Finita la musica, risuonano gli spari
Rave party finisce in tragedia ad Aarau: 22enne italiana colpita a morte. L’autore (o gli autori) dell’attacco sono in fuga. La polizia segue tre piste
Una giovane donna di 22 anni, di nazionalità italiana, è rimasta uccisa e altre cinque persone sono state ferite in una sparatoria avvenuta la scorsa notte in occasione di un rave party ad Aarau. «Non si sa ancora chi sia il responsabile di questo atto», ha laconicamente dichiarato in una conferenza stampa a Schafisheim Dieter Egli, consigliere di Stato e responsabile della polizia. Una vasta caccia all’uomo è scattata per individuare gli autori. Ma ancora in serata la polizia non era in grado di privilegiare una o l’altra delle tre ipotesi al vaglio: attentato terroristico, strage compiuta da un folle o atto criminale, come ad esempio un regolamento di conti nell’ambiente della malavita.
Gli autori del reato sono fuggiti dopo il fatto. Sono in corso ricerche in tutta la Svizzera, con la collaborazione dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol) e del Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic), nonché di altre forze di polizia cantonali, soprattutto di Soletta (il luogo dove si sono svolti i fatti si trova proprio sul confine tra questo cantone e il Canton Argovia). Anche l’unità speciale Argus è ancora in azione. Alla ricerca partecipano infine le autorità tedesche, considerata la vicinanza del luogo alla frontiera, distante circa 20 chilometri.
Le indagini proseguono «con grande intensità», ha affermato il responsabile delle operazioni Matthias Schildknecht. Ieri sera erano in corso i rilievi sulla scena del crimine, le analisi forensi, la verifica di numerose testimonianze e ulteriori indagini per individuare i responsabili. «Queste attività (...) proseguiranno per tutta la notte». «C’è un rischio perché gli autori del reato sono pericolosi», ha affermato il comandante della Polizia cantonale Michael Leupold. Nella regione di Aarau, tuttavia, il pericolo non è maggiore che altrove. La popolazione può quindi muoversi normalmente.
Due armi e due luoghi diversi
Per ora si sa che gli spari sono stati esplosi in due luoghi diversi, ha indicato Leupold. Testimoni oculari avrebbero visto due autori del reato. Tuttavia, la questione non è ancora chiara. Di fronte ai giornalisti, il comandante della polizia argoviese ha cercato di evitare qualsiasi speculazione. È infatti possibile che una persona sola abbia sparato con due armi.
I fatti si sono svolti poco dopo le 2.30, quando l’evento – previsto dalle 15 alle 2 – stava volgendo al termine nell’area dell’ippodromo di Schachen, sulle rive dell’Aare, in un’area verde a poche centinaia di metri dal centro del capoluogo cantonale e che comprende altre strutture ricreative e sportive. La musica si era appena fermata e la maggior parte dei partecipanti si stava dirigendo verso l’uscita quando sono stati esplosi vari colpi d’arma da fuoco. La polizia ha rinvenuto tracce di munizioni provenienti da due armi diverse. Una di queste viene utilizzata nelle armi lunghe, come ad esempio i fucili d’assalto, ha spiegato Matthias Schildknecht. Al calibro si è risaliti grazie ai bossoli rinvenuti sulla scena del crimine. Le altre tracce di munizioni sono riconducibili ad armi di calibro nove millimetri.
Task force dell’Italia
Tutte le vittime – oltre alla giovane donna deceduta, quattro uomini e una donna di età compresa tra i 24 e i 27 anni – risiedono in Svizzera e sono state identificate. La 22enne colpita a morte era originaria di Atri, in Abruzzo, e lavorava in Svizzera da un mese. Anche due dei cinque feriti sono di nazionalità italiana, ha indicato il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in un comunicato, in cui si precisa che le loro lesioni erano lievi ed entrambi sono già stati dimessi dall’ospedale.
Il consigliere federale Ignazio Cassis ha telefonato al ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani per esprimere le proprie condoglianze e offrire la piena collaborazione della Svizzera nelle indagini. La medesima nota del Ministero degli esteri di Roma indica anche che una task force italiana è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria e per seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in accordo con le autorità svizzere.
Tremila partecipanti
La sparatoria è avvenuta durante la settima edizione dell’Aarauer Rave, il principale appuntamento di questo tipo nel Canton Argovia, che aveva attirato circa 3mila persone. In una dichiarazione pubblicata sul loro sito internet, gli organizzatori hanno indicato di essere “scioccati, sconvolti e tristi”. Un partecipante ha raccontato all’emittente regionale Tele M1 di aver sentito detonazioni per «uno o due minuti». In un primo momento, ha spiegato, «sembravano fuochi d’artificio o petardi». La situazione è apparsa chiara solo quando alcune persone hanno iniziato a gridare: «Abbassatevi, stanno sparando!». Diversi partecipanti si sono rifugiati dietro il frigo del bar. Il testimone ha raccontato di aver visto una donna a terra, colpita da un proiettile. Insieme ad altre persone ha allertato i soccorsi e tentato di rianimarla, senza riuscirci.
Molti punti oscuri
Dopo gli spari, i partecipanti al rave party ancora presenti sono stati riuniti in una palestra e interrogati. Fino a ieri sera la polizia non disponeva però di «elementi concreti» sull’identità degli autori, né sulle loro motivazioni.
La polizia, come detto, non esclude al momento alcuna ipotesi. Un elemento sembra tuttavia indebolire la pista dell’attentato terroristico: la festa era già nella fase conclusiva e il numero dei partecipanti era diminuito quando sono iniziati gli spari. Il Ministero pubblico di Lenzburg-Aarau ha intanto avviato un procedimento penale per omicidio intenzionale e sospetto omicidio intenzionale plurimo, ha indicato in conferenza stampa il procuratore generale Philipp Umbricht.
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2026-08-31T07:00:00.0000000Z
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