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‘Il Gran Consiglio abbia un ruolo proattivo’

Per la commissione ‘Sanità e sicurezza sociale’ la competenza deve rimanere nelle mani del Consiglio di Stato. ‘Ma il parlamento non sia solo spettatore’

Di Giacomo Agosta e Andrea Manna

La pianificazione ospedaliera deve restare di competenza del Consiglio di Stato e non, come chiede un’iniziativa del Movimento per il socialismo, tornare nelle mani del Gran Consiglio che se ne è occupato fino al 2021. È quanto pensa all’unanimità la commissione parlamentare ‘Sanità e sicurezza sociale’ che invita a respingere la proposta presentata nel dicembre del 2024 dai deputati dell’Mps Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi che chiedevano pure di rendere referendabile l’elenco pianificatorio. Niente passo indietro quindi. Nel rapporto di Matteo Quadranti (Plr) e Danilo

Forini (Ps) vengono però messi in chiaro un paio di punti che, in estrema sintesi, potrebbero essere così riassunti: la competenza resta nelle mani del governo, ma il parlamento deve essere aggiornato costantemente. Più di quello che è stato finora. “È auspicabile – si legge nel rapporto – che la Ccosp, la Commissione speciale di controllo Istituti ospedalieri ed Eoc, possa esercitare tutti i compiti di vigilanza e di controllo attribuitigli grazie alla maggior trasparenza data dal quadro giuridico stabilito, sia in merito alla fase di definizione concreta della Pianificazione ospedaliera cantonale di competenza del Consiglio di Stato, sia in merito alla sua implementazione e applicazione”. Non solo, secondo la commissione, il Gran Consiglio dovrebbe sollecitare l’iter per la nuova e successiva pianificazione ospedaliera. Una pianificazione che deve rispondere alle attuali (e urgenti) esigenze di contenimento della spesa sanitaria. Questo senza dimenticare le conseguenze dell’incremento delle cure ambulatoriali per rapporto a quelle stazionarie nonché il futuro sistema di finanziamento Efas, una riforma (votata dal popolo) che porterà sulle spalle del Cantone nuove spese per centinaia di milioni di franchi. La ‘Sanità e sicurezza sociale’, nel rapporto sottoscritto da tutti i commissari, invita quindi il Consiglio di Stato a mettere a disposizione della commissione speciale tutte le informazioni e i documenti, come pure eventuali risorse necessarie per poter svolgere i propri compiti di controllo. “In questo modo – afferma il rapporto di Quadranti e Forini – sarà possibile collaborare in maniera maggiormente attiva per raggiungere gli obiettivi di regolazione dell’offerta sanitaria in base al fabbisogno della popolazione, evitando eventuali carenze nell’offerta, ma anche evitando le sovracapacità”.

«In sostanza chiediamo che il Gran Consiglio abbia un ruolo proattivo – sottolinea il deputato socialista e primo vicepresidente della ‘Sanitaria’ Forini –. La legge, è vero, è cambiata ma questo non può giustificare la passività del parlamento. Chiediamo quindi che il Gran Consiglio non si limiti ad attendere quello che fa il governo ma che verifichi attentamente le scelte del Consiglio di Stato sul fronte della pianificazione ospedaliera, attraverso appunto la Commissione di controllo, nominata dal parlamento». Commissione, avverte Forini, «che deve però disporre, e il governo glieli deve fornire, di tutti quegli elementi che le permettano di esercitare il proprio compito e quindi di valutare a fondo i mandati pubblici ma pure quelli privati. Quello dei costi ospedalieri – evidenzia ancora il primo vicepresidente della ‘Sanitaria’ – è un tema estremamente importante, su cui il parlamento ha il dovere di vigilare. A livello di mandati bisogna anche, perlomeno questa è la mia opinione, porre dei limiti massimi: in altre parole occorre vigilare da un lato affinché il fabbisogno venga soddisfatto dall’offerta sanitaria stazionaria ma dall’altro affinché l’offerta non ecceda il fabbisogno. Proprio per porre un argine alla crescita costante dei costi sanitari e quindi dei premi di cassa malati». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della commissione Quadranti: «Si tratta semplicemente di avere tutti gli strumenti e le informazioni per svolgere al meglio il mandato di verifica».

A che punto siamo

La pianificazione ospedaliera cantonale (Poc) è, per usare una citazione dello stesso Quadranti durante il dibattito in aula, “una selva oscura di interessi, spesso contrastanti”. L’attuale pianificazione, va poi ricordato, è tutt’altro che conclusa. La discussione in Gran Consiglio degli indirizzi di fondo a fine 2024 è stata solo una prima tappa ed è ora compito del Consiglio di Stato definire i contenuti concreti in modo di adeguare l’offerta stazionaria al fabbisogno. Questa seconda parte è quella più delicata, anche perché i costi sanitari a carico della popolazione continuano ad aumentare. Il compito esplicito del Cantone è quello di far corrispondere l’offerta al fabbisogno delle prestazioni sanitarie, alfine di perseguire un duplice obiettivo: assicurare la copertura del fabbisogno di prestazioni sanitarie dei propri cittadini e allo stesso tempo evitare le sovracapacità dell’offerta, ciò al fine di perseguire l’obiettivo del contenimento dei costi. “In questa fase della Poc – riconosce la ‘Sanitaria’ – il compito del Consiglio di Stato è dunque particolarmente delicato e vitale per il Ticino, soprattutto in un contesto di probabile esubero dell’offerta e dell’oggettivo continuo aumento dei costi. Si tratta di un esercizio difficile e complesso anche nell’ottica dell’incremento delle cure ambulatoriali per rapporto a quelle stazionarie, dell’entrata in vigore dal 2028 del nuovo sistema di finanziamento Efas, con relativi costi”.

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2026-02-06T08:00:00.0000000Z

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