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‘L’Amico di Trump’ additato come regista

Lo definiscono ‘il Viceré’ e da sempre è additato come il più cinico tra i consiglieri di Mohammed VI del Marocco. È anche denominato ‘il Falco’, o ‘l’Amico di Trump’. Ora per una parte della stampa marocchina e anche internazionale, Fouad Ali El Himma, è additato come l’uomo che avrebbe architettato la fuga di massa di marocchini al valico di Ceuta e Melilla. Un’operazione squisitamente politica, per indebolire il governo uscente di Aziz Akhannouch a meno di due mesi dalle elezioni parlamentari.

I beninformati che citano “fonti marocchine in Francia”, dicono che il 64enne El Himma, originario di Benguerrir, a 80 chilometri da Marrakech, abbia usato la carta migratoria come leva per screditare Akhannouch, il petroliere che da quattro anni è capo del governo, e rafforzare il Partito dell’Autenticità e Modernità, da lui creato nel 2008. Un partito di ispirazione liberal-democratica, ma filo-monarchico, che cerca opportunità di governo in vista delle elezioni del 23 settembre, impegnato tra l’altro in una campagna acquisti di politici. Due gli uomini chiave: Fouzi Lekjaa, presidente della Federazione di calcio e del comitato dei Mondiali 2030; e il presidente della regione di Dahkla, quella nel Sahara, Yanja El Khattat. Compagno di studi del re del Marocco, al College Royal di Rabat e poi lungo tutto il percorso formativo, Fouad El Himma diventa consigliere a Palazzo nel 2011, all’indomani dell’attentato terroristico a Marrakech. Negli ultimi due decenni, tesse una vasta rete di relazioni all’interno dei servizi segreti, della diplomazia, dei media, delle istituzioni. ‘Africa Intelligence’ lo descrive come il ‘viceré’ che garantisce il buon funzionamento del regno. El Himma è tra l’altro l’uomo chiave per lo sviluppo della zona del Sahara, dove gli Usa di Trump sono pronti a investire miliardi. Anche il quotidiano spagnolo ‘The Objective’ sposta l’attenzione dal conflitto Madrid-Rabat a quello interno, in vista del cambio di governo e fa il nome di El Himma. La concomitanza con la ‘Festa del Trono’ cade a fagiolo: mentre il re, a una decina di chilometri da Ceuta, pronunciava il discorso sui progressi del Marocco nei 27 anni di regno, una parte del Marocco, la meglio gioventù, cercava di fuggire dal Paese.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-08-04T07:00:00.0000000Z

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