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‘Canicola, le conseguenze nelle case anziani?’

“Quali misure urgenti sono previste per il benessere di collaboratori, pazienti e ospiti delle strutture sanitarie e delle case anziani?”. A chiederlo con un’interpellanza al Consiglio di Stato è il presidente del Plr Alessandro Speziali con nove domande ampie che partono da un dato: “Non si tratta più di episodi eccezionali, bensì di una nuova realtà climatica che pone interrogativi concreti sulla tutela della salute, sulla qualità delle condizioni di lavoro e sulla sicurezza delle persone”. E quindi, “particolarmente delicata appare la situazione nelle strutture sanitarie e case per anziani, dove sono presenti persone particolarmente vulnerabili oppure dove il personale è chiamato a svolgere attività molto impegnative, anche o soprattutto durante i periodi di forte caldo”. Speziali ricorda che “in queste settimane si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di operatori sanitari e personale delle case per anziani che descrivono condizioni di lavoro e di permanenza particolarmente difficili, con temperature interne elevate, scarsa ventilazione e notevoli disagi sia per i lavoratori, sia per utenti, pazienti e ospiti”. Di conseguenza, “oltre all’opportunità di modificare il quadro legislativo, appare però importante comprendere quale sia oggi la situazione reale nel nostro cantone e quali misure il Consiglio di Stato possa subito adottare”.

Sotto forma di lettera, e non di atto parlamentare, c’è posta per il governo anche da parte del Ps. Con una missiva firmata dal copresidente Fabrizio Sirica e dal deputato Maurizio Canetta, i socialisti infatti biasimano che a livello di lavoro (come denunciato recentemente da Unia) il governo “non ha espresso l’intenzione di intervenire sul tema, argomentando che non c’è una base legale che consente di intervenire per mettere norme vincolanti”. Per il Ps “la salvaguardia della salute è uno dei compiti precipui dello Stato ed è giunto il momento che il governo inizi un percorso che gli permetta di avere le basi legali per intervenire e imporre norme vincolanti di fronte ai periodi di canicola e di caldo estremo”. Insomma, “la salute di lavoratrici e lavoratori è un bene primario ed è anche nell’interesse delle aziende che venga tutelata al massimo grado. Non si tratta di introdurre norme indiscriminate o penalizzanti, ma di affrontare quella che sarà un’emergenza sempre più presente nelle estati a venire”.

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2026-07-17T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281582362394405

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