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Sirica resta in prima linea, rossoverdi preoccupati

Elezioni cantonali, l’alleanza teme che la vicenda giudiziaria del copresidente Ps sposterà il dibattito su temi personali. ‘Un passo indietro sarebbe stato opportuno’

Di Andrea Manna e Giacomo Agosta

Non smorza perplessità e interrogativi – nel Ps e nelle alleate forze progressiste – quanto reso noto mercoledì dalla Direzione socialista. Fabrizio Sirica – autore della grave infrazione alle norme sulla circolazione stradale (alla guida della sua moto è stato beccato dal radar a 104 chilometri orari ove il limite era di 50) – ha ritirato la propria disponibilità a candidarsi ad aprile per il Consiglio di Stato. Ma nessun passo indietro sulla copresidenza. Ed è questo che fa temere, a sinistra, contraccolpi elettorali.

«Dal punto di vista elettorale la nostra preoccupazione come Movimento per il socialismo è una sola: che questa vicenda che coinvolge il copresidente del Ps rappresenti un handicap per la campagna della lista unitaria per il Consiglio di Stato», dice Giuseppe Sergi da noi interpellato. «Abbiamo intanto preso atto della decisione della Direzione socialista comunicata mercoledì sera. A titolo personale aggiungo che la soluzione migliore sarebbe quella per cui Sirica non fosse a nessun titolo coinvolto nella campagna elettorale: proprio per evitare che in campagna elettorale, che come sappiamo è senza esclusione di colpi, gli avversari gli possano ricordare e rimproverare a ogni piè sospinto il caso di cui è stato protagonista, ciò che sarebbe un problema per la lista progressista. Non possiamo nascondercelo. Questa, ripeto, è una mia personalissima valutazione. Le decisioni ultime spettano comunque a Sirica e al Ps». Continua il deputato dell’Mps: «Per il 17 agosto è in programma un incontro tra le forze che hanno promosso la lista comune. In quell’occasione immagino che discuteremo anche delle possibili conseguenze che questa vicenda potrebbe avere sulla campagna della lista».

«È chiaro, siamo davanti a una situazione che non può e non deve essere banalizzata», afferma il cocoordinatore dei Verdi Marco Noi. «Quello che ha fatto Sirica ha una valenza penale, rischia di portare alla carcerazione, anche se sospesa con la condizionale». Da qui il passo indietro sull’intenzione di candidarsi al Consiglio di Stato sulla lista Ps-Verdi-Mps. «L’accordo era piuttosto chiaro all’interno delle tre forze politiche: nessuna interferenza sulle scelte degli altri, da fare liberamente, ma un coordinamento per tenere in considerazione la rappresentanza geografica e quella di genere. Ora – continua Noi – sapevamo che Sirica si era spontaneamente messo a disposizione, con il Ps che faceva le sue valutazioni. Prendiamo quindi atto che ha ritirato questa sua disponibilità». La presenza di Sirica tra i cinque candidati era in ogni caso molto probabile. «Il suo passo indietro ci risparmia probabilmente un po’ di problemi, ci toglie un po’ da una situazione di difficoltà. Il rischio – mette in chiaro il cocoordinatore dei Verdi – è che si sarebbe parlato più delle sue vicende penali che dei temi. Un po’ come era successo quattro anni fa con Marina Carobbio, si è discusso più del suo seggio agli Stati». Ovvero del fatto che Carobbio non si era dimessa fino alla sua elezione in governo. Un passo indietro per le elezioni, ma nessun cambiamento nel ruolo all’interno del Ps. Sirica resta copresidente. Un problema avere come interlocutore principale un probabile pirata della strada? «È chiaro che è una cosa che non lascia indifferenti, ma dal punto di vista politico Fabrizio ha comunque le competenze per poter continuare a lavorare e distinguere le due cose». Continua Noi: «Come Verdi ci siamo espressi in modo molto chiaro su Claudio Zali perché lì c’erano problemi operativi e politici. Con Zali era molto difficile operare, faceva quello che voleva. Decideva lui se rispondere o meno e non si attiene alle regole del gioco politico. Insomma, era un problema di fondo. Quella di Sirica è un’infrazione grave ma non intralcia l’operatività. È più un problema di gestione comunicativa e contrastare l’uso che ne faranno gli altri partiti».

