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Taglio dei contributi, ma offerta di qualità

I tagli federali e cantonali si riverberanno anche sul Conservatorio della Svizzera italiana. Il nuovo anno accademico e scolastico infatti, si legge nel comunicato stampa a margine della presentazione avvenuta ieri, “sarà segnato dalle incognite dettate dalle riduzioni dei contributi pubblici, ma anche dal rinnovato impegno a garantire un’offerta formativa e concertistica di qualità in tutti i dipartimenti”. L’anno 2026/2027, quindi, vedrà protagoniste “riflessioni sulle misure di riduzione del sostegno pubblico, a livello federale e cantonale, che toccano più o meno direttamente tutti i tre dipartimenti della scuola: Scuola universitaria di musica, Pre-College e Scuola di Musica. Per quanto riguarda la Scuola universitaria (Sum), per far fronte alle riduzioni dei contributi pianificate dalla Confederazione e dal Cantone a partire dal 2027, sono state già adottate misure di ottimizzazione e di contenimento dei costi. Lavorando comunque a poco più di metà dei costi medi svizzeri i margini in verità non esistono, ma – come ha sottolineato il direttore Christoph Brenner – la Sum continuerà a impegnarsi per garantire l’offerta formativa e concertistica di alto livello, ricca e articolata, che la caratterizza da decenni”.

Anche la Scuola di Musica (Smus) si trova in una situazione finanziariamente delicata, ha evidenziato il direttore Luca Medici. “Il nuovo quadro di sostegno alle scuole di musica riconosciute, recentemente annunciato dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) derivato dall’iniziativa ‘100 giorni per la musica’, non appare in grado di rispondere ai bisogni della scuola e non dà indicazioni sulla distribuzione dei contributi”. Di più: “I principi di finanziamento presentati dal Decs, inoltre, considerano unicamente la lezione individuale con un contributo fisso, che non tiene conto in modo adeguato dell’insieme dei costi della formazione offerta dalla Smus: docenti qualificati e regolarmente assunti, prestazioni previdenziali e assicurative, infrastrutture, attività collettive e materie complementari. Requisiti essenziali per una scuola e determinanti per giustificare l’intervento pubblico”.

Va da sé quindi che, “alla luce di questo contesto, il Conservatorio della Svizzera italiana ribadisce l’importanza di migliorare le condizioni quadro a livello cantonale, di investire nella formazione musicale di base, così come nei talenti, in maniera costruttiva e responsabile, offrire un mercato del lavoro stabile ai giovani musicisti qualificati diplomati in Ticino, sostenendo quindi una filiera dell’educazione musicale solida e completa”.

Ed è come sempre ricchissima l’agenda della Scuola di Musica: “Centinaia di eventi costellano l’anno scolastico tra saggi, concerti di ensemble, orchestre, cori, musica da camera e progetti di impatto sul territorio, coinvolgendo gli oltre mille allievi. Si confermano in particolare i tradizionali grandi appuntamenti, come ‘Orchestriamoci’ (l’8 dicembre al Lac), che vedrà sul palco vari ensemble della Smus, il Concerto di Gala in gennaio, la Passeggiata musicale in giugno, che nel 2027 si svolgerà a Lugano, e i concerti del Coro Clairière”. La Scuola universitaria offrirà molteplici occasioni di esibirsi ai suoi studenti.

CANTONE

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2026-09-09T07:00:00.0000000Z

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