Legge in rampa di lancio con qualche preoccupazione
Riforma legge polizia, le preoccupazioni della Vpod. Zanetti (commissione ‘Giustizia e diritti’): l’obiettivo è un rapporto il più possibile condiviso
Di Giacomo Agosta e Andrea Manna
A breve la firma in commissione ‘Giustizia e diritti’ del rapporto di Tiziano Zanetti. Intanto la Vpod segnala criticità ‘nella tutela dei diritti fondamentali e della democrazia del Corpo’.
Da un lato c’è la Vpod che segnala alcune “criticità” del progetto di revisione totale della Legge sulla polizia, riferite alle “garanzie democratiche”, che verrebbero “rimesse in discussione”. Criticità, puntualizza il sindacato, “dal profilo della tutela dei diritti fondamentali, della democrazia interna al Corpo” della Cantonale e “della centralità del servizio pubblico”. Dall’altro lato c’è la commissione ‘Giustizia e diritti’ del Gran Consiglio da cui a breve, forse entro un paio di settimane, uscirà il rapporto sulla riforma proposta dal Consiglio di Stato. E con buone probabilità – nonostante qualche divergenza su aspetti di natura ideologica – ci sarà un unico rapporto, quello del deputato liberale radicale Tiziano Zanetti. Rapporto al quale potrebbe seguire una serie di emendamenti per decidere in aula su determinati punti della revisione legislativa.
La risoluzione sindacale
Le preoccupazioni manifestate dalla Vpod Polizia sono nero su bianco, in una risoluzione approvata negli scorsi giorni dall’assemblea sindacale: “Le garanzie democratiche alla base dell’attività di polizia sono rimesse in discussione dalla prospettata revisione della Legge sulla polizia, che presenta una serie di criticità dal profilo della tutela dei diritti fondamentali, della democrazia interna del Corpo e della centralità del servizio pubblico”. Per il sindacato è quindi chiaro che, oltre al “rilancio” di un percorso verso la Polizia unica e a misure concrete interne alla Polcantonale per “migliorare” l’organizzazione del lavoro, “serve il contrasto alla nuova Legge sulla polizia e una sua profonda riforma imperniata sui principi dello Stato di diritto e sulla prevenzione, volta quindi alla tutela dei diritti della cittadinanza e del personale”.
‘Un passo che aspettiamo da anni’
Invita invece alla calma il relatore del rapporto. «La commissione parlamentare ha fatto tutto il possibile per leggere e ascoltare le prese di posizione che sono arrivate da più parti», afferma Zanetti, interpellato dalla ‘Regione’. «La speranza è che a breve si possa firmare, e poi andare in parlamento, con un documento il più possibile condiviso. Se poi ci dovessero essere degli aspetti puntuali, ci sarà occasione di discuterne». E l’occasione, come detto, potrebbe essere la discussione in aula di eventuali emendamenti. «È una revisione di legge importante e delicata, un passo che aspettiamo da anni», sottolinea Zanetti. «Mi sembra che la politica questo l’abbia capito, a dimostrazione delle discussioni costruttive che abbiamo avuto all’interno della commissione».
‘Occhio ai diritti e alle libertà fondamentali’
Condivide la preoccupazione della Vpod il capogruppo socialista Ivo Durisch. «Una preoccupazione concreta, se pensiamo – dichiara il secondo vicepresidente della ‘Giustizia e diritti’, da noi contattato – a tutte quelle attività volte a prevenire la commissione di reati che il progetto di revisione della Legge sulla polizia prevede per le nostre forze dell’ordine. Intendiamoci: nessuno mette in discussione la necessità per la polizia di far capo a modalità investigative e tecnologie aggiornate per un’efficace azione di contrasto agli illeciti. Ma il loro impiego deve essere attentamente regolamentato affinché non vengano violati i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini». La polizia, sottolinea Durisch, «deve tutelare l’ordine pubblico, non deve però comprimere i suddetti diritti e le suddette libertà senza una valida giustificazione. Se nella nuova legge non si inseriscono dei paletti, il pericolo di abusi, soprattutto nelle attività investigative preventive, è forte. Non vogliamo controlli indiscriminati e non vogliamo tornare all’era delle schedature. Non è un atto di sfiducia verso la nostra polizia: la materia è tuttavia molto delicata e come socialisti non siamo disposti a firmare cambiali in bianco». Continua il deputato del Ps: «Faccio un solo esempio. In commissione stiamo discutendo dell’uso dei droni da parte delle forze dell’ordine. Ora il disegno di legge sottopostoci dal Consiglio di Stato ne autorizza l’impiego anche, cito, per le manifestazioni di massa ‘se esiste un rischio oggettivo che possano essere commessi atti violenti contro persone o cose’. Mi domando: è sufficiente parlare di rischio, per consentire alla polizia di fare, con l’impiego di droni, delle riprese video dei partecipanti che manifestano, esercitando peraltro un diritto riconosciuto dalla Costituzione? E quelle riprese, quei dati, come verranno gestiti?».
Sul tema si sofferma un altro membro della commissione parlamentare: Marco Noi. «L’uso dei droni per perseguire reati dovrebbe essere perlomeno autorizzato da un magistrato, ovvero dal giudice dei provvedimenti coercitivi, come avviene ora per i controlli telefonici», rileva il deputato dei Verdi. Per il quale «le indagini preventive in generale non devono sconfinare nell’abuso e nell’arbitrio». La riforma della Legge sulla polizia concepita dal governo «accorda non pochi poteri alle forze dell’ordine. E con i venti trumpiani che spirano in molti Paesi democratici occorre essere particolarmente vigili affinché l’agire della polizia avvenga nel rispetto dello Stato di diritto».
Ci sarà un rapporto di minoranza da parte di Ps e Verdi? Sia Durisch che Noi lo escludono. Non escludono invece la firma con riserva al rapporto di Zanetti e la presentazione in Gran Consiglio di proposte di emendamento.
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