Carburante, sconto limitato sulle accise
Il Consiglio dei ministri italiano, nel tardo pomeriggio di ieri, ha varato un intervento ponte contro il caro carburanti. Solo per il gasolio, mentre nessuna misura è stata presa per la benzina. “Si prevede uno sconto sul gasolio, e solo sul gasolio, per un controvalore fra accise e Iva di 17 centesimi fino al 6 agosto”, ha detto il ministro dell‘Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Cdm. “Il costo dell’operazione si aggira sui 125 milioni di euro. È già previsto un Consiglio dei ministri il 4 agosto che valuterà come procedere. Inoltre, è stato prorogato lo sconto agli autotrasportatori e il credito di imposta per gli agricoltori”. Insomma, le previsioni della vigilia (sconto di 25 centesimi per il gasolio e 6 centesimi per la benzina) non sono state confermate. A tre settimane dalla fine dell’ultimo sconto sul carburante, il prezzo di gasolio e benzina è schizzato nuovamente alle stelle, complice la complicata situazione internazionale. Nelle ultime ore il prezzo del petrolio è in discesa. Tuttavia gli effetti sui prezzi non sono immediati, da qui la decisione da parte del Governo Meloni di varare il decreto ponte, in attesa di un secondo intervento quando saranno disponibili le risorse dell’extra Iva di luglio.
A inizio agosto si rifarà il punto
In questa occasione, quindi, il Cdm ha deciso di intervenire solo sul prezzo del gasolio che in un mese è salito di 30 centesimi al litro. Un intervento ponte, quello varato ieri prima dell’esodo estivo dell’1 e 2 agosto. Poi, seguirà l’extragettito di luglio per proseguire con il taglio delle accise mobili. Nel frattempo a Como il costo della benzina sfiora la soglia psicologica dei due euro al litro (1,98 euro il prezzo medio). Soglia superata in alcuni distributori del capoluogo lariano. Il prezzo medio del gasolio è arrivato a 2,18 euro al litro (oltre il record di marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina). I carburanti a Como, in regime di self service, costano qualcosa in meno rispetto a Chiasso, dove per la benzina occorrono 2,11 euro al litro e 2,30 euro per il gasolio, per cui la convenienza a fare il pieno nella fascia di confine si riduce in una dozzina di centesimi di euro. La conseguenza: sono scomparse le file di autovetture targate Ticino ai distributori comaschi. Non c’è convenienza anche perché bisogna tener conto del tragitto dalla propria residenza al punto in cui (in teoria) i ticinesi potrebbero risparmiare tre o quattro euro per un pieno di 40 litri. Diverso il discorso per chi a Como ci arriva per lo shopping della spesa, un numero in costante crescita come confermano alle dogane italiane in cui vengono effettuate le operazioni per ottenere il rimborso dell’euro. Nel primo semestre di quest’anno le fatture sono cresciute del 10%, quasi tutte legate al carrello della spesa.
CANTONE
it-ch
2026-07-28T07:00:00.0000000Z
2026-07-28T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281582362419666
Regiopress SA