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Camionisti furbetti, il cartello che divide

Berna ha suggerito la posa di segnaletica contro il traffico parassitario, ma il Cantone risponde picche e le autorità attendono spiegazioni: ‘Incomprensibile’

Di Marino Molinaro

Sembra essersi infilato in un vicolo cieco il tema che da tre anni preoccupa la popolazione della bassa Leventina alle prese col traffico pesante parassitario sulla strada cantonale. Focus sui camion stranieri che transitano senza fare consegne in zona e così facendo, diretti Oltralpe, evitano la sosta obbligata al Centro di controllo dei veicoli pesanti (Ccvp) voluto dalla Confederazione e attivo da fine 2022 sull’autostrada a Giornico. Qui ogni camion a lunga percorrenza deve sostare e sottoporsi ai controlli previsti nell’ambito della sicurezza stradale; il conducente che ha fretta o ha qualcosa da nascondere e teme conseguenze cerca un’alternativa uscendo allo svincolo di Biasca e dopo aver attraversato gli abitati di Pollegio, Bodio e Giornico rientra in autostrada a Faido. Trucco furbo che la polizia sanziona appena può, ma non a sufficienza secondo il gruppo politico Nuova Giornico Progressista che nel Comune aggregato un anno fa conta un municipale e nove consiglieri comunali. Gruppo che in una presa di posizione inviata alla ‘Regione’ sollecita la posa di una segnaletica alla rotonda di Pasquerio, dopo che quella presente a suo tempo lungo l’A2 prima dello svincolo di Biasca era stata tolta poiché irregolare. Un nuovo cartello che il Cantone si rifiuta di mettere, nonostante il Consiglio federale lo abbia suggerito rispondendo la scorsa estate a un’interrogazione del consigliere nazionale socialista Bruno Storni.

‘Sporadiche irregolarità’

Berna in quell’occasione precisava che dal monitoraggio dei flussi fatto dalla polizia è in effetti emersa “qualche sporadica irregolarità”. Tuttavia in questi casi “il controllo del mezzo pesante viene poi spesso recuperato al suo rientro in autostrada”. Intanto però il Tir ha attraversato le tre località – qualche camionista lo fa per fermarsi al ristorante, ma è la minima parte – infastidendo i residenti. In ogni caso, scriveva Berna, il problema “potrebbe essere evitato o ridotto con l’installazione, alla rotonda di Pasquerio, di un segnale di divieto di circolazione per i mezzi pesanti diretti verso la Leventina, prevedendo l’eccezione del servizio a domicilio. Trattandosi di una strada cantonale, la competenza spetta al Cantone, il quale è già stato informato a tal proposito dall’Ufficio federale delle strade”.

Tir inseguiti da cittadini in auto

Da Bellinzona però niente e Nuova Giornico Progressista insorge parlando di Ccvp “colabrodo. Di fronte alle segnalazioni, da anni la risposta è la stessa: minimizzare, rinviare, non intervenire. Il problema è stato sollevato già nel 2023. Da allora la polizia parla di pochissimi casi e le misure concrete vengono scartate perché ritenute troppo vincolanti. L’Ufficio federale delle strade rimanda al Cantone e questo si affida alla polizia. Risultato? Nessuno decide né interviene.

E il traffico pesante a livello locale continua”. Nel testo il gruppo politico sottolinea che “a pochi mesi dall’apertura del Ccvp, era evidente che qualcosa non funzionasse: sempre più Tir, spesso stranieri, continuavano a transitare fuori dal controllo. Da lì in poi una costante: verifiche senza conseguenze e responsabilità che si dissolvono. La domanda è semplice: i dati ufficiali descrivono davvero la realtà, o servono a giustificare l’inazione? Perché sul territorio la percezione è ben diversa. E ignorarla non la farà sparire”. Una percezione che taluni abitanti – come ci viene spiegato – hanno voluto approfondire inseguendo i camion notando che in effetti quasi tutti rientrano in A2 a Chiggiogna senza soste prima.

‘Ancora ai piedi della scala’

Riguardo alla risposta di Berna, Nuova Giornico Progressista la legge come un “ordine di risolvere la questione dando ragione a chi segnala il problema. ‘A questo punto è fatta!’, abbiamo pensato fiduciosi nel rispetto delle regole da parte delle autorità. E invece, come in un perverso gioco dell’oca, dopo anni di rimpalli ci ritroviamo ai piedi della scala. Secondo il Cantone è un ‘non problema’ e la posa di un cartello di divieto di transito per veicoli pesanti a eccezione dei confinanti autorizzati presenta difficoltà che dalle nostre parti non siamo in grado di risolvere. Per contro facciamo notare che in Uri e Grigioni la gestione di centri di controllo simili non sembra creare questo tipo di problema”. A ben vedere quello di Berna non è un ordine ma, come abbiamo scritto sopra, un auspicio che sfiora il livello di raccomandazione. E nella bassa Leventina si mastica amaro: “Quando i problemi restano irrisolti a livello locale, è il sistema stesso a mostrare i suoi limiti. Il punto non è più capire se il problema esiste, ma se lo si vuole davvero affrontare e risolvere”. Peraltro, aspetto affatto secondario, “i camion che sfuggono al controllo sono parecchi e ci chiediamo cosa succederebbe se uno di questi dovesse creare problemi legati al mancato controllo tecnico”. Nota finale: “Appena si avverte la presenza di controlli da parte della polizia, il passaparola tra camionisti arresta subito l’anomalo flusso”.

La replica: ‘Approccio proporzionato’

Il Municipio «ha seguito da vicino la vicenda ed era convinto, in base a quanto appreso a suo tempo, che la segnaletica sarebbe stata posata», spiega il sindaco Stefano Imelli: «Passati ormai diversi mesi, nulla. Perciò abbiamo sollecitato e recentemente ci è stato detto che la segnaletica non è più prevista, senza però specificare il motivo. Che tre settimane fa abbiamo chiesto di esplicitare nero su bianco, per capire». Sollecitato dalla ‘Regione’, il Dipartimento istituzioni, responsabile della Divisione delle costruzioni, scrive che “è importante riportare il tema nella sua corretta dimensione. Nella risposta all’interpellanza presentata dal consigliere nazionale Bruno Storni, il Consiglio federale cita esplicitamente ‘qualche sporadica irregolarità’, una valutazione che ridimensiona il fenomeno e non lo configura come una problematica sistemica. La Polizia cantonale svolge regolarmente verifiche sul territorio e, come sottolinea il Governo federale, nei pochi casi rilevati, ‘il controllo del mezzo pesante viene poi spesso recuperato al momento del rientro in autostrada’. Il Cantone continua quindi a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, adottando un approccio proporzionato e basato su dati concreti, nel rispetto delle competenze istituzionali e delle esigenze del territorio”. Alle autorità locali non resta che insistere.

BELLINZONA E VALLI

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2026-04-07T07:00:00.0000000Z

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