Oltre 150mila treni passeggeri in dieci anni
La galleria di base del San Gottardo ha festeggiato ieri i suoi dieci anni. Inaugurata il 1° giugno 2016, con i suoi cinquantasette chilometri di lunghezza ha permesso di cambiare profondamente i collegamenti tra nord e sud della Svizzera e dell’Europa, si legge in un comunicato Ffs. Dall’inaugurazione del tunnel ferroviario più lungo al mondo, lo hanno attraversato 276mila treni merci e 169mila convogli passeggeri. Con l’apertura della galleria del Ceneri, il traffico regionale è poi ulteriormente mutato. Oggi il viaggio tra Lugano e Zurigo dura meno di due ore, con un risparmio medio di cinquanta minuti rispetto al 2015. Parallelamente, la domanda di trasporto passeggeri sull’asse del San Gottardo è quasi raddoppiata e da un po’ meno di due anni vige la cadenza semi oraria, con un treno ogni trenta minuti per direzione. “Negli ultimi dieci anni, questa galleria ha trasformato in modo duraturo il traffico transalpino e ha rafforzato l’asse nord-sud europeo”, afferma il Ceo delle Ffs Vincent Ducrot, citato nella nota. Il nuovo traforo non è però stato utile solo per i passeggeri: i convogli merci possono viaggiare a velocità più elevate e trainare un maggior numero di carri, con carichi più pesanti rispetto alla vecchia linea di montagna. Il volume trasportato è aumentato di conseguenza, passando da 17,8 milioni di tonnellate nel 2015 a 24,2 milioni di tonnellate nel 2025. Costruita nel 1882, la linea panoramica rimane importante: circa 1’400 passeggeri al giorno la percorrono a bordo dei treni ‘Gottardo’. La tratta offre poi una valida alternativa in caso di chiusura della galleria di base, come ha mostrato il periodo in seguito al deragliamento del 2023. Primi dieci anni di attività del tunnel di base del San Gottardo che saranno però anche ricordati per il grave incidente ferroviario del 10 agosto 2023. Non ci furono feriti, ma il danno causato dal deragliamento di un treno merci proveniente da sud causò la chiusura della galleria per molti mesi. La causa del deragliamento, secondo l’indagine del Sisi, è stata la rottura della ruota di un carro merci di un operatore estero. Ora però, come ricorda il consigliere nazionale Simone Gianini (Plr) – già più volte attivo con atti parlamentari sul tema – in un’interrogazione inoltrata ieri al Consiglio federale, una perizia commissionata dal Ministero pubblico ticinese potrebbe aggiungere nuovi elementi. “Secondo queste rivelazioni – scrive Gianini– nei minuti precedenti il deragliamento, nel centro d’esercizio di Pollegio sarebbero apparsi segnali di anomalia che avrebbero potuto giustificare verifiche operative immediate”. Al Consiglio federale, “vista l’importanza di scongiurare il ripetersi di un simile incidente”, viene quindi chiesto come valuti le nuove informazioni e se non ritenga che, alla luce di queste, nelle prime conclusioni ufficiali il deragliamento sia forse stato attribuito troppo rapidamente solo a un evento tecnico, senza approfondire a sufficienza eventuali aspetti operativi. In tal senso, al governo si domanda pure se gli attuali sistemi di monitoraggio e gestione operativa permettano di identificare con sufficiente rapidità ed efficacia situazioni di pericolo per l’esercizio ferroviario.
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2026-06-02T07:00:00.0000000Z
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