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Estesa l’allerta canicola e la politica si attiva

Le domande della Lega, le rivendicazioni del Movimento per il socialismo. Meteosvizzera ha prolungato l’allerta di livello 3 per canicola fino (almeno) a lunedì 13 con il picco che sarà raggiunto a partire da domani e la politica continua ad attivarsi per sapere cosa possono fare gli enti pubblici per aiutare la popolazione a combattere il caldo. “Le ondate di calore che interessano il nostro cantone sono sempre più frequenti, più intense e più durature”, fa notare la deputata leghista in Gran Consiglio Raffaella Zucchetti in un’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato. “Le temperature elevate, unite alle cosiddette ‘notti tropicali’, rappresentano un rischio concreto per la salute della popolazione, in particolare per le persone più fragili: anziani, bambini, malati cronici e persone con ridotta autonomia”. Fa notare Zucchetti: “Particolare preoccupazione desta la situazione nelle strutture sociosanitarie meno recenti, costruite in un’epoca in cui il raffrescamento degli edifici non era considerato una necessità. In questi stabili le temperature interne possono raggiungere livelli molto elevati, compromettendo il benessere e, nei casi più delicati, anche la salute degli ospiti e del personale”. Al governo viene quindi chiesto se dispone di una mappatura delle case per anziani, degli ospedali e delle altre strutture sociosanitarie riconosciute che non dispongono di un adeguato sistema di raffrescamento. Viene poi domandato se il Consiglio di Stato ritiene le attuali strutture soddisfacenti o se, invece, intende intervenire per migliorare la situazione.

‘Le misure adottate finora largamente insufficienti’

Per l’Mps, invece, le misure adottate finora dall’ente pubblico sono largamente insufficienti. “Continuare a trattare la canicola come un’emergenza passeggera significa rifiutarsi di prendere atto della realtà”, si legge nella presa di posizione del Movimento. “Il governo ticinese continua purtroppo a rispondere secondo uno schema ormai collaudato: raccomandazioni, inviti alla prudenza e qualche misura amministrativa, quando invece sarebbe necessario assumere decisioni immediate e vincolanti per proteggere la salute delle lavoratrici e dei lavoratori e delle persone più fragili”. Che fare quindi? L’Mps avanza tre proposte: in caso di allerta canicola di grado 3 tutte le attività lavorative all’aperto e quelle svolte in ambienti interni privi di adeguata climatizzazione siano di principio sospese a partire dalle 12; in caso di allerta canicola di grado 4 tutte le attività lavorative all’aperto e quelle svolte in ambienti interni privi di climatizzazione siano immediatamente interrotte; istituire un numero telefonico dedicato attraverso il quale, anche in forma anonima, possano essere segnalate situazioni di lavoro particolarmente critiche causate dalla canicola, garantendo controlli tempestivi e sanzioni nei confronti dei datori di lavoro inadempienti. Aggiunge ancora il Movimento per il socialismo: “La realtà è che il Ticino paga oggi anni di ritardi, sottovalutazioni e scelte politiche che hanno privilegiato il contenimento della spesa pubblica e gli interessi economici rispetto alla tutela della salute. Non bastano più studi, tavoli di lavoro e dichiarazioni di principio. Servono decisioni immediate, controlli efficaci e il coraggio di mettere in discussione un modello economico che considera la salute delle persone sacrificabile in nome della produzione”. Per questo motivo “la risposta non può limitarsi ad adattarsi a temperature sempre più elevate, ma deve affrontare anche le cause economiche e sociali che alimentano questa crisi”.

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2026-07-07T07:00:00.0000000Z

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