La siccità prolungata mette in crisi l’agricoltura
Prati, pascoli, patate, barbabietole da zucchero e cereali: la prolungata siccità ha un impatto quotidiano sull’agricoltura. Secondo Uniterre, il settore si prepara troppo poco o troppo male e raramente considera gli aspetti sistemici dei cambiamenti climatici. “Ciò che colpisce è l’intensità della siccità e della canicola all’inizio della stagione. Con temperature elevate e un deficit idrico marcato, l’impatto complessivo sulla produzione vegetale in Svizzera evolve di giorno in giorno”, ha dichiarato l’Unione svizzera dei contadini (Usc).
“La crescita della vegetazione si è arrestata”. L’irrigazione è possibile solo quando le risorse lo consentono e per determinate colture. Alcune aree sono completamente aride e improduttive, spiega Michel Darbellay, vicedirettore dell’Usc. Anche Uniterre osserva un calo della produttività.
Insalate, finocchi ed erbe aromatiche fioriscono troppo presto, rimangono troppo piccoli, diventano amari o fibrosi. E quindi invendibili. Darbellay aggiunge che i raccolti sono in anticipo di quasi due settimane e che anche il raccolto di grano ne risentirà con chicchi più piccoli.
Questo caldo sta avendo un impatto anche sul bestiame. Il pascolo non è più possibile ovunque e, come in inverno, si è reso necessario ricorrere al foraggiamento nelle stalle. Ciò esaurisce le riserve e genera costi aggiuntivi significativi. In ogni caso, stando a Darbellay è ancora troppo presto per quantificare le perdite finanziarie a livello nazionale.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-07-10T07:00:00.0000000Z
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