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Anche il Nazionale vuol rendere imprescrittibile l’assassinio

Giravolta Plr, e la Camera del popolo si allinea agli Stati

Non ci deve essere nessun termine di prescrizione per un assassinio. Dopo il Consiglio degli Stati, lunedì anche il Nazionale ha approvato (109 voti a 73) l’imprescrittibilità per questo crimine. Lo ha fatto contro il parere della sua commissione preparatoria. Il Plr ha cambiato posizione all’ultimo.

La modifica del Codice penale – accolta nel complesso con 132 voti a 53 – fa seguito a un’iniziativa del Canton San Gallo approvata dalle Camere nel 2021. Rispetto a questa, il progetto trattato lunedì prende in considerazione solo l’assassinio – che oggi cade in prescrizione dopo 30 anni – e non tutti i “reati gravi” passibili di una pena detentiva a vita.

Durante il dibattito, Udc e Centro hanno difeso l’imprescrittibilità di questo crimine, caratterizzato da una particolare assenza di scrupoli, ovvero se il movente, lo scopo o il metodo sono particolarmente odiosi. Tale imprescrittibilità esiste già in altri Paesi, come la Germania, ha rilevato Mauro Tuena (Udc). Lo zurighese ha ricordato che oggi si possono sfruttare i progressi tecnologici, ad esempio nel campo delle analisi del Dna, per chiarire i crimini anche dopo un lungo periodo di tempo. Ha poi aggiunto che i parenti delle vittime non dimenticano ciò che è accaduto, anche dopo diversi decenni.

‘Il crimine più grave’

L’omicidio è “di gran lunga il crimine più grave”, ha concordato Philipp Matthias Bregy (Centro/Vs), sostenendo che “non c’è motivo per cui debba cadere in prescrizione”. Al momento della votazione, l’Udc e il Centro hanno ricevuto il sostegno del Plr, malgrado Philippe Nantermod (Plr/Vs), a nome del suo partito, avesse rilevato che “l’imprescrittibilità non è la soluzione definitiva”.

La sinistra e il Partito verde liberale volevano mantenere lo stato attuale delle cose, così come il Consiglio federale e la maggioranza della commissione. A nome di quest’ultima, Simone

Gianini (Plr) ha affermato che “un’imprescrittibilità totale conferirebbe al Ministero pubblico un obbligo investigativo illimitato nel tempo, soluzione ritenuta né opportuna né sostenibile dal profilo delle risorse, ma soprattutto problematica anche dal profilo delle aspettative dei familiari delle vittime”.

Vari oratori hanno sottolineato che le prove da sole non sono sufficienti per condannare una persona. Occorre considerare l’insieme degli elementi e comprendere la motivazione dell’autore, ha spiegato Beat Flach (Pvl/Ag), anche lui a nome della commissione. “Come si può condurre questo procedimento a distanza di decenni?”, si è chiesto Raphaël Mahaim (Verdi/Vd), ricordando che sarebbe necessario interrogare i testimoni, “se sono ancora vivi”. Ciò può portare a prove “inconsistenti e a resoconti incerti o vaghi”. Nel dibattito è inoltre stato più volte evocato il rischio di suscitare false speranze, se non delusioni, nei familiari delle vittime.

Omicidio prescritto dopo 30 anni

Il plenum ha pure deciso di modificare i termini di prescrizione per una serie di altri reati: quello per l’omicidio dovrà per esempio essere portato da 15 a 30 anni. Le nuove scadenze si applicheranno solo agli atti non ancora prescritti al momento dell’entrata in vigore, ha precisato Flach. È inutile rivedere tutti i termini di prescrizione, ha obiettato Christian Dandrès (Ps/Ge). Meret Schneider (Verdi/Zh) ha detto di ritenere che quelli attuali, già molto lunghi, consentano di lavorare in modo efficace. Il dossier torna agli Stati.

SVIZZERA

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2026-03-03T08:00:00.0000000Z

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