laRegione

Il Ps: ‘10%, usiamo i soldi della Bns’

Dalla Banca nazionale arriveranno 100 milioni, i socialisti: ‘60 milioni per una prima implementazione cambiando le costanti, ne rimarrebbero 40’

Di Jacopo Scarinci

Il Ps ci riprova e rilancia: l’iniziativa che fissa a massimo il 10% del reddito disponibile i premi di cassa malati agendo sulla Ripam può e deve essere messa in vigore almeno parzialmente subito. Cogliendo la palla al balzo della notizia fresca in arrivo dalla Banca nazionale svizzera, che distribuirà 4 miliardi a Confederazione e Cantoni in base agli utili raggiunti nel 2025. E quindi i socialisti, con un’iniziativa parlamentare presentata ieri dal capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch, chiedono che “l’importo superiore ai 100 milioni che il Ticino riceverà vada usato per l’implementazione dell’iniziativa per il 10%. Le famiglie vanno sostenute di fronte all’esplosione dei premi di cassa malati, dando seguito alla chiara volontà popolare”. Insomma, si legge nella nota diffusa dal Ps, “come già ipotizzato nel rapporto di minoranza sul Preventivo, il Partito socialista ribadisce adesso l’importanza di usare questi utili per implementare urgentemente l’iniziativa per il 10% approvata dalla popolazione il 28 settembre 2025 e sostenere le famiglie di fronte all’esplosione dei premi di cassa malati”.

Come funzionerebbe

E come? Presto detto: da questa distribuzione, per il Canton Ticino arriverà un’entrata straordinaria superiore ai 100 milioni di franchi, non prevista dal Preventivo 2026. Con l’iniziativa parlamentare il Ps chiede innanzitutto l’entrata in vigore dell’iniziativa per il 10% al 1° gennaio 2026 con effetto retroattivo, considerando appunto per il 2026 “unicamente una prima tappa parziale, agendo sulle cosiddette costanti, dal costo di circa 60 milioni. Questa misura permette un allargamento della platea dei beneficiari di circa il 20% e un aumento degli importi dei sussidi; senza porre alcun problema di finanziamento considerando appunto gli arrivi dei circa 100 milioni dalla Bns”. Anzi, “lasciando comunque un miglioramento del risultato di consuntivo pari a circa 40 milioni di franchi”.

Certo, di ragioni per essere ottimisti in questi mesi tra gli iniziativisti ne sono emerse ben poche. Gli incontri con il Consiglio di Stato sono stati per loro molto deludenti, e il governo più volte ha ribadito che senza coperture sarà difficile arrivare a un’applicazione. Sia per quella del Ps, sia per l’iniziativa leghista che chiede invece di fatto la deduzione integrale dei premi di cassa malati dalle imposte.

Riget: ‘Gli altri partiti siano coerenti con quanto detto sulla volontà popolare’ Laura Riget

Ciò detto, la copresidente socialista non demorde e da noi interpellata sottolinea come «gli altri partiti quando si trattava di discutere i vari rapporti del Preventivo 2026 e parlando delle iniziative hanno sempre riconosciuto che vanno implementate, la volontà popolare è da rispettare e le famiglie vanno sostenute. Aggiungendo però subito un ‘ma’ grande come una casa, quello del ‘ma non ci sono i soldi’. Quindi è impossibile fare qualcosa già nel 2026, con le finanze cantonali già in un momento difficile». Ebbene, adesso «con questi utili non messi a preventivo, quindi fondamentalmente soldi aggiuntivi da usare liberamente, è venuto il momento di dimostrare che si ha davvero a cuore quanto detto in questi mesi: che la democrazia diretta e la volontà popolare vanno rispettate, e che le famiglie del ceto medio vanno aiutate nell’affrontare una spesa che sta diventando sempre più insostenibile».

‘Il Centro l’anno scorso ha fatto la stessa cosa’

E, sibillina, Riget ricorda che c’è un precedente e neanche troppo lontano: «L’anno scorso, quando sono arrivati soldi supplementari dalla Bns, il Centro ha presentato subito un’iniziativa per cancellare il taglio ai sussidi di cassa malati contro cui il comitato ‘Stop ai tagli!’ aveva già raccolto le firme per il referendum». Adesso, continua la copresidente del Ps, «la posta in gioco è ancora più grande, e ci aspettiamo che venga mostrata coerenza con quanto già fatto l’anno scorso e quanto già detto in questi mesi».

Insomma, «che le entrate straordinarie non possano essere vincolate a una spesa non è scritto nella pietra e, anzi, quanto successo l’anno scorso col voto del Gran Consiglio a cancellare quel taglio ai sussidi lo dimostra con forza».

CANTONE

it-ch

2026-01-10T08:00:00.0000000Z

2026-01-10T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281586656980073

Regiopress SA