Candidare i Fortini della fame? Municipio possibilista, ma...
‘Dipenderà anche dalla valorizzazione della Fortezza’
Municipio di Bellinzona possibilista sull’ipotesi di candidare i Fortini della fame di Camorino e Sementina al fine di ottenere il riconoscimento Unesco e annetterli così formalmente alla Fortezza. Ma a condizione che il progetto di rilancio storico, culturale e artistico della stessa sia sostenuto dal Cantone (per la parte sua di investimento) e dalla popolazione durante la votazione sul referendum in agenda il 27 settembre e contrario allo stanziamento dei 19 milioni necessari alla prima tappa. Questo il succo della risposta data all’interpellanza liberale radicale inoltrata il 20 aprile a seguito di un nostro articolo dedicato a un incontro pubblico durante il quale lo storico Marino Viganò ha insistito sulla necessità di valorizzare anche la linea difensiva ottocentesca Dufour (Fortini e loro murate, in gran parte di proprietà cantonale) ritenendo che se non saranno integrate nel progetto di rilancio della Fortezza, la classazione Unesco di quest’ultima potrebbe essere a rischio essendo i Fortini, a suo avviso, un elemento costituente il riconoscimento Unesco medesimo. “Ammesso che il sistema Dufour presenti potenzialmente le caratteristiche per potersi candidare a un riconoscimento di questo tipo – scrive l’Esecutivo rispondendo al Plr – la valutazione di un passo formale potrà essere fatta, stimolando in questo senso il proprietario (Cantone) e le autorità preposte a rappresentare il Ticino nelle relazioni con l’Unesco (Ufficio beni culturali). La forza di questa riflessione dipenderà certamente anche dal buon esito dell’attuale progetto di valorizzazione della parte medievale della Fortezza. Qualora a tale progetto dovesse mancare il sostegno del Legislativo cantonale (ndr: chiamato a stanziare 8 milioni per la fase 1A) o della popolazione (ndr: voto referendario), difficilmente sarà possibile dare un segno tangibile dello sforzo della comunità politica e territoriale in favore del proprio patrimonio storico-culturale”. Messaggio chiaro dunque: “Se il progetto” relativo alla Fortezza “potrà trovare una sua realizzazione”, l’estensione ai Fortini “sarà certamente parte del futuro impegno della Città”.
‘Sono una diretta espansione’
A ogni modo, sottolinea il Municipio, i Fortini “sono citati espressamente nel messaggio sulla valorizzazione della Fortezza votato dal Consiglio comunale” questa primavera, laddove si cita l’importanza delle opere facenti parte il sistema difensivo ideato dal generale Dufour realizzate a partire dal 1848 lungo il torrente di Sementina e la valle Morobbia, completato con le torri rotonde oggi conosciute come Fortini della fame: “Queste ultime, infatti, pur non facendo parte dell’insieme fortificato protetto e dichiarato di valore Unesco, ne sono una diretta espansione fisica e temporale a conferma della, allora, immutata valenza strategica politico-militare della regione di Bellinzona. Come già raccomandato dallo storico delle fortificazioni Nicolas Faucherre nella sua relazione alla vigilia della missione di valutazione Icomos del dicembre 1998 (ndr: da cui è poi scaturito il riconoscimento Unesco dei tre castelli e della murata), è attorno alla nozione di crocevia dei transiti di lunga durata e di sito dall’importanza identitaria per la Svizzera moderna, che risiede la necessità di proteggere e valorizzare il patrimonio bellinzonese”.
Non vi sono ancora contatti formali
Infine, alla domanda volta a sapere se il Municipio abbia già avviato contatti preliminari col Cantone e con le autorità competenti in ambito Unesco (Ufficio cantonale dei beni culturali e Ufficio federale della cultura), al fine di valutare la fattibilità tecnica e procedurale di un’eventuale estensione del perimetro Unesco, la risposta è negativa: “Non vi sono ancora stati contatti formali in questo ambito, né vi è un progetto o un avanprogetto da cui derivare tempistiche o priorità operative”. La valorizzazione dei Fortini di Camorino, ricordiamo, è stata realizzata grazie in particolare alla locale associazione attiva da vent’anni. Per contro, un analogo attivismo sulla sponda destra non è al momento nato, “essendosi concentrato su altri elementi del patrimonio presente come il nucleo di Curzútt o più recentemente la nuova area di ristoro accanto al ponte tibetano”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-23T07:00:00.0000000Z
2026-06-23T07:00:00.0000000Z
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