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I rifugi climatici ‘ipotesi da valutare’

Il Municipio spiega di non disporre di spazi nei quali accogliere persone in fuga dalla canicola, ma si ripromette di approfondire l’individuazione di aree ad hoc

Musei, biblioteche, chiese, padiglioni, aree di servizio, centri commerciali... Luoghi aperti al pubblico abbastanza freschi e perciò tanto agognati in questa lunga estate canicolare. E il Comune può forse a sua volta mettere a disposizione infrastrutture climatizzate durante gli episodi o i periodi torridi? Alla domanda posta dalla consigliera comunale Elisa Chiapuzzi (Verdi/Forum alternativo) in un’interrogazione presentata a fine maggio, ossia in tempi quasi non sospetti, il Municipio di Bellinzona risponde oggi picche, lasciando tuttavia intravedere la volontà di approfondire il tema. “La Città non dispone di una rete formalmente definita di rifugi climatici, né sono stati individuati o catalogati edifici amministrativi o altre strutture pubbliche destinati specificamente a tale funzione”, risponde senza troppi giri di parole l’Esecutivo. L’eventuale istituzione o formalizzazione di spazi dedicati “richiederebbe approfondimenti di natura logistica e organizzativa, tenuto conto della disponibilità effettiva, dell’accessibilità, degli orari di apertura, delle esigenze di sorveglianza e sicurezza, nonché delle risorse necessarie per garantirne il funzionamento”. Insomma, molto più facile da immaginare che da concretizzare, come spesso capita. Tuttavia il Municipio si ripromette “di considerare con la dovuta attenzione il tema sollevato”, e meglio “l’individuazione, messa in rete e pubblicazione di aree interne o esterne suscettibili di costituire rifugi idonei ad accogliere persone nei momenti di canicola”. Con quali modalità è ancora tutto da definire e molto dipenderà dal clima, considerato che quella in corso è una delle estati statisticamente più torride di sempre, e potrebbe essere quella meno calda rispetto alle prossime.

‘Fa stato il Piano canicola cantonale’

Per tutto il resto il tema è abbastanza noto e lo ha dettagliato il Municipio stesso in un comunicato del 2 luglio nel quale annunciava di aver varato un nuovo documento “che pone obiettivi concreti per rispondere alle nuove sfide in ambito ambientale, programmando la messa in atto di una serie di politiche e misure a favore del verde urbano” da qui al 2040. E nell’immediato? Chiapuzzi chiedeva se sia stato elaborato un piano comunale specifico di gestione degli episodi di canicola, magari coordinato col Piano canicola cantonale, i servizi sociosanitari, la Protezione civile e i vari servizi comunali competenti. Il Municipio non dettaglia troppo cosa si fa o non si fa, limitandosi a dire che “la gestione delle situazioni di caldo intenso avviene principalmente nel quadro del Piano canicola cantonale e delle relative procedure di allerta emanate dalle autorità competenti”. Detto altrimenti, la protezione delle persone vulnerabili “è oggi assicurata principalmente attraverso il dispositivo cantonale e la rete sociosanitaria presente sul territorio”. Per quanto concerne invece la tutela dei collaboratori comunali maggiormente esposti alle elevate temperature, in particolare il personale delle squadre esterne, “il Comune dispone di specifiche misure organizzative che vengono attivate durante i periodi di canicola. Tali misure prevedono adeguamenti degli orari e delle modalità di lavoro nonché delle attività operative, nel rispetto delle prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

Il verde quale trama per uno sviluppo centripeto di qualità

Sempre la consigliera evidenziava la necessità di conoscere l’esito delle valutazioni specifiche fatte per i quartieri di Bellinzona centro e Giubiasco (i più densamente abitati) in relazione alla presenza di isole di calore, alla densità abitativa, alla presenza di popolazione anziana, alla carenza di superfici ombreggiate e verdi. La risposta è tuttavia laconica: “Tra gli hotspot individuati sono presenti cinque zone nel quartiere di Bellinzona Centro e una a Giubiasco”. Niente dettagli, ci viene spiegato dai municipali capi dicastero Opere pubbliche e Ambiente, perché sono attualmente in corso le valutazioni di dettaglio sulla concreta possibilità di intervenire; meglio evitare dunque, per il momento, di svelare luoghi e soluzioni che per varie ragioni potrebbero risultare impraticabili. In modo generico, “si tratta di considerare e meglio tutelare nella pianificazione locale e nel Regolamento edilizio la definizione, il ruolo e l’importanza del verde quale trama per uno sviluppo centripeto di qualità. In questo contesto, per disciplinare meglio la progettazione, la gestione e le procedure edilizie in relazione alla conservazione e valorizzazione del verde urbano, la Città ritiene necessario dotarsi di specifici regolamenti, ordinanze o direttive. Sono inoltre previsti un maggiore coinvolgimento dei proprietari privati grazie a misure motivazionali, di informazione, incentivi e consulenza, così come accordi e collaborazioni tra pubblico e privato per migliorare la qualità e la gestione degli spazi verdi privati di interesse pubblico. Collaborazioni (e sperimentazioni) vanno poi promosse anche con i principali istituti di ricerca e altri potenziali partner per avviare progetti di ricerca e di analisi del patrimonio verde urbano in relazione ai principi di adattamento delle specie arboree ai cambiamenti climatici, isole di calore, lotta alle neofite, città-spugna”.

In rete nella maglia paesaggistica

Infine, tornando al documento programmatico, ossia alla cosiddetta ‘Strategia per la promozione e lo sviluppo del verde urbano’ articolata in 12 linee-guida, sempre il 2 luglio il Municipio spiegava che “una volta definite le misure di attuazione sul territorio, esse vanno messe in pratica secondo un concetto di priorità che favorisca gli interventi negli spazi pubblici (stabili amministrativi, aree scolastiche e sportive e per lo svago, così come strade, parcheggi, spazi verdi e parchi). Singole misure (già eseguite, in corso e previste) che vanno poi messe in rete all’interno della maglia paesaggistica comunale, coerentemente con le schede del Programma di azione comunale 2020/40. Il Municipio si impegna inoltre a diffondere informazioni e strumenti utili sul ruolo e sul valore del verde nello sviluppo futuro alla cittadinanza, ma anche ai tecnici e al personale dell’Amministrazione. Non da ultimo, nei piani finanziari della Città sono previsti crediti per l’attuazione della politica comunale a favore del verde urbano”. Uno dei primi interventi sarà il piazzale delle Scuole Nord.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-11T07:00:00.0000000Z

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