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Pronzini e Sergi declinano l’invito della Cpi: ‘No audizione’

‘Non ci sono garanzie di terzietà e indipendenza’

Di Andrea Manna

No, grazie: decliniamo l’invito. I deputati del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi hanno deciso di non partecipare all’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita, un altro dossier scottante, oltre a quello riguardante il ministro dimissionario leghista Claudio Zali, dalle (probabili) ripercussioni politico-istituzionali non indifferenti. Coordinata dalla liberale radicale Natalia Ferrara, la Cpi aveva proposto due date per l’incontro: oggi oppure il 16, cioè dopodomani. Ma i granconsiglieri dell’Mps hanno risposto negativamente.

Un niet che hanno motivato rievocando questioni da loro sollevate nel corso di questi mesi, dopo l’istituzione in gennaio della Commissione da parte del legislativo cantonale. Commissione che non disporrebbe di “quelle necessarie garanzie di terzietà e indipendenza che, a nostro giudizio, dovrebbero costituire il presupposto imprescindibile di un’audizione”, scrivono Pronzini e Sergi, autori nel giugno 2025 dell’interrogazione dal titolo ‘Sabrina Aldi, Cristina Maderni, Alvaro Camponovo, Eolo Alberti, Claudio Camponovo, Norman Gobbi, Claudio Zali: tanti soldi, sponsorizzazioni, politica e magistratura e... tanto altro’. Quattordici pagine e sessantaquattro domande vertenti sull’affaire Hospita e i suoi capitoli. È l’atto parlamentare che ha di fatto portato alla designazione della Commissione parlamentare d’inchiesta.

Premettono i due deputati dell’Mps nella lettera indirizzata nei giorni scorsi alla presidente della Cpi: “Abbiamo esaminato con attenzione il vostro invito e, proprio in considerazione della natura e della rilevanza del mandato conferito alla Commissione dal Gran Consiglio, riteniamo doveroso esprimere alcune riserve sostanziali in merito alla sua composizione e, in particolare, alla scelta di alcune delle persone coinvolte nei suoi lavori in qualità di commissari o di esperti”. Aggiungono: “A nostro avviso, le circostanze che seguono sono tali da porre un serio problema di apparenza di indipendenza e di imparzialità della Commissione, indipendentemente dall’eventuale assenza di un interesse personale attuale da parte delle singole persone coinvolte”. Pronzini e Sergi quindi rilanciano: “In particolare: Andrea Giudici (l’avvocato e deputato dell’Udc, membro della Cpi, ndr) ha difeso (in passato, ndr) Eolo Alberti (il già granconsigliere della Lega e principale imputato nell’inchiesta della Procura sul fascicolo Hospita per presunti reati finanziari, lui continua a professarsi innocente, ndr) in una procedura penale e, successivamente, ha patrocinato il proprio padre in una causa contro lo stesso Eolo Alberti; Francesca Piffaretti-Lanz, già procuratrice pubblica in quota Lega, faceva parte della Commissione di esperti per l’elezione dei magistrati che ha espresso un preavviso favorevole alla nomina del figlio di Claudio Camponovo (Alvaro, ndr) quale procuratore pubblico, la medesima è inoltre stata nominata dal Consiglio di Stato, sempre in quota Lega, nel Consiglio dell’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario, assumendone la vicepresidenza; Daniel Ponti (avvocato, ndr) rappresentava una parte civile in una procedura penale nei confronti di Eolo Alberti”. Piffaretti-Lanz e Ponti sono due dei tre periti di cui la Cpi ha deciso di avvalersi.

Puntualizzano i granconsiglieri dell’Mps: “Non intendiamo, con ciò, formulare valutazioni personali nei confronti dei singoli componenti. Riteniamo tuttavia che, per una Commissione parlamentare d’inchiesta chiamata ad accertare fatti e responsabilità con la necessaria autorevolezza e credibilità, non sia sufficiente che l’imparzialità sia semplicemente affermata: essa deve anche essere concretamente percepibile e risultare tale agli occhi dei soggetti sottoposti all’indagine e, più in generale, dell’opinione pubblica”. Nel caso concreto, prosegue la missiva, “la presenza nella Commissione e nel gruppo degli esperti di persone che hanno avuto, per ragioni professionali o istituzionali, rapporti diretti con alcune delle persone e delle vicende oggetto dell’inchiesta ci impedisce di riconoscere alla Commissione quelle necessarie garanzie di terzietà e indipendenza che, a nostro giudizio, dovrebbero costituire il presupposto imprescindibile di un’audizione. È proprio per questa ragione che riteniamo di non poter accogliere il vostro invito”. Concludono i due deputati: “Alla luce delle riserve sopra esposte, abbiamo pertanto deciso di non partecipare all’audizione e, più in generale, di non sottoporci ad audizioni dinanzi alla Commissione nella sua attuale composizione”.

In giugno, esprimendosi sulla richiesta dell’Mps di sostituire Giudici nella Cpi, l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio aveva sostenuto di non ravvisare “motivi sufficienti per promuovere ulteriori iniziative volte al riesame della composizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita”. In altre parole, il deputato democentrista e avvocato può continuare a far parte della Commissione. Una presa di posizione, quella dell’Up, che non ha convinto, e non convince, Sergi e Pronzini.

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2026-09-14T07:00:00.0000000Z

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