Nuovo stabilimento Ffs, tempistiche rispettate
A dieci mesi dalla posa della prima pietra, impiegato il 60% del calcestruzzo e la metà dell’acciaio previsto. Confermati costi e impieghi
Di Sebastiano Storelli
A quasi dieci mesi dall’avvio ufficiale dei lavori, il Nuovo stabilimento industriale ferroviario (Nsif) di Arbedo-Castione prende forma. Se per l’entrata in esercizio bisognerà attendere ancora circa due anni, le Ferrovie federali svizzere (Ffs) hanno tracciato un primo bilancio dell’avanzamento del cantiere, illustrando lo stato dei lavori e le caratteristiche di quello che, una volta completato, diventerà il principale centro di competenza svizzero per la manutenzione ferroviaria moderna e digitalizzata.
Le cifre confermano quanto annunciato in fase progettuale. L’investimento complessivo rimane fissato a 755 milioni di franchi, mentre il nuovo polo darà lavoro a 360 collaboratori e ospiterà 80 apprendisti, confermando anche la sua vocazione quale centro di formazione per le future professioni del settore ferroviario.
Tanto acciaio come per la Tour Eiffel
Sul cantiere, che si estende su una superficie di circa 150’000 metri quadrati, l’attività procede secondo il cronoprogramma. La parte settentrionale dell’edificio principale è già a tetto, mentre quella meridionale seguirà nei prossimi mesi. A testimoniare il ritmo dei lavori sono anche i numeri. «Finora sono stati impiegati 27’000 metri cubi di calcestruzzo, pari al 60% del totale previsto, e 3’800 tonnellate di acciaio sulle 7’800 complessive – spiega Federico Rossini, capo progetto generale –. A lavori ultimati, la quantità di acciaio utilizzata sarà equivalente a quella impiegata da Gustave Eiffel per costruire la sua Torre. Tutto procede secondo le aspettative e contiamo di consegnare l’opera nel marzo 2028, così da avviare l’attività dello stabilimento nel giugno dello stesso anno». Il Nsif è stato progettato come una struttura altamente tecnologica, ma anche come un ambiente di lavoro moderno. Oltre agli spazi destinati alla manutenzione dei convogli, l’edificio ospiterà uffici amministrativi, sale riunioni, un auditorium e una mensa, realizzata con un investimento di 2,85 milioni di franchi. Grande attenzione è stata dedicata anche al benessere dei collaboratori. Le postazioni operative saranno infatti rinfrescate, una scelta che risponde alle crescenti difficoltà legate alle temperature estive. «In diverse regioni della Svizzera le Ffs stanno cercando soluzioni per garantire condizioni di lavoro conformi durante i periodi più caldi. Per questo motivo abbiamo deciso di rinfrescare praticamente tutte le aree nelle quali sono presenti postazioni lavorative», sottolinea Rossini.
Recuperati 35 milioni di litri di acqua piovana
Particolare rilievo assume anche il capitolo dedicato alla sostenibilità. L’impianto produrrà infatti una parte significativa dell’energia necessaria al suo funzionamento grazie a un impianto fotovoltaico la cui potenza è stata aumentata da 2,7 a 3,7 megawatt. Si tratterà del più grande impianto fotovoltaico realizzato dalle Ffs. Sul fronte della gestione delle risorse idriche, lungo tutto il perimetro dell’edificio «è stata posata una canalizzazione del diametro di un metro che consentirà di raccogliere fino a 35 milioni di litri di acqua piovana all’anno. L’acqua sarà riutilizzata per il lavaggio dei treni, riducendo sensibilmente il consumo di acqua potabile».
