lievitare un debito già di per sé ingestibile. E che ben difficilmente permette di ravvisare gli estremi per la concessione in seconda istanza della licenza per la prossima stagione, anche nel caso in cui si dovesse concretizzare il miracolo di una salvezza sul campo.

Si naviga a vista

In mezzo a un mare di incognite, la società granata naviga a vista, con una sola certezza: quella di non tornare nelle mani di Bentancur, per quanto le azioni siano fisicamente ancora in suo possesso in attesa del pagamento definitivo di quanto pattuito per il loro trasferimento. L’ex patron ha infatti più volte ribadito di essere pronto a dare una mano alla società, ma di non avere alcuna intenzione di tornare al timone in prima persona.

E se queste sono le cifre, di vie d’uscita se ne intravedono poche. Per evitare il fallimento, Trujillo dovrebbe saldare i debiti (e qui si innesta il contenzioso tra lui e Bentancur, in quanto per il colombiano parte di questi esposti dovrebbero essere regolati dall’ex patron), oppure all’orizzonte dovrebbe palesarsi, deus ex machina, un mecenate disposto a rilevare la società e a scucire sull’unghia 2,5 milioni ancor prima di iniziare a pensare alla prossima stagione. Difficile dire quale delle due ipotesi sia la più campata in aria.

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