‘I clienti si aspettano soprattutto servizi’
Le esigenze di costruzione sono cambiate diametralmente rispetto a vent’anni fa. L’analisi del direttore e fondatore di Evolve Sa Flavio Petraglio
Di Giacomo Agosta
«Vent’anni fa si costruiva per mettere a disposizione dei locali. Oggi, invece, si costruisce anzitutto per dare un servizio». È l’analisi che fa Flavio Petraglio, Ceo – dopo l’esperienza nel gruppo Artisa – della ditta Evolve Sa. «D’altra parte il nostro settore risponde a una domanda, quella di chi vive e occupa gli immobili. Se cambia la richiesta, cambia anche il modo di lavorare», fa notare il direttore e fondatore di Evolve, che il mondo della costruzione in Ticino, ma non solo, lo conosce molto bene: vanta infatti diciotto anni di esperienza nell’ambito.
Come è cambiata la domanda nel corso del tempo? Famiglie e aziende cosa guardano maggiormente prima di acquistare un immobile?
È cambiata l’aspettativa. Fino a qualche anno fa si costruiva l’immobile e poi l’utente ne prendeva possesso e lo adattava alle sue esigenze. Ora chi acquista o prende in affitto valuta la sua decisione prendendo in considerazione tutta una serie di aspetti che sono, oltre ai locali, i servizi offerti sia dallo stabile che dal quartiere. Si guarda agli spazi anche come luogo di socializzazione o per poter lavorare da casa, una possibilità che oggi molti vogliono avere. Non solo: l’installazione di colonnine elettriche, i locali per le biciclette o le zone verdi per far giocare i figli. Sono tutti elementi che chi costruisce non può ignorare, perché per il cliente sono diventati centrali. Sono tutte esigenze che negli ultimi anni sono cambiate in modo radicale. Se una volta si costruiva per mettere a disposizione dei locali, oggi si costruisce per dare un servizio.
Cambia la richiesta, cambia quindi anche il modo di costruire?
Vent’anni fa nelle varie discipline che compongono il settore della costruzione c’erano una gerarchia e un ordine di priorità chiari. Al primo posto c’era l’aspetto architettonico, al secondo posto l’aspetto più tecnico e strutturale. Ora invece l’aspetto tecnico, quindi l’impiantistica e la tecnologia dell’edificio, ha assunto un’importanza maggiore quando si costruisce. In passato questi elementi magari non c’erano nemmeno. Ora, invece, si parte da questi aspetti e dalla domanda ‘quali servizi e contributi tecnologici vogliamo inserire nell’edificio?’ Va poi detto che questi nuovi servizi richiedono anche nuove discipline: la progettazione e l’impiantistica sono cresciute negli ultimi anni.
Tra i servizi più richiesti, lo dimostrano queste settimane, c’è anche l’adattamento al cambiamento climatico e al grande caldo che sempre più spesso caratterizza le estati ticinesi...
Queste settimane ci dimostrano quanto l’aspetto climatico, e la sensibilità della popolazione nei suoi confronti, sia cambiato nel tempo. Oggi non si può più pensare a un nuovo edificio con il solo sistema di riscaldamento. Serve anche il raffreddamento e la ventilazione per dare un comfort maggiore, e richiesto, all’utente. La lotta al caldo non è in ogni caso l’unico elemento che rientra sotto il grande tema del cambiamento climatico. Ce ne sono diversi altri e molto importanti.
Quali?
La riduzione dei consumi e quindi anche dei costi.
Bisogna isolare il più possibile l’involucro termico. Si cerca inoltre di avere il riscaldamento e il raffreddamento da fonti rinnovabili, magari anche con certificazioni. La sensibilità verso questi temi è davvero accresciuta a tutti i livelli. Lo chiede il piccolo cliente, ovvero la famiglia che costruisce o ristruttura la casa e quindi è attenta al risparmio, ma lo chiede di conseguenza pure il grosso cliente che è interessato a un grande immobile. Questo perché se poi si vuole rivendere o affittare degli spazi la domanda richiede queste sensibilità.
Quando si parla di settore della costruzione, specialmente quello legato alla sostenibilità, c’è l’idea che nel resto della Svizzera si riescano a ottenere risultati migliori. È davvero così?
No, è un falso mito. Qualità e competenza che ci sono in Ticino non hanno nulla da invidiare agli altri Cantoni. A cambiare sono i numeri: nel resto della Svizzera si lavora con volumi e progetti molto più grandi rispetto a quelli che si trovano in un territorio limitato come il nostro. Un progetto ‘grosso’ per il Ticino equivale a un progetto ‘normale’ per la Svizzera tedesca. Questa è la grande differenza
che porta, soprattutto in fase di cantiere, ad avere a nord aziende più strutturate che operano in maniera più industriale e meno artigianale. Non bisogna però fare confusione: un’azienda grossa non lavora per forza meglio di un’azienda piccola.
Richieste che cambiano e un contesto generale sempre più mutevole tra prezzi altalenanti, commesse che calano e preoccupazione per una scarsità di manodopera nei prossimi anni. Come sta quindi il settore della costruzione?
Nelle commesse pubbliche, quindi Cantone e Comuni, si percepisce un certo rallentamento probabilmente dettato da un contesto generale di insicurezza. È una difficoltà per un settore, il nostro, che si confronta con procedure sempre più complesse e onerose. Costruire con l’ente pubblico diventa spesso molto complicato. C’è poi il privato. Qui, al di là delle difficoltà, c’è una certezza: in Ticino abbiamo un patrimonio immobiliare al quale bisogna mettere mano. Tanti immobili sono degli anni 60-70. I proprietari non possono non intervenire altrimenti non saranno più attrattivi. Questa sarà sicuramente una delle principali sfide del settore nei prossimi anni.
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