‘La politica presti più attenzione agli alberi’
A chiederlo sono gli oltre 2mila cittadini che hanno firmato la petizione lanciata dall’associazione Fratello albero: ‘C’è una convenzione da rispettare’
Di Giacomo Agosta
Agli alberi, soprattutto ai grandi alberi, non viene riconosciuta la necessaria importanza per il ruolo che svolgono per il nostro ecosistema e per la nostra qualità di vita. A non prestare loro la giusta attenzione è soprattutto la politica, a cominciare da quella di prossimità rappresentata dai Comuni, che nega la giusta partecipazione dei cittadini alla tutela del verde. È quanto pensa l’associazione Fratello albero, che attraverso una petizione – oltre 2’100 le firme raccolte – vuole riportare l’attenzione della politica su questo tema e sul rispetto della Convenzione di Aarhus.
‘Una richiesta semplice, per tutelare il nostro patrimonio’
«La raccolta firme nasce dalla richiesta di sempre più cittadini intenzionati a fare qualcosa per i grandi alberi presenti sul nostro territorio. Alberi di magari ottanta o cento anni che spariscono dalla sera alla mattina senza una spiegazione», afferma il presidente dell’Associazione Nicola Pedrazzini. «Lo abbiamo visto in questa prima parte del 2026. Soprattutto nel Sopraceneri c’è stata una mattanza di grandi alberi, rimossi da zone boschive o zone agricole. Alcuni di questi alberi – riconosce Pedrazzini – sono in zone private, certo, ma al giorno d’oggi anche i privati dovrebbero prendersi delle responsabilità. Avere un grande albero sul proprio terreno è certamente un onere, lo capiamo, ma è anche un onore».
Tre principi fondamentali da seguire
E qui si arriva alla Convenzione di Aarhus. «Quello che chiediamo con la nostra petizione è il suo rispetto. Si tratta di una convenzione molto importante, ratificata anche dalla Svizzera, che purtroppo tanti non conoscono». Sottoscritta nel 1998 ad Aahrus, in Danimarca, la convenzione vuole garantire tre principi fondamentali: l’accesso alle informazioni ambientali; la partecipazione del pubblico alle decisioni con impatto sull’ambiente; l’accesso alla giustizia in materia ambientale. La Svizzera ha ratificato la convenzione nel 2014. «La richiesta di informazioni – precisa Pedrazzini – può essere fatta valere da qualsiasi cittadino. Purtroppo, in Ticino, chi chiede informazioni non sempre viene visto di buon occhio. Si passa facilmente come ‘rompiscatole’». Richiesta di informazioni, ma pure partecipazione alle decisioni. «È un altro punto fondamentale della Convenzione. Ma viene scarsamente applicato. Anche quando un cittadino si attiva di sua iniziativa, portando una proposta magari alternativa a un progetto, raramente viene ascoltato».
‘Le loro chiome garantiscono un contributo contro la canicola’
Il tema, sottolinea il presidente di ‘Fratello albero’, è di grande attualità. «Lo vediamo bene in queste settimane di forte canicola. Gli alberi, specialmente quelli grandi che hanno la chioma a diversi metri d’altezza, garantiscono un contributo fondamentale alla lotta contro il forte caldo. Purtroppo chi amministra non ha ancora capito, o lo applica solo in parte, l’enorme vantaggio dei grandi alberi».
‘Ancora troppo spesso anteposti gli interessi finanziari’
Insomma, secondo l’Associazione «c’è ancora molta strada da fare». E questo perché, evidenzia Pedrazzini, «purtroppo vengono ancora anteposti, senza troppe discussioni, gli interessi finanziari. Se c’è da abbattere un noce di ottant’anni per costruire un palazzo, non si esita a farlo». Non solo. «Una grande responsabilità in tutto questo – aggiunge ancora – ce l’hanno pure gli architetti. Si potrebbe lasciare in vita un albero e costruire sviluppando la creatività. Soluzioni alternative ci sono».
‘I ticinesi sentono un disagio, si fanno domande’
A essere più sensibili, rimarca Pedrazzini, sono i cittadini comuni. «Sentono un disagio perché vedono il territorio che cambia. Si fanno delle domande. C’è sempre meno verde e sempre più cemento. Nelle stanze della politica e negli uffici tecnici, invece, questa sensibilità è decisamente inferiore. Si potrebbe fare di più a livello di formazione, specialmente con chi sta seguendo percorsi di studio nel settore della costruzione. Va spiegato loro che un albero non è un ostacolo, ma un elemento da valorizzare».
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2026-07-20T07:00:00.0000000Z
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