‘Ancora una volta paghiamo e basta’
L’ipotesi della ‘Gestione e finanze’ di un’introduzione piena da gennaio mette i Comuni in difficoltà. ‘40 milioni di impatto e non ci hanno coinvolti’
di Giacomo Agosta e Vittoria De Feo
Al grande banchetto sull’implementazione delle iniziative casse malati, dove ogni commensale propone la sua ricetta e rivendica il suo pezzetto di torta, ci si è dimenticati di un invitato importante: i Comuni. L’applicazione della deducibilità integrale dei premi, ovvero l’iniziativa della Lega, avrà infatti un impatto diretto sui Comuni di circa 40 milioni di franchi. A essere particolarmente toccati sarebbero i grandi centri – Lugano, Bellinzona, Locarno, Chiasso e Mendrisio – che, proprio per questo motivo, erano scesi in campo la scorsa estate per affermare un secco ‘no’ a tutti e due gli oggetti in votazione popolare lo scorso 28 settembre. Una presa di posizione forte, specialmente se si pensa che Lugano e Bellinzona sono guidate da un sindaco leghista e uno socialista, gli stessi partiti promotori delle iniziative. Tornando all’oggi. La proposta di ‘spacchettamento’ avanzata da Fiorenzo Dadò e la convergenza di tutta la commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’ di fissare per decreto l’introduzione di entrambe porta dritta a uno scenario che preoccupa gli amministratori comunali: l’introduzione integrale dell’iniziativa leghista a partire dal 1° gennaio 2027.
Branda: ‘La proposta del governo era migliore’
«Non sono preoccupato, sono molto preoccupato», afferma senza giri di parole il sindaco di Bellinzona
Mario Branda. Nella capitale d’altra parte lo scenario è chiaro ed era già stato anticipato durante la conferenza stampa dei cinque sindaci in vista del voto: 4,4 milioni l’anno di minor gettito che corrispondono a un potenziale aumento di moltiplicatore del 5%. «Si vuole risolvere la questione sul piano cantonale, ma così facendo i Comuni pagano e basta. Così non ci sta bene». Continua Branda: «Vogliamo capire anche noi come si intende fare e quali misure compensatorie sono magari previste. Anche perché noi non abbiamo molti strumenti e molti Comuni con il moltiplicatore già alto si troverebbero in difficoltà». Tutte preoccupazioni già emerse durante la conferenza stampa congiunta dei cinque sindaci in vista del voto. «Sapevamo che questa iniziativa avrebbe avuto delle ripercussioni molto pesanti e – aggiunge il sindaco di Bellinzona – non veniva spiegato dove andare a recuperare quelle risorse». La situazione non sembra in ogni caso cambiata. Se sul piano cantonale si pensa di reperire le risorse con le misure proposte dal Consiglio di Stato nel suo messaggio, per i Comuni la strada è ancora tutta da disegnare e il tempo corre… «Stiamo già cominciando a riflettere sul Preventivo 2027. Dal mio punto di vista – afferma – la strada indicata dal Consiglio di Stato, ovvero un’implementazione a tappe che desse il tempo anche ai Comuni di assorbire il costo, sarebbe la soluzione migliore». Poco apprezzato, decisamente poco apprezzato, è anche il mancato coinvolgimento da parte della politica cantonale. «Noi lo diciamo sempre: quando si discute di misure che toccano i Comuni, e in questo caso toccano fortemente i Comuni, vorremmo essere coinvolti e partecipare alle discussioni. Anche perché – fa notare – se una deduzione cantonale è compensata da un aumento di imposte comunali, il saldo per il cittadino è zero».
Cavadini: ‘Sistematico riversamento di oneri’
E preoccupato, e non poco, è anche il sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini. «È un aspetto che come centri urbani avevamo già evidenziato nell’ambito della campagna prima del voto. I timori espressi allora sembra si stiano purtroppo concretizzando». Come detto, per quanto concerne l’iniziativa leghista, si parla di un impatto intorno ai 40 milioni per i Comuni. Somma, evidenzia Cavadini, «che per la Città di Mendrisio potrebbe significare di dover prendere provvedimenti importanti a livello comunale per compensare questi maggiori oneri». Per il sindaco di Mendrisio una cosa va detta: «Da parecchi anni ci sono un sistematico riversamento di oneri e un assottigliamento delle entrate fiscali per i Comuni legati a riforme cantonali, fattori che comportano disequilibri non trascurabili che dobbiamo riuscire a controbilanciare». Tornando alle iniziative votate in settembre, «le loro implementazioni comporteranno effetti finanziari strutturali che ci preoccupano. Come Comuni l’alternativa principale per far fronte a questi sbilanciamenti dei conti sarà aumentare la pressione fiscale, oppure il taglio della spesa, aspetto che comporta una certa difficoltà perché come Enti locali non abbiamo grandi margini sulle uscite con l’effetto di una possibile soppressione di servizi», rincara Cavadini.
Chiesa: ‘Obbligati a rivedere continuamente i conti’
Gli fa eco il capodicastero Finanze di Lugano Marco
Chiesa: «Per noi Comuni è una continua rincorsa e il fiato è sempre più corto. Mentre cerchiamo di mantenere un equilibrio nella gestione delle finanze pubbliche, il costante ribaltamento di oneri dal Cantone ci obbliga a rivedere continuamente i conti. E questo complica notevolmente il nostro lavoro». La Città di Lugano, aggiunge, «sta investendo centinaia di milioni di franchi in opere e infrastrutture di interesse regionale. Per questo motivo avremmo bisogno di poter pianificare i nostri impegni sulla base di dati il più possibile attendibili». Lo scorso dicembre, approvando il Preventivo 2026, il Consiglio comunale di Lugano aveva aumentato del 3% il moltiplicatore per far fronte ai nuovi oneri legati al progetto del Pse, il Polo sportivo e degli eventi. «Ci siamo assunti l’impegno di garantire stabilità fiscale e, personalmente, non intendo venir meno alla parola data», sottolinea Chiesa. Avverte però: «Se continueranno a essere trasferiti nuovi oneri ai Comuni, trovare un equilibrio diventerà sempre più difficile. Anche perché circa metà del nostro budget dipende da leggi superiori sulle quali non abbiamo alcuna influenza. Penso ai contributi per le case anziani o alla perequazione».
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2026-05-19T07:00:00.0000000Z
2026-05-19T07:00:00.0000000Z
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