Dall’ex presidente del Partito socialista Anna Biscossa una premessa «doverosa». Ovvero: «La sicurezza sulle strade, con l’applicazione ‘Via sicura’, il pacchetto di norme per la cui introduzione ci siamo battuti, è una delle priorità dell’azione politica di noi socialisti, così come, restando in tema, lo sviluppo del trasporto pubblico e della mobilità lenta». Detto questo, prosegue Biscossa, «l’infrazione commessa da Sirica è oggettivamente grave. Da parte sua sarei stata contenta di vedere un coraggioso passo indietro dalla copresidenza del partito, tenuto conto anche della campagna per le elezioni cantonali. La Direzione avrà comunque fatto le proprie valutazioni, che spero siano state approfondite. Il fatto di avere una copresidenza può tuttavia rivelarsi positivo in simili circostanze. Personalmente auspico una maggiore presenza di Laura Riget nella conduzione del partito».

Secondo un altro ex presidente, Igor Righini, sindaco di Pollegio, «bisognerebbe interrogarsi sull’opportunità di certe decisioni, di certe scelte a pochi mesi dalle elezioni cantonali. Il partito deve decidere se fare campagna discutendo, o dovendo discutere, di Zali e di Sirica, anche se le due situazioni non sono assolutamente paragonabili, oppure se fare campagna discutendo di lavoro, socialità e quindi di qualità della vita. E allora il copresidente, che deve tutelare non i suoi interessi ma quelli del partito, deve valutare se non sia opportuno in questo momento farsi da parte e quindi rinunciare alla copresidenza. Le tue responsabilità te le assumi rispetto alle cariche che hai, non a quelle che un giorno potresti ricoprire. O non solo rispetto a queste ultime, vista la rinuncia di Sirica a correre per il Consiglio di Stato. È come se io commettessi un illecito come sindaco e, anziché dimettermi da sindaco, dicessi che non mi candido per il Consiglio federale…».

Osserva Manuele Bertoli, ex consigliere di Stato e anche lui già presidente del Ps: «Non conosco esattamente la dinamica dei fatti di cui è stato protagonista Sirica, fatti che saranno comunque chiariti da chi dovrà farlo: mi pare però che il suo gesto di rinunciare alla candidatura al Consiglio di Stato, che non è proprio un passo lieve, sia apprezzabile e proporzionato». Per motivi di opportunità Sirica non dovrebbe fare un passo indietro anche per quanto concerne la copresidenza per non esporsi in campagna elettorale a critiche e attacchi, peraltro piuttosto prevedibili? «Gli unici che possono rimproverare qualcosa a Sirica sono quelli che rappresentano partiti che in generale hanno sempre voluto ridurre le sanzioni in materia di circolazione stradale. Quello che conta – sottolinea Bertoli – è che la legge è uguale per tutti, per cui anche lui, come tutti gli altri cittadini, risponderà nelle sedi appropriate di quello che ha fatto».

Da noi contattata, la copresidente del Ps Laura Riget non rilascia dichiarazioni e rimanda alla newsletter di mercoledì.

L’articolo 52 dello Statuto del Partito socialista, quello sulle Sanzioni, afferma che “una persona iscritta che si è resa colpevole di reati penali o agisce contro gli obiettivi e gli interessi del partito può essere ammonita, sospesa dalle cariche interne, destituita da tali cariche oppure esclusa dal partito”. Le sanzioni “sono pronunciate dall’Assemblea sezionale o, qualora siano toccati gli interessi del partito cantonale, dalla Direzione del Ps” (...). Da nostre informazioni niente sanzioni, anche perché nessuno in Direzione le ha invocate. Per Sirica le sanzioni giungeranno però dalla magistratura penale.

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