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Utile stabile nella prima metà del 2026

Cieslakiewicz, presidente della Direzione generale: ‘Il momento storico è impegnativo, ricavi in calo rispetto al 2025 ma in crescita rispetto a 3 anni fa’

Di Jacopo Scarinci

Il Gruppo BancaStato chiude i primi sei mesi del 2026 all’insegna di un utile stabile, che si fissa a 47,6 milioni di franchi. Complessivamente, comunica la Banca cantonale, “l’andamento dei ricavi e dei volumi è in linea con le attese e conferma una normalizzazione su livelli nettamente superiori a quelli precedenti le eccezionali annate 2023 e 2024”.

Fabrizio Cieslakiewicz, presidente della Direzione generale di BancaStato, in un contesto che voi stessi definite difficile, mantenete fermo il timone e in questi conti semestrali l’utile è stabile. A cosa si deve questo risultato?

Il momento storico in cui la Banca sta operando è oggettivamente impegnativo e ci confronta con margini commerciali che si situano ai minimi termini. A risentirne è in primo luogo il risultato netto da operazioni su interessi, direttamente legato alle operazioni ipotecarie le quali, come in passato, rappresentano la nostra principale fonte di ricavo. Il motivo è da ricercare nell’evoluzione del tasso guida della Banca Nazionale Svizzera: nel 2025 tale tasso guida era allo 0,50% sino a marzo e allo 0,25% sino a giugno, mentre nel primo semestre di quest’anno si è mantenuto allo 0%, e ciò ha avuto un’incidenza diretta sulla parte – significativa – del nostro portafoglio ipotecario ascrivibile ai mutui basati sul tasso variabile Saron. Ma allargando lo sguardo ai ricavi netti complessivi del Gruppo, essi sono sì ridimensionati rispetto allo stesso periodo del 2025 ma è pur vero che rivelano un livello più alto rispetto a prima delle eccezionali annate del 2023 e del 2024, denotando dunque una crescita storica; e questo, occorre ricordarlo, anche grazie alla continua crescita dei volumi e all’applicazione di un’accorta strategia di rifinanziamento. Quanto ai costi di esercizio, il loro aumento è sintomo della volontà del Gruppo di continuare a investire nella propria crescita. Ed ecco che dopo aver destinato 366 milioni di franchi in dieci anni alle riserve per rischi bancari generali, la rinuncia a ulteriori attribuzioni in tal senso è stata la chiave per poter presentare un utile semestrale in sostanziale parità.

Al giro di boa di questo 2026 quali previsioni si sente di fare per la fine dell’anno?

Salvo fattori imprevisti, da qui alla fine dell’anno l’andamento operativo del Gruppo dovrebbe sostanzialmente rivelarsi una cartacarbone del primo semestre.

Continuano a crescere i crediti ipotecari, ed è una costante ormai. BancaStato viene sempre più vista come un riferimento per chi mette su casa?

Certo: l’attuale livello dei tassi ipotecari stimola la domanda siccome è favorevole dal punto di vista della clientela, ma credo che tale andamento sia fondamentalmente dovuto a un pluriennale e costante rafforzamento del posizionamento del Gruppo BancaStato all’interno del mercato ticinese. È un aspetto che certamente ci riempie di soddisfazione e che al contempo ci sprona fortemente a investire per continuare sempre a proporre ai ticinesi una banca – la loro! – all’altezza delle aspettative e della fiducia riposta. Mi permetta tuttavia un piccolo punto di orgoglio: nonostante il nostro nocciolo degli affari continui a essere quello ipotecario, il Gruppo BancaStato, alla luce della sua offerta di carattere universale, continua a investire anche in altri segmenti, favorendo tra l’altro il mantenimento di preziosi centri di competenza anche al sud delle Alpi. Penso ad esempio a tutto ciò che riguarda la previdenza o gli investimenti, aspetti per i quali mettiamo sul piatto dei ticinesi prodotti e servizi di eccellenza.

Quali sono le principali sfide che vede all’orizzonte nel 2026 e nell’immediato futuro? E quanto la preoccupano?

Il 2026 continuerà tutto presumibilmente a essere contraddistinto da tassi guida allo 0%. Ciò ci obbliga da un lato a mantenere in termini di gestione di bilancio una velocità di crociera consapevole di margini commerciali contratti, dall’altro senza dubbio a continuare a rivolgere la nostra attenzione anche a prodotti e servizi che consentano alla clientela di poter mettere a frutto i propri risparmi tramite alternative concrete ai classici conti. A prescindere da queste sfide per così dire molto contingenti, il Gruppo naturalmente deve affrontare e attualizzare tematiche di più ampio respiro e talvolta di scala globale. Penso, ad esempio, all’onda d’urto propagata anche nel settore bancario dall’intelligenza artificiale, argomento che – anche per BancaStato – occorre che sia oggetto di riflessioni e approfondimenti. Per il Gruppo, poi, non mancano naturalmente neppure le sfide interne: siamo cresciuti molto negli anni e ciò ci ha imposto di lavorare sull’adeguamento della struttura organizzativa e di gestione del rischio, sempre con lo scopo di non erodere l’alto livello di qualità generale offerto alla clientela. Insomma, le sfide sono complesse, stratificate e richiedono tutta la nostra attenzione, ma ciononostante devo essere onesto: non nutro particolari timori siccome so di poter contare su una squadra di eccellenti professioniste e professionisti. Inoltre il sentiero da percorrere è illuminato dalle stelle polari contemplate dalla nostra strategia aziendale, elaborata con la consapevolezza che i venti sui mercati possono cambiare anche rapidamente.

Con il ruolo chiave assunto da BancaStato nell’organizzazione della tappa del Giro d’Italia da Bellinzona a Carì, il marchio è stato ben visibile e il successo della giornata anche una bella vetrina. Vi aspettate anche un ritorno commerciale?

La nostra intenzione è stata innanzitutto quella di promuovere e valorizzare il nostro Ticino. Ciò è squisitamente coerente con la nostra tradizionale politica di sponsorizzazione: ogni anno siamo attivamente al fianco di centinaia di eventi e realtà che agiscono a livello culturale, sociale o sportivo. Il nostro è un approccio “a innaffiatoio”: a prescindere da poche sponsorizzazioni di rilievo, come il Giro d’Italia, conferiamo essenzialmente centinaia di piccoli e medi sostegni. Complessivamente negli ultimi dieci anni abbiamo destinato in tal senso oltre 22 milioni di franchi. Per noi è una delle maniere con cui intendiamo onorare il mandato pubblico, in aggiunta alla dimensione più prettamente bancaria. E a livello di immagine ci aiuta anche a far capire ai ticinesi quanto i concetti di “vicinanza” e “territorio” siano per noi reali, tangibili e preziosi.

Le reazioni

Raoul Paglia, presidente della Direzione generale di Axion Swiss Bank Sa dall’inizio del mese di luglio, esprime la sua soddisfazione per “la notevole raccolta di nuovi patrimoni, a ulteriore testimonianza della fiducia della clientela e della solidità del nostro istituto. I risultati confermano le attese e anche nel nostro caso si attestano su egregi livelli dal punto di vista storico”. La presidente del Consiglio di amministrazione di BancaStato, Michela Ferrari-Testa, dal canto suo evidenzia “la soddisfazione per la grande determinazione e la spiccata dedizione dimostrate ogni giorno dalle centinaia di professioniste e professionisti che compongono l’istituto. Il loro intenso lavoro è l’elemento che fornisce propulsione alle strategie di cui si dota il Gruppo”.

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2026-08-28T07:00:00.0000000Z

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