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Il Parlamento resuscita il doppio cognome

Con o senza trattino, ma non per i figli

In futuro, le coppie sposate o i partner registrati dovrebbero poter optare nuovamente per il doppio cognome, con o senza trattino. È quanto prevede una revisione del Codice civile approvata definitivamente lunedì anche dal Consiglio degli Stati, che ha eliminato un’ultima divergenza col Nazionale su questo dossier. Non ci sarà dunque una conferenza di conciliazione su questo spinoso dossier, che trae origine da un’iniziativa parlamentare depositata nel 2017 dall’allora consigliere nazionale Udc argoviese Luzi Stamm. L’oggetto è pronto per le votazioni finali di venerdì.

La revisione è un ritorno al passato, giacché fino al 2013 era consentito solo alle donne di portare il doppio cognome. Nel 1994 la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva stabilito che la legislazione elvetica – che precludeva al marito di avere un doppio cognome – non rispettava l’uguaglianza dei sessi. E così dal 2013 non sono più ammessi i cognomi composti. I futuri coniugi devono decidere al momento del matrimonio se preferiscono mantenere ciascuno il proprio cognome o assumere un cognome comune. Ai figli viene attribuito o il cognome comune o quello di uno dei genitori.

Situazione ‘insoddisfacente’

Ma questa situazione è insoddisfacente, hanno sottolineato molti oratori nel corso dei dibattiti in Parlamento. L’obiettivo era quello di avere più uguaglianza e che anche gli uomini prendessero il cognome della moglie. Ma la realtà è ben diversa. Sono soprattutto le donne ad abbandonare il proprio cognome da nubile per assumere quello del marito.

Il doppio cognome dovrà poter essere composto dai cognomi a disposizione dei fidanzati. Una minoranza del Consiglio degli Stati voleva limitare questa scelta ai cognomi da nubile. Con la normativa approvata, i cognomi derivanti da precedenti matrimoni non sono esclusi dalla composizione del doppio cognome. I figli, invece, non potranno portare il doppio cognome. Ricevono solo un cognome dei genitori, che questi ultimi hanno precedentemente stabilito. Lunedì i due rami del Parlamento hanno coinciso anche in merito alla legge in base alla quale la Confederazione verserà un contributo di solidarietà una tantum di 50mila franchi a tutti i feriti gravi e ai familiari delle persone decedute la notte di Capodanno nell’incendio di Crans-Montana. Consiglio degli Stati prima e Nazionale poi hanno approvato la clausola d’urgenza. Gli aiuti potranno così essere sbloccati a breve.

SVIZZERA

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2026-03-17T07:00:00.0000000Z

2026-03-17T07:00:00.0000000Z

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