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Sarà misto o non sarà Thriller ‘tredicesima’

Aumento dei prelievi salariali e dell’Iva: ricalca il modello del Consiglio degli Stati la proposta ‘conciliatoria’ sul finanziamento. La partita è aperta

Di Stefano Guerra da Palazzo federale

Tre round per ciascuna Camera non sono bastati al Parlamento per trovare la quadra sul finanziamento della 13esima Avs, che verrà versata a partire dal prossimo mese di dicembre. Ci è voluta una Conferenza di conciliazione (Cc): riunitosi mercoledì mattina di buon’ora, il gremio – composto di 13 membri per ognuna delle due commissioni preparatorie – ha sfornato un ‘compromesso’ (le virgolette sono d’obbligo) che ricalca quasi in tutto e per tutto il modello ‘misto’ (aumento sia dell’Iva che delle deduzioni salariali) sempre caldeggiato dalla maggioranza di centro-sinistra del Consiglio degli Stati. La sorte del finanziamento della ‘tredicesima’ rimane però appesa a un filo. Gli occhi sono puntati sul gruppo verdeliberale, che la prossima settimana al Nazionale fungerà da ago della bilancia.

La proposta della Cc è stata approvata con 15 voti contro 11. Prevede un aumento di 0,2 punti percentuali dei contributi a carico di lavoratori e datori di lavoro (anziché dello 0,3%, come proposto finora dalla Camera dei Cantoni): questi verserebbero circa un miliardo di franchi in più all’anno all’Avs. Anche l’Iva verrebbe aumentata, di 0,4 punti percentuali: la fattura complessiva per consumatori e aziende ammonterebbe a 1,4 miliardi all’anno. Per contro, l’aliquota ridotta dell’Iva che si applica ai beni e servizi di prima necessità rimarrebbe invariata al 2,6%. Il finanziamento sarebbe a tempo indeterminato. L’idea dietro il modello misto è quella di spalmare l’onere del finanziamento su più categorie di popolazione possibili e in maniera equa: l’aumento dei prelievi salariali tocca soltanto la popolazione attiva; in compenso favorisce una redistribuzione dai redditi più elevati a quelli più bassi, riequilibrando così l’incremento dell’Iva, imposta pagata sì da tutti, ma dal carattere regressivo e quindi poco sociale.

‘Inaccettabile’ per l’economia

Il Consiglio nazionale invece ha insistito fino all’ultimo su un incremento solo dell’Iva, per giunta a tempo determinato (fino al 2033). Anche qui l’idea è di chiamare alla cassa l’intera popolazione, pensionati (i beneficiari della 13esima Avs) compresi. Si vuole però risparmiare ulteriori oneri alla popolazione attiva. Inoltre, una soluzione ‘minimalista’ – nei contenuti come nei tempi – consentirebbe di mantenere alta la pressione finanziaria sull’Avs in vista della prossima grande riforma, che a quel punto si trasformerebbe in un’occasione propizia per far passare misure strutturali quali l’aumento dell’età ordinaria di pensionamento.

La questione non divide solo il Parlamento, ma anche le parti sociali. Le principali organizzazioni economiche propendono per la soluzione del Nazionale. In una nota congiunta, l’Unione svizzera degli imprenditori (Usi), l’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) ed Economiesuisse definiscono la proposta “inaccettabile”. A loro parere, i “contributi salariali non solo riducono il potere d’acquisto dei lavoratori alla fine del mese, ma frenano anche l’occupazione e l’offerta di lavoro, con ripercussioni negative sulla competitività della Svizzera”. Le organizzazioni auspicano che la proposta della Cc venga respinta e sperano che il finanziamento della 13esima Avs venga “risolto quale parte di una seria riforma strutturale nell’ambito di Avs 2030”, il progetto di riforma che il Consiglio federale ha inviato in consultazione nelle scorse settimane.

I sindacati preferiscono invece il modello misto portato avanti dal Consiglio degli Stati e sancito dalla Cc. Mercoledì l’Unione sindacale svizzera ha accolto con favore la proposta ‘conciliatoria’: “Il finanziamento misto è durevole, solido e socialmente equilibrato”, ha scritto in un comunicato. Stando all’Uss, “il leggero aumento dei contributi sui salari è quasi impercettibile” per le lavoratrici e i lavoratori.

Occhi puntati sui verdi-liberali

La proposta della Cc verrà ora sottoposta a entrambe le Camere. Queste non avranno la facoltà di modificarla: potranno soltanto dire sì o no. Il Consiglio degli Stati se ne occuperà già oggi: non dovrebbe avere nulla da eccepire. Altra storia al Nazionale, dove mercoledì 17 tutto rischia di andare a monte. Se Udc, Plr e Pvl (Verdi liberali) manterranno la quasi assoluta compattezza mostrata sin qui, per il finanziamento della 13esima Avs è finita. Se invece qualche deputato uscirà dai ranghi (come hanno fatto nei giorni scorsi un paio di democentristi), il piatto della bilancia potrebbe anche pendere dall’altra parte. In quel caso la decisione andrà poi confermata dapprima alle votazioni finali, l’ultimo giorno della sessione, quindi in votazione popolare: qualsiasi modifica dell’Iva è infatti sottoposta a referendum obbligatorio e richiede la doppia maggioranza di votanti e cantoni.

Che si arrivi fin lì non è affatto scontato. La prossima settimana al Nazionale sorvegliati speciali sono gli 11 deputati verdi-liberali. Al momento non sono intenzionati a scendere a miti consigli. Il Pvl ne fa una questione di principio: «Lo abbiamo detto sin dall’inizio: l’aumento dei contributi salariali è e rimane una linea rossa per noi», dice a ‘laRegione’ Corina Gredig. La capogruppo del Pvl ritiene «molto importante» la questione dell’equità generazionale. «Un incremento dei prelievi salariali grava concretamente sulla popolazione attiva: così non c’è equilibrio», afferma la consigliera nazionale zurighese. Il suo gruppo pertanto «respingerà questa proposta, in linea con quanto diciamo da tempo». Il finanziamento della 13esima Avs va definito «nell’ambito del progetto Avs 2030, con una soluzione che non deve gravare sulle spalle della popolazione attiva».

Un ‘piano B’

Finanziamento specifico o no, la ‘tredicesima’ verrà comunque versata in dicembre: su questo non ci piove. In un primo tempo, probabilmente per qualche anno, bisognerà attingere al Fondo Avs. In seguito si vedrà. Il Consiglio federale ha tenuto conto di un possibile fallimento in Parlamento. Nell’avamprogetto della riforma ‘Avs 2030’, ha previsto in questo caso un finanziamento supplementare: sotto forma di soluzione mista (+0,7 punti percentuali di Iva e +0,2 punti percentuali di contributi), oppure tramite un aumento dell’Iva di 0,9 punti percentuali. Approvata alle urne nel marzo 2024, la 13esima Avs costerà quest’anno 4,2 miliardi di franchi. Nel 2030 la spesa salirà a 4,5 miliardi, nel 2040 a 5,4 miliardi.

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2026-06-11T07:00:00.0000000Z

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