Una volta completata la struttura, inizierà la fase di installazione delle attrezzature. Il nuovo stabilimento si occuperà della manutenzione delle flotte Giruno, Astoro e Flirt Tilo, oltre che delle locomotive di vecchia generazione. La configurazione degli spazi e delle linee di lavoro è però stata concepita per adattarsi facilmente anche ai futuri convogli che entreranno in servizio. «Nello Nsif svolgeremo tutte le principali tipologie di manutenzione – spiega GianPaolo Lepori, direttore delle Officine Ffs di Bellinzona –: dalla revisione dei componenti alla manutenzione modulare, fino alla manutenzione pesante, che prevede lo smontaggio completo del treno, il suo risanamento e il successivo rimontaggio. Accanto a queste attività ci sarà anche la manutenzione leggera: il convoglio entrerà nello stabilimento, rimarrà in revisione per circa quattro ore e potrà poi tornare immediatamente in servizio».
Il 95% dei macchinari sarà nuovo
Per raggiungere questi obiettivi sarà necessario un profondo rinnovamento delle dotazioni tecniche. «Alle Officine di Bellinzona è ancora in funzione un macchinario del 1935, mentre altri risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta – osserva Lepori –. Nel nuovo stabilimento il 95% delle attrezzature sarà completamente nuovo e fortemente digitalizzato. In pratica, dall’attuale sede verranno trasferiti pochissimi macchinari».
Il cambiamento interesserà naturalmente anche il personale. Alla fine del 2025 è stato avviato il progetto “Messa in esercizio Nsif”, che accompagnerà il passaggio verso il nuovo impianto definendo processi operativi, organizzazione del lavoro, fabbisogni di personale e percorsi formativi. L’obiettivo è preparare progressivamente i collaboratori all’utilizzo delle nuove tecnologie e delle procedure digitalizzate che caratterizzeranno il futuro centro di manutenzione. Il trasferimento delle attività avverrà in modo graduale. Il primo settore a essere operativo a Castione, nella seconda metà del 2028, sarà l’area multifunzionale dedicata alla revisione delle carrozze e dei componenti. Successivamente le altre attività verranno trasferite progressivamente, mantenendo per circa un anno una produzione distribuita tra Bellinzona e Arbedo-Castione. Il processo si concluderà alla fine del 2029 con il trasferimento del personale dell’Impianto di servizio di Bellinzona. «Non è possibile spegnere un impianto e accenderne un altro nello stesso momento. Servirà un periodo di transizione durante il quale i volumi di lavoro diminuiranno progressivamente a Bellinzona per aumentare nel nuovo stabilimento».
Un quarto binario ad Arbedo-Castione
Affinché lo Nsif possa funzionare a pieno regime è però indispensabile che anche l’infrastruttura ferroviaria sia adeguata. Per questo le Ffs stanno realizzando un importante intervento nell’area della stazione di Arbedo-Castione. «Il nuovo stabilimento comporterà inevitabilmente un incremento del traffico ferroviario – spiega Mattia Pace, capoprogetto generale dell’infrastruttura ferroviaria–. Oltre al tradizionale traffico sull’asse nord-sud, si aggiungeranno i movimenti dei convogli diretti allo Nsif. Da qui la necessità di realizzare un quarto binario, la cui entrata in esercizio è prevista per il 30 novembre di quest’anno».
I lavori nell’area della stazione comporteranno ancora alcune limitazioni per le linee Tilo S10 e S20 fino alla fine di agosto. Successivamente i disagi per i viaggiatori saranno sostanzialmente conclusi, mentre il cantiere proseguirà con la realizzazione dei collegamenti ferroviari tra la stazione e il nuovo stabilimento. «Abbiamo ormai completato circa tre quarti delle opere previste. Resta da posare soltanto l’ultimo fascio di binari. Finora sono già stati posizionati circa sette dei dieci chilometri di binari nuovi o rinnovati previsti dal progetto».
Con l’avanzare dei lavori, lo Nsif sta quindi passando dalla fase progettuale a quella concreta. Un investimento destinato a ridefinire la manutenzione ferroviaria in Svizzera, che coniuga innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e nuove condizioni di lavoro.
BELLINZONA E VALLI
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2026-07-24T07:00:00.0000000Z
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