‘Scaricate le responsabilità sul partenariato sociale’
‘Grande delusione’ di Unia dopo l’incontro con il Cantone
Di Vittoria De Feo
È con «estrema delusione» che è uscito dall’incontro di ieri con il Cantone il segretario regionale di Unia Giangiorgio Gargantini. Un momento, chiesto come anticipato settimana scorsa dal sindacato durante una conferenza stampa volutamente sotto il sole, per approfondire il tema dello stop ai lavori all’esterno durante i periodi di canicola e dell’introduzione di momenti di pausa per le attività indispensabili sul modello di quanto decretato lo scorso 25 giugno nel Canton Ginevra. Per Gargantini non c’è da girarci intorno: «È necessario un nuovo contesto normativo. Oggi come oggi è completamente inutile riportare le direttive e i consigli già esistenti e ormai superati».
‘Restiamo bloccati su normative non più né attuali né efficaci’
La delusione espressa dal sindacalista è motivata dal fatto che «come Unia avevamo chiesto un incontro alle autorità cantonali per trovare delle soluzioni vincolanti che possano essere applicate a tutte e tutti. Ci siamo invece ritrovati a un tavolo con attorno sedute una quindicina di associazioni dei datori di lavoro, con la maggior parte delle quali abbiamo dei partenariati sociali già validi e quindi con cui discutiamo già di queste problematiche senza bisogno di andare fino a Bellinzona». Questo, rimarca Gargantini, «è uno scarico di responsabilità da parte del Cantone sul partenariato sociale laddove esiste. Ed è inaccettabile a fronte di una situazione, quella della canicola, che è sempre più presente e sempre più grave».
Insomma, deplora, «restiamo bloccati su normative non più né attuali né efficaci, senza nessuna volontà di implementarne di ulteriori o di fare un’analisi della situazione reale per trovare soluzioni idonee». Presenti alla riunione, oltre a Unia e alle associazioni dei datori di lavoro, anche il direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi, Gianluca Chioni dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro e alcuni rappresentanti della Suva.
‘Una discussione troppo tecnica e non politica’
Nel merito dell’incontro, riprende Gargantini, «la pletora di partecipanti ha evidentemente portato a una discussione piuttosto tecnica, e quindi piuttosto inutile perché sono cose già dette e ridette, e non alla riunione d’urgenza di carattere politico che avevamo chiesto. La decisione di Ginevra – evidenzia in tal senso – è stata politica, non tecnica».
Concretamente quanto emerso è «un rimando al partenariato sociale, ovvero al trovare soluzioni all’interno della contrattualistica collettiva. Va però detto – precisa il sindacalista – che la metà dei lavoratori non sono coperti da contratti collettivi, che in soltanto tre ccl esistono soluzioni settoriali e che le direttive dell’ente pubblico restano indicazioni. Qui penso alla Suva, all’ispettorato del lavoro e al medico cantonale». Queste indicazioni di massima, rivendica, «non bastano. Prendiamo atto del fatto che non ci sia la volontà politica, anche se per noi è estremamente deludente. Dovremmo ora riflettere su come tornare alla carica in materia».
‘Quattro settimane di canicola e siamo solo a metà luglio’
Al momento, spiega Gargantini, «non è stato messo in agenda un ulteriore incontro e sicuramente non sarà da noi richiesto in questa forma. Perché ripeto, laddove c’è una struttura di partenariato sociale, queste discussioni già esistono». E ancora: «Sono imprescindibili norme vincolanti, ed è quanto abbiamo chiesto al Cantone. Il quadro legale attuale è vecchio, costruito su un’altra realtà che non è quella della crisi climatica che stiamo affrontando. È tarato sulla situazione di 10-15 anni fa quando c’erano magari 3-4 giorni di lavoro in allerta canicola all’anno e si poteva quindi intervenire con misure episodiche». E conclude: «Siamo a metà luglio e abbiamo già vissuto quattro settimane di lavoro in allerta canicola. Probabilmente il peggio deve ancora venire sia nel corso di quest’estate, sia in ottica futura».
CANTONE
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2026-07-15T07:00:00.0000000Z
2026-07-15T07:00:00.0000000Z
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