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Il messaggio del governo non c’è ma scontenta già Lega e Ps

Dopo l’incontro l’umore presso gli iniziativisti resta nero

Di Jacopo Scarinci

Niente di nuovo, e nessuno si aspettava nulla di diverso. Gli incontri a Palazzo delle Orsoline tra Consiglio di Stato e i vertici di Lega e Ps – circa 45 minuti l’uno – sull’implementazione delle due iniziative sui premi di cassa malati votate dal popolo lo scorso settembre non hanno portato alcun cambio di umore, né di prospettiva. A due giorni dalla presentazione di un messaggio che sarebbe dovuto arrivare il 1° febbraio, come chiesto dal Gran Consiglio in sede di approvazione del Preventivo 2026, e che arriverà domani, par di capire che il discorso per il governo sia chiaro: implementazione a tappe e graduale, parità di trattamento – nel senso che se viene messa in vigore una percentuale del montante di un’iniziativa, si applica la stessa percentuale dell’altra –, vincolo alle coperture finanziarie necessarie da trovare per permettere, appunto, l’applicazione di qualcosa che, a regime, dovrebbe costare sui 400 milioni di franchi tra Cantone e Comuni. L’iniziativa della Lega chiede la deduzione integrale dalle imposte dei premi di cassa malati; quella del Ps il tetto massimo del premio al 10% del reddito disponibile, agendo sui sussidi Ripam.

Piccaluga: ‘Non possiamo dirci soddisfatti’

Ebbene, dall’incontro di ieri – finalizzato più che altro alla presentazione per sommi capi del messaggio che sarà pubblicato domani – i primi a uscire dal cancello delle Orsoline sono i ‘colonnelli’ leghisti, con il coordinatore Daniele

Piccaluga ad affermare laconico alla stampa che «è chiaro, come abbiamo detto più volte, che se l’iniziativa non verrà applicata in maniera diretta e completa la Lega non si può dichiarare soddisfatta. Quindi, posso anticipare che non siamo assolutamente soddisfatti. Nessuno si aspettava di entrare e vincere la coppa del mondo, ma la delusione è parecchia».

Riget: ‘Venga rispettata la volontà popolare’

Un’oretta dopo è il turno della copresidente socialista Laura Riget. Dello stesso umore nero. «Attenderemo mercoledì, con la presentazione del messaggio, per esprimerci sui dettagli perché molto va approfondito. Ma non siamo soddisfatti – rileva senza sorprendere nessuno Riget –, e siamo costretti a ribadire quanto diciamo da mesi e mesi: non si gioca con la volontà popolare». Ancora una volta, quindi, la richiesta del Ps è quella di «un’implementazione rapida e tangibile delle due iniziative, ma soprattutto concreta e che abbia un effetto sulle tasche dei cittadini che non ce la fanno più a sopportare l’esplosione dei premi di cassa malati». Si procederà con un’applicazione a tappe, si evince definitivamente, «ma quali e in che modo verrà approfondito, assieme a tutte le incognite che restano» continua Riget. Che conferma anche qual è un paletto «chiaro» e, va da sé, «rosso» posto dai socialisti: «L’implementazione non deve essere legata giuridicamente al finanziamento, ed è uno degli aspetti che il messaggio dovrà chiarire».

Entrata in vigore solo se ci sono i soldi? La Gestione ha chiesto una perizia

Su questo punto dirimente un mesetto fa la commissione parlamentare della Gestione, accogliendo una proposta del capogruppo del Ps Ivo Durisch, ha deciso di procedere verso una perizia esterna affidata a tre costituzionalisti d’Oltralpe per dissipare ogni dubbio.

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2026-04-14T07:00:00.0000000Z

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