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Ticinesi tra i migliori, ma il calo è generale

Pur con risorse limitate la scuola locale garantisce ottime competenze. I punteggi sono però in discesa da anni, a livello cantonale e internazionale

Gli allievi ticinesi si confermano ai primi posti in un confronto nazionale e internazionale che misura le competenze in matematica, lettura e scienze. E questa è una buona notizia. Allo stesso tempo, nel nostro cantone come nel resto dei Paesi dove si è svolta l’indagine, si registra un costante peggioramento delle competenze rispetto agli anni passati. E qui invece c’è da preoccuparsi. È in chiaroscuro il quadro che emerge dall’indagine internazionale Pisa, ovvero una ricerca che ogni tre anni fornisce informazioni sulle competenze dei 15enni che vivono e si formano nei Paesi affiliati all’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo.

I risultati dell’indagine Pisa, come detto, confermano il posizionamento complessivamente solido del Ticino nel confronto internazionale. Tra i 91 Paesi partecipanti, fa sapere il Dipartimento educazione cultura e sport (Decs) in una nota, il Ticino si posiziona tra i primi 20 in scienze e lettura e tra i primi 10 in matematica. In matematica il Ticino ottiene 492 punti, un risultato statisticamente superiore alla media Ocse (463 punti). In lettura, il Ticino raggiunge 470 punti; in linea con la media Ocse (461 punti) e con il risultato svizzero (470 punti). Nelle scienze, ambito principale dell’edizione Pisa 2025, il Ticino raggiunge 492 punti, collocandosi significativamente sopra la media Ocse (482 punti) e 9 punti sotto la media svizzera (501 punti), una differenza questa statisticamente non significativa. A occuparsi dell’indagine in Ticino è stato il Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi della Supsi su mandato del Decs.

Ci sono però anche delle preoccupazioni e riguardano l’evoluzione dei risultati nel tempo. Sia nel nostro cantone che a livello nazionale e internazionale. Tra il 2022 e il 2025 il Ticino registra un calo di circa 16,5 punti nelle scienze, 24,1 nella lettura e 22,9 in matematica. Allo stesso tempo si assiste a un aumento degli allievi poco competenti, ovvero coloro le cui competenze si situano al di sotto del livello 2. Allievi con scarse competenze che, in percentuale, rappresentano una quota non trascurabile di ragazzi: sono il 20,3% in scienze, il 24,4% in matematica e il 27,2% in lettura. “Si tratta di quote in linea con quelle svizzere – precisa il Dipartimento –. È una tendenza globale preoccupante che richiede un impegno condiviso per rafforzare le competenze degli allievi”.

È invece da valutare positivamente la distribuzione dei risultati, ovvero le differenze tra i migliori studenti e quelli con più difficoltà, che in Ticino sono sempre meno marcate rispetto al resto della Svizzera in tutti e tre gli ambiti. Sottolinea il Decs: “Questa è la dimostrazione di una scuola ticinese maggiormente equa rispetto alla media nazionale. Anche l’analisi più dettagliata delle competenze scientifiche presenta elementi positivi. Nella capacità di valutare progetti di indagine scientifica e informazioni scientifiche, così come nelle competenze ambientali, il Ticino ottiene risultati superiori alla media Ocse”. Risultati che vanno in una direzione, finanziamenti che vanno nell’altra. Se da un lato infatti il Ticino si dimostra tra i primi della classe in quanto a risultati ottenuti, dall’altro non si può dire lo stesso degli investimenti che vengono fatti nella scuola. Ricorda il comunicato: “I dati cantonali sulla spesa pubblica mostrano che il Ticino continua a collocarsi nella fascia più bassa del confronto intercantonale per le risorse destinate all’educazione, in particolare nella scuola dell’obbligo. Secondo gli ultimi dati di ‘Scuola ticinese in cifre’, la spesa per l’educazione dei giovani tra 4 e 14 anni si situa al 24° posto su 26 Cantoni; anche in rapporto al Pil cantonale il Ticino è al 24° posto. Un’analisi indipendente dell’Idheap aveva inoltre evidenziato che la formazione è l’unico grande settore di spesa nel quale il Ticino si colloca sotto la media intercantonale per abitante”. La conclusione da trarre per il Dipartimento educazione cultura e sport è chiara: "La scuola ticinese continua a ottenere prestazioni complessivamente solide e a garantire un buon grado di equità, pur operando con risorse che nel confronto intercantonale rimangono tra le più contenute”. Ecco quindi il richiamo a una presa di coscienza. “Il Canton Ticino deve sicuramente porsi la questione delle risorse che è disposto a mettere a disposizione della scuola per fare in modo di rispondere adeguatamente alle sfide del presente”.

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2026-09-09T07:00:00.0000000Z

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