Il coleottero giapponese preoccupa sempre più
Piccola ma devastante. La Popillia japonica, il famigerato coleottero giapponese, preoccupa sempre più i viticoltori ticinesi e, di conseguenza, il Cantone rafforza la strategia di contrasto con tutto il cantone a giocare di squadra per difendersi.
La Popillia japonica, riferisce l’Interprofessione della vite e del vino ticinese (Ivvt) “rappresenta oggi anche in Ticino una delle principali sfide per l’agricoltura e gli spazi verdi. Per affrontarla, la Divisione dell’economia del Cantone ha rafforzato la propria strategia di contenimento, coordinata dal Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura, con l’obiettivo di proteggere il territorio e sostenere i settori più esposti”. Questo insetto invasivo, arrivato in Ticino da sud e ormai diffuso in gran parte del territorio cantonale, si nutre di foglie, fiori e frutti di oltre 400 specie vegetali. Tra le piante più colpite, ed eccoci al fulcro delle preoccupazioni, “figurano la vite, diversi alberi da frutto, ma anche molte piante ornamentali presenti nei giardini privati e negli spazi pubblici”. Per questo motivo, prosegue l’Ivvt, “il Servizio fitosanitario ha messo in campo una serie di misure concrete che includono un monitoraggio costante della diffusione dell’insetto, una campagna informativa rivolta alla popolazione e agli operatori del settore e lo stanziamento di un contributo finanziario per l’acquisto da parte dei Comuni di 6mila trappole a feromone a un prezzo agevolato. I Comuni possono acquistare e posare le trappole sulla base delle raccomandazioni del Servizio fitosanitario per contribuire alla protezione del verde pubblico e privato”.
Anche perché la situazione è grama a dir poco. In alcune aree europee infatti, compreso il Cantone Ticino, “l’eradicazione del coleottero giapponese non è più considerata realistica”. L’obiettivo diventa quindi “contenerne la diffusione e ridurne l’impatto, attraverso un’azione coordinata sul territorio. Per questo il Cantone invita Comuni, professionisti del verde, agricoltori e cittadini a collaborare attivamente”. Ognuno può e deve fare la sua parte, dal momento che “anche nei giardini privati e negli spazi verdi urbani è fondamentale contribuire alla lotta contro questo insetto invasivo, adattando le misure di lotta al contesto operativo e lavorando in sinergia con le istituzioni”.
CANTONE
it-ch
2026-06-22T07:00:00.0000000Z
2026-06-22T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281586657308666
Regiopress